“La goccia” di Loredana Bertè: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “La goccia” di Loredana Bertè
Ti sblocco un ricordo: “La goccia” di Loredana Bertè
“La goccia” è uno dei brani più inquieti e originali della prima produzione di Loredana Bertè. Pubblicata nel 1981 all’interno dell’album “Made in Italy”, la canzone abbandona qualsiasi forma di narrazione lineare per immergersi in un universo psicologico frammentato, dove immagini visionarie e sensazioni angoscianti si susseguono come in un incubo a occhi aperti.
Il fulcro del brano è la metafora della “goccia”, evidente richiamo alla celebre tortura della goccia cinese. Non si tratta però di una sofferenza fisica, ma mentale ed emotiva: la goccia cade, scava e batte incessantemente nella testa, nella mente e persino nel sesso, trasformandosi nel simbolo di un pensiero ossessivo che consuma lentamente l’identità della protagonista. La ripetizione delle domande “Dove cade la goccia?” e “Dove scava la goccia?” restituisce proprio la sensazione di un tormento che ritorna continuamente senza concedere tregua.
Il testo è costruito attraverso immagini fortemente simboliche. Il “labirinto di vento”, la “vertigine” del tempo e il “silenzio che agghiaccia” evocano una dimensione di smarrimento esistenziale, mentre riferimenti come i “tagli sopra le braccia” o la “paura” che si affaccia suggeriscono una profonda ferita interiore. La goccia non scava soltanto la mente, ma intacca ogni aspetto dell’essere, fino a rendere l’orizzonte una stanza che si chiude e si accartoccia addosso alla protagonista.
Musicalmente e liricamente, “La goccia” è un’opera coraggiosa che anticipa molte sensibilità moderne legate all’alienazione e al disagio psicologico. Loredana Bertè trasforma un’ossessione in materia artistica, dando vita a una canzone che non cerca di rassicurare l’ascoltatore, ma di trascinarlo dentro un vortice emotivo dove la vera protagonista è la lenta e inesorabile erosione dell’anima.
Il testo di “La goccia” di Loredana Bertè
Dove cade la goccia
Dove cade la goccia
La mia testa o la roccia
Labirinti di vento
La vertigine è il tempo
Un silenzio che agghiaccia
Dove cade la goccia
Dove scava la goccia
La mia mente e il mio sesso
Tagli sopra le braccia
L’impossibile adesso
Saltimbanchi di gesso
È un bersaglio una freccia
Dove scava la goccia
Luci rosse, metropolitana
Denti bianchi, gomma americana
Strangolato un fiore nella mano
Violentata da un portoricano
No, ho una farfalla sulla schiena
No, quel pipistrello sulla schiena
Oh-oh, oh-oh, oh-oh, oh-oh, oh-oh, oh-oh
Goccia
Dove scava la goccia
Dove batte la goccia
La paura s’affaccia
La tortura è una danza
L’orizzonte è una stanza
Che su me s’accartoccia
Dove batte la goccia
Luci rosse, metropolitana
Denti bianchi, gomma americana
Strangolato un fiore nella mano
Violentata da un portoricano
No, ho una farfalla sulla schiena
No, no, no, no quel pipistrello sulla schiena
Oh-oh, oh-oh, oh-oh, oh-oh, oh-oh, oh-oh
Goccia
Goccia