“L’altra madre” di Fiorella Mannoia: te la ricordi questa?

L'altra madre Fiorella Mannoia

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “L’altra madre” di Fiorella Mannoia

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1994 con “L’altra madre” di Fiorella Mannoia.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “L’altra madre” di Fiorella Mannoia

Nel 1994 Fiorella Mannoia pubblica “Gente comune”, disco che contiene “L’altra madre”, uno dei brani più intensi e delicati del repertorio dell’artista romana. Scritto da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone (lo stesso tandem di “Quello che le donne non dicono”) il pezzo affronta un tema complesso con una scrittura poetica e sospesa.

L’immagine iniziale – “lungo la stessa ferrovia che ti colora il mondo” – suggerisce un’esistenza ai margini, scandita da attimi fugaci, “come un fuoco di paglia”. Il cuore del brano è nella figura dell’“altra madre”. Non viene spiegato chi sia: può essere la strada, la notte, una comunità alternativa, una figura sostitutiva. È una presenza che accoglie, che aspetta. “Dormirò con l’altra madre che io ho” non è una provocazione, ma una constatazione di appartenenza. È la scelta – o forse la necessità – di trovare altrove ciò che manca.

L’altra madre” è una canzone che parla di identità smarrite e di nuove appartenenze. Racconta il bisogno umano di trovare un rifugio, anche quando quel rifugio non coincide con l’idea tradizionale di casa. È uno dei momenti in cui Fiorella Mannoia dimostra la sua capacità di dare voce a chi resta ai margini, senza retorica ma con profonda umanità.

Il testo di “L’altra madre” di Fiorella Mannoia

Un altro giorno passa via
E ti ritrovi ancora
Lungo la stessa ferrovia
Che ti colora il mondo e gli attimi
Come un fuoco di paglia che dà il calore che ti avvolge

Non puoi tornare indietro più
Nemmeno lo vorresti
Non ti ricordi chi sei tu
Ma non avresti niente in cambio, no
Tu non avresti nemmeno la gente che trovi nella notte

Si ferma il tempo sulla strada
Per tutto il tempo che vorrai
E ti nascondi
Domani accada quel che accada
È già così lontano il mondo
Ma tra un istante dormirò
Con l’altra madre che io ho

Non c’è risposta né perché
Ma solo voglia e crampi
Alla mattina col caffè
Fuori di casa inciampi subito
Nella caccia al tesoro, ma c’è quella medesima domanda

E il tempo dolcemente sale
Come una bianca funivia che ti percorre
Come un lontano carnevale
Era così veloce il mondo
Io non avevo fretta, no

Un’altra madre aspetta
C’è un’altra madre che io ho

Si ferma il tempo sulla strada
Per tutto il tempo che vorrai
E ti nascondi
Domani accada quel che accada
È già così lontano il mondo
Ma tra un istante dormirò
Con l’altra madre che io ho

Scritto da Nico Donvito
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