Lamante, in arrivo il singolo “Ritorneremo a guardare il cielo”
Tempo di nuova musica per Lamante che, a partire dal 12 marzo 2026, renderà disponibile il singolo “Ritorneremo a guardare il cielo”
Lamante, nome d’arte di Giorgia Pietribiasi (classe 1999) pubblica il 12 marzo per Artist First “Ritorneremo a guardare il cielo”, brano che segue a “Un canto nuovo”, uscito a gennaio, segnando il secondo capitolo del suo nuovo progetto musicale.
Il brano è accompagnato dal quartetto d’archi di Torino sotto la direzione e arrangiamento di Stefano Nanni e anche questa canzone, come tutte le altre del nuovo disco, è stata registrata nella chiesa consacrata di San Francesco di Schio (VI) e prodotta insieme a Taketo Gohara. Lamante ha iniziato a scriverla dopo aver trovato un autoscatto dei suoi genitori ritratti appena avevano scoperto di aspettarla, la prima foto di loro tre insieme.
Ad accompagnare “Ritorneremo a guardare il Cielo” c’è un racconto di Lamante: “Immaginatevi due astronauti chiusi nella stazione spaziale internazionale. Viaggiano molto più veloce della terra girandoci intorno e ad ogni giro completo si innamorano sempre più. Dall’oblò vedono l’Italia, la Scozia, il Giappone, la Russia. Pensano alle loro famiglie e amici che nel frattempo crescono, invecchiano, vanno avanti con le loro vite senza di loro. Sognano che un giorno dopo la loro spedizione, quando saranno atterrati di nuovo, avranno un giardino, dei figli, vedranno il Cielo insieme per la prima volta. Ricominceranno sulla terra e non più chiusi in una piccola navicella a 400 km di distanza da tutto. Il loro amore viaggia veloce quanto la velocità della stazione spaziale, ma dentro sembra tutto rallentato come due corpi dall’assenza di gravità. Ogni 24 ore passate nell’oblò, i due astronauti e il loro amore fanno 16 giri intorno alla terra vedendo 16 albe e 16 tramonti. L’unico modo di restare lucidi e dentro al tempo umano è dirsi ad alta voce ogni 24 ore passate che è la mattina di un giorno nuovo. A pochi giorni dal loro ritorno, hanno paura, si chiedono se aprendo le porte del loro amore al mondo questo potrà sopravvivere o se sarà un urto troppo forte. L’amore è più puro lontano dal mondo? O è solo più fragile? Forse è meglio rimanere chiusi qui dentro, a 400 km di distanza da tutto. Forse l’unico modo per far sopravvivere questo amore è non far atterrare mai più la navicella, non fare entrare nessuno, perdersi per sempre nello spazio senza cielo. Poi si fanno coraggio, c’è un mantra che per tutto il loro viaggio gli ha accompagnati “questa è la mattina di un giorno nuovo”. Si promettono di ripeterselo per sempre, qualsiasi cosa succeda, ogni giorno anche quando saranno atterrati sulla terra. Chissà se alla fine hanno deciso di rimanere sullo spazio convinti che un amore che sopravvive lontano dal mondo è forte, o se presi dalla fede e una spinta di coraggio oggi abitano da qualche parte sulla terra e nel loro giardino stanno guardando finalmente il cielo, accettando che l’amore non basta a fare un mondo intero”.
Così Lamante si è immaginata questo ritorno. Una canzone romantica che parla di due persone che per un po’ il cielo non l’hanno visto più perché rinchiusi nel loro amore che esisteva e sopravviveva nella misura in cui erano lontani da tutto e tutti.