Lacasta è arrivato sui digital stores con “Negroni

S’intitola “Negroni” il singolo con cui il cantautore emergente Lacasta, all’anagrafe Manuel Castagna, si affaccia per la prima volta sul mercato musicale. Un progetto che, a differenza di quanto si possa intendere dal titolo scelto, scava a fondo nell’intimità dell’artista, in cui però ognuno può leggere la storia della propri vita. Storia di appartenenza a una realtà che non c’è, che è trapiantata altrove a differenza di dove si sta al momento. Storia di inadeguatezza in una società che, nella disperata ricerca di un divertimento effimero, perde il contatto con tutto il resto.

Dopo aver provato queste sensazioni, il cantautore si è da subito immerso nella scrittura di un testo. Un semplice sfogo su quella situazione asfissiante, che si è poi tramutato d’improvviso in una canzone. «Negroni rappresenta una resa dei conti, un incontro che faccio con me stesso seduto ad un tavolino di un bar, dove tutte le mie convinzioni, tutto l’immaginario che mi ero creato, dove il mio ricercarmi tra la gente, incontra la realtà», ha raccontato Lacasta a proposito di questo singolo, spiegando inoltre che: «Negroni rappresenta una chiacchiera che faccio tra me e me, una chiacchierata che prima o poi tutti ci ritroviamo a fare».

In una notte di disperate riflessioni su quello che si è e che si vorrebbe essere, si può dare sfogo alla curiosità, aprendo la mente in maniera che essa stessa possa viaggiare da sola e muovere gli arti, facendoci ritrovare tra le mani un piccolo tesoro da custodire nella tasca. E se questo tesoro venisse condiviso anche con gli altri? Da questa domanda è arrivata la decisione di regalare a tutti “Negroni“, pubblicandola lo scorso venerdì sui digital stores e sui portali di streaming. La risposta per Lacasta è stata calorosa, anche più di quanto potesse immaginare, capendo quindi che quella condizione in cui ha vissuto era più universale di quanto ipotizzato.

Parlando di sé invece, Lacasta dice: «La musica è sempre stata presente nella mia vita. Dalle recite in quinta elementare, in cui ero l’unico bimbo a cantare, fino ai giorni nostri» racconta l’artista emergente. «La passione per quest’arte è stata sempre più forte grazie a mio padre, che mi ha educato alla buona musica, come quella di Mina e di Fabrizio De André. Non mi pongo mai dei limiti, mi piace sperimentare a 360° e non ho pregiudizi».

Per parlare di un album forse è ancora troppo presto, ma vista la risposta calorosa delle persone, immaginare la pubblicazione di nuovi singoli non sarebbe poi del tutto fuori dalla realtà. Nel mentre però, Lacasta offre a tutti il suo “Negroni”, un cocktail di riflessioni, paure e consapevolezze.

LYRIC VIDEO

TESTO

Quanto mi manca parlare con me stesso,
quando la notte non prendo sonno
non ho bevuto stasera, non volevo dimenticare,
ho preferito stare seduto e rimanere lì a guardare,
in quelle volte in cui mi son sentito vuoto,
e adesso credo ancora di conoscermi di meno, di meno.
E smettila di prendere sempre quel negroni,
lo sapevi io pensavo lo facessero i coglioni,
e smettila di farmi le tue solite domande,
io ci penso e ci ripenso a quello che per me è importante.
E smettila di prendere sempre quel negroni,
mentre io mi ripetevo per favore state buoni,
e smettila di fingere che per te non era niente,
se mi voltavo e mi giravo e ti cercavo tra la gente.
La città mi sembra vuota se ora corro verso te,
sono da anni che ci penso ma non trovo mai il coraggio e ci ripenso
perché prima o poi lo faccio.
E smettila di prendere sempre quel negroni,
lo sapevi io pensavo lo facessero i coglioni,
e smettila di farmi le tue solite domande,
io ci penso e ci ripenso a quello che per me è importante.
E smettila di prendere sempre quel negroni,
mentre io mi ripetevo per favore state buoni,
e smettila di fingere che per te non era niente,
se mi voltavo e mi giravo e ti cercavo tra la gente.
E poi un tonfo all’improvviso ed ho pensato finalmente
che mi cercavo e ricercavo ma non ero io la gente.
E poi un tonfo all’improvviso ed ho pensato finalmente
di poter essere tra tutti quello più importante.
E poi un tonfo all’improvviso ed ho pensato finalmente
che nella mia mente
io non sono ancora niente,
ancora niente.
Io, niente.
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Andrea Picariello

Giornalista pubblicista salernitano, nato nello stesso anno in cui i Jalisse hanno vinto Sanremo. Music addicted ma, ancora di più, informazione musicale addicted. Quando cala la sera e ho paura del buio accendo la mia lampada di fiducia, che mi illuminerà la stanza: la musica.

Di Andrea Picariello

Giornalista pubblicista salernitano, nato nello stesso anno in cui i Jalisse hanno vinto Sanremo. Music addicted ma, ancora di più, informazione musicale addicted. Quando cala la sera e ho paura del buio accendo la mia lampada di fiducia, che mi illuminerà la stanza: la musica.

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