Recensione dell’ultimo singolo della cantautrice

La ricerca è importante nella musica perchè permette di rimanere sempre nuovi, sempre al passo con i tempi e spesso addirittura in anticipo su di essi. Lo sa bene La Zero che nel corso degli ultimi mesi si è data particolarmente da fare sotto questo profilo arrivando, in questi ultimi giorni, a lanciare un perfetto sunto di quanto sperimentato come Mea Culpa.

Il nuovo singolo radiofonico della cantante partenopea è quanto di più elegante ed eloquente la cantante abbia tirato fuori finora riuscendo a mettere in campo tutta la sua voglia di trovare una sintesi nel sua viaggio di ricerca introspettiva e musicale sia per quanto riguarda la ricerca vocale che quella sonora. Due dimensioni che, in questa nuova produzione, viaggiano di pari passo, s’intersecano e si completano risultando l’una la parte complementare dell’altra, quella che davvero la completa e la rende dotata di senso.

Si racconta d’amore. Quell’amore che è spesso capace di dare la definizione di un’esistenza ma che, altrettanto spesso, si rivela l’arma letale sotto i cui colpi tutti, prima o poi, dobbiamo passare e confrontarci. Lo descrive bene Manuela con un brano che con un’atmosfera soffusa permette di entrare in punta di piedi sulla “scena del crimine” e scoprire che l’arma del delitto è proprio quell’amore che ci fa battere il cuore ma che ora “ancora una volta puoi strappare le pagine di queste favole” condannandoci perennemente non solo a non saper mai parlare con un senso totalizzante e completo dell’amore stesso ma anche a morirne quando questo ci pone sotto attacco. “Si può morire d’amore ma l’amore non può morire, no”.

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Mea culpa | Audio

Mea culpa | Testo

Segreti nascosti
tra la sabbia che scotta negli occhi di vetro
Cucimi gli occhi
che non voglio che vedi che cosa c’è dentro
bevi le lacrime
aspetta di piangere
ancora una volta puoi strappare le pagine di queste favole
prenditi il merito e pure la colpa
mia culpa
Non so parlare d’amore
ma sto morendo d’amore, si
come nel fango le viole
come la neve e il calore
non so parlare d’amore
come alla fine le storie muoiono tutte d’amore
si può morire d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
Angeli miei che puoi non brillano come diamanti nel buio
Dammi la mano
un fiore è nato in un campo di spine
spostami il velo che voglio guardare per la prima volta
asciuga le lacrime
oppure condanna
Mea culpa
non so parlare d’amore
ma sto morendo d’amore
si, sto morendo d’amore
mentre l’amore non muore no
ecco l’amore che muore addosso
io sto morendo per sempre adesso
l’amore è addosso
io muoio adesso
si può morire d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
tutti moriamo d’amor
tutti moriamo d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
la gente prega
la gente spera
la gente prega, ama, prega, crede, prega, vede, prega, spera, prega mentre spara
si può morire d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
si può morire d’amor
tutti moriamo d’amor
tutti moriamo d’amor
tutti moriamo d’amor
tutti moriamo d’amor
si può morire d’amore
ma l’amore non può morire, no

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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