A tu per tu con la band romana, in uscita con il nuovo singolo intitolato “Ballad 2020

A tre anni di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo i La Scelta, al secolo Mattia Del Forno (cantante), Francesco Caprara (batterista), Emiliano Mangia (chitarrista) e Marco Pistone (bassista).  Si intitola “Ballad 2020” il singolo scelto per accompagnarci in questa inedita estate, disponibile in radio e sulle piattaforme streaming a partire dallo scorso 26 giugno.

Ciao ragazzi, bentrovati. Partiamo dal vostro nuovo singolo “Ballad 2020”, cosa racconta?

«Racconta le contraddizioni e le fragilità che stiamo vivendo in questo periodo storico. Descrive scene di vita quotidiana, come sfogliare un album di fotografie. L’amore e la passione ci spingono ad affrontare questo presente con entusiasmo e voglia di reagire guardando al futuro in maniera positiva». 

Un brano fortemente legato a quello che stiamo vivendo, alle conseguenze socio-economiche della pandemia. Voi, personalmente, come avete vissuto questi difficili mesi?

«Ci ha fatto comprendere ancora una volta, ancor di più, che non dovremmo dare nulla per scontato, probabilmente si è ribaltata la scala dei valori, dove la “normalità” adesso è in cima».

A livello discografico, invece, come credete ne potrà uscire il settore musicale, in particolare quello dal vivo, da tutto questo?

«Ne usciremo pian piano, ma ne usciremo. Paradossalmente le realtà musicali “minori”, soprattutto mentalmente sono più abituate a ricominciare rimboccandosi le maniche e reinventandosi; subiscono meno il contraccolpo. Per i Big il discorso è diverso, hanno grandi strutture societarie alle spalle che devono gestire mille interessi, la capienza di pubblico è di gran lunga superiore. Applicare norme anti-covid per uno spettacolo in uno stadio con 80mila persone attualmente è pressoché impossibile».

Dal punto di vista musicale, quali sensazioni e quali riflessioni vi piacerebbe trasmettere a chi ascolta “Ballad 2020”?

«Da quando esistiamo, abbiamo composto e arrangiato i brani sempre con la massima libertà espressiva, spesso in contrapposizione con il mercato e le radio. “Ballad 2020” ha mille caratteristiche, c’è modernità nei suoni, impatto ritmico, testo cantautorale; un cross-over questo che caratterizza da sempre La Scelta».

Cosa aggiungono a livello narrativo le immagini del videoclip ufficiale?

«Raccontiamo una seconda genesi, ripercorriamo individualmente a ritroso luoghi che hanno caratterizzato le nostre vite, ci ritroviamo poi sul finale tutti insieme, e ci fondiamo, come i 4 elementi naturali, diventando energia».

Facciamo un breve salto indietro nel tempo, come vi siete conosciuti e quando avete deciso di mettere in piedi il vostro progetto musicale?

«Ci siamo formati nel 2006. All’inizio suonavamo tutti nei locali, avevamo diverse cover band, poi ci siamo uniti perché volevamo creare qualcosa di nostro. Scegliere di formare una band e durare nel tempo è un compito difficile ma allo stesso tempo molto affascinante. C’è chi nasce solista e chi nasce per far parte di una band, in questo caso ci si riconosce immediatamente, è una questione di empatia e intelligenza di sapersi ritagliare un ruolo».

Scusate il gioco di parole, ma a cosa si deve la scelta del vostro nome d’arte?

«Decidere di dedicare la propria vita alla musica è una scelta che cambia per sempre il tuo modo di vivere la quotidianità e i rapporti. Molto spesso però tutto questo non si “sceglie” ma si è “scelti” dalla musica stessa; una vocazione quasi “mistica”».

Nel 2008 partecipate in gara tra le Nuove Proposte di Sanremo, vi classificate al secondo posto con “Il nostro tempo”. Cosa vi ha lasciato quell’esperienza?

«Tanti bei ricordi, emozioni a mille… Ci ha lasciato ancor più consapevolezza dei nostri mezzi».

Tra le tante collaborazioni nate negli anni, spicca il sodalizio con Ron. Cosa avete imparato da un artista di questo calibro?

«Da Ron abbiamo imparato tantissimo, soprattutto il rispetto per il palco e l’importanza di avere un gran repertorio. D’altra parte, crediamo che il nostro entusiasmo, il nostro “far squadra” , sia stato contagioso, abbiamo passato momenti indimenticabili di musica e amicizia».

Tornando al tema della canzone, come ve la immaginate un’estate senza o con pochi concerti?

«Meno colorata di sempre, ma utilizzeremo questo tempo per dedicarci allo studio e alle prove».

Al netto dell’attuale confusione e incertezza, quali sono i vostri attuali progetti in cantiere? Cosa dobbiamo aspettarci dalla vostra nuova musica?

«Abbiamo realizzato un nuovo album: contrariamente ai precedenti non lo pubblicheremo per intero ma singolo dopo singolo, come una serie tv».

Per concludere, a chi si rivolge la vostra musica e a chi vi piacerebbe arrivare in futuro? 

«La nostra musica, il nostro messaggio, non ha confini».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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