“La valle dei re” di Marco Mengoni: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “La valle dei re” di Marco Mengoni
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2013 con “La valle dei re” di Marco Mengoni.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “La valle dei re” di Marco Mengoni
“La valle dei re” di Marco Mengoni è uno dei brani più teatrali e cinematografici dell’album “Pronto a correre”, pubblicato nel 2014 e firmato da Cesare Cremonini. È una canzone che si muove su un immaginario epico e simbolico, dove la narrazione personale si intreccia con una dimensione quasi mitologica.
Fin dalle prime immagini, il brano costruisce un regno emotivo in crisi: “in questa valle c’è già un re che canta e la sua regina”. È un’apertura che introduce subito un conflitto di potere e affettivo, dove il tradimento rompe un equilibrio e segna l’inizio di una trasformazione irreversibile.
Uno degli elementi più forti del testo è la caduta dell’illusione: “vedrai scomparire l’oro della corona”. L’immagine della corona che si sgretola rappresenta il crollo di ciò che sembrava stabile, sia in termini affettivi che identitari. Non c’è più spazio per compromessi: la rottura è definitiva.
Nella parte centrale il brano cambia registro e si fa più intimo: “piccole parole che non hanno più importanza, soliti pensieri che mi riempiono la stanza”. Qui emerge il vero nucleo emotivo della canzone: il caos mentale dopo la rottura, la ripetizione dei pensieri, la difficoltà di elaborare la perdita.
“La valle dei re” è, in definitiva, una metafora della perdita e della riconquista di sé. Racconta un trono emotivo che crolla e la necessità di ricostruirsi dopo il tradimento. Dietro l’epica, però, resta un cuore umano che vacilla, e proprio in questa tensione tra grandiosità e fragilità trova la sua forza più autentica.
Il testo di “La valle dei re” di Marco Mengoni
In questa valle c’è già
un re che canta e la sua regina
Tradito dalla propria metà
Ciò che rimane non è la vita
Fuori dalla mia proprietà
E questa volta non la voglio una scusa
Fuori dalla mia città
Vedrai scomparire l’oro della corona
Cadere rotolandosi fino alle mura
E allora mi chiederai se
Sei fuori dalla valle dei re
E non mi importa se
Sei fuori dalla valle dei re
E non mi importa se
Non ci sei
Non ci sei
Ho detto fuori dalla mia proprietà
E questa volta non la voglio una scusa
Fuori dalla mia città
Vedrai scomparire l’oro della corona
Cadere rotolandosi fino alle mura
E allora mi chiederai se
Sei fuori dalla valle dei re
E non mi importa se
Sei fuori dalla valle dei re
E non mi importa se
Non ci sei
Tu non ci sei
Piccole parole che non hanno più importanza
E soliti pensieri che mi riempiono la stanza
Le solite bugie che mi inchiodano la testa
Chiedo scusa
Sono ancora un re
Se fuori dalla valle dei re
E non mi importa se
Sei fuori dalla valle dei re
Sei fuori dalla valle dei re