Canto di Natale, Valerio Scanu

Recensione dello speciale inedito natalizio del cantante

Quale miglior modo di entrare a piè pari in questa vigilia di Natale se non parlando del nuovo singolo di Valerio Scanu. “L’aria del Natale” non lascia alcun dubbio: come ha espressamente dichiarato il cantante (qui la nostra ultima intervista), “volevo un brano che puzzasse di Natale”. Grazie alla collaborazione con Gabriele Oggiano, il singolo è l’ unico inedito contenuto nell’ album “Canto di Natale” (di cui qui la nostra recensione), il lavoro discografico che racchiude grandi classici della tradizione natalizia reinterpretati dal cantante, ma anche una storia raccontata attraverso un lungometraggio che ha visto la collaborazione di Remo Girone e Massimo Lopez.

Il testo ci porta ad una chiara voglia di energia positiva, una necessità di “lieto fine”. Musicalmente infatti sempre, alla fine di ogni ritornello, la modulazione armonica ci porta ad un’ atmosfera superiore di gioia, ad un cambiamento, dalla voglia di Natale, al Natale stesso.

Partiamo dalle cose belle: prima fra tutte la voce di Valerio. Luca Jurman in primis, il giorno del suo ingresso ad Amici (correva l’anno 2008) disse: “uno così non lo trovi facilmente in giro“. Ed ancora oggi, anche dentro ad una canzonetta natalizia (passatemi il termine), dopo anni di dischi ed esperienze televisive, quelle parole tornano alla mente. Scanu ha una voce incredibilmente “ricca”, oggettivamente bella oltre ogni luogo comune, davvero un “dono” più unico che raro.

E sarà Natale con tutti i suoi colori a farci stare bene, mentre la neve cade fuori”. L’incipit del brano preannuncia la solita “pappetta”, e andando avanti non veniamo smentiti. Ma c’ è un “ma”, ed anche importante. Quello che sentiamo è infatti tutto semplicemente “vero”, è detto in maniera estremamente “pop” ma ci fa stare bene, perché Scanu ci canta la verità di un’ emozione che vuole trasmetterci, con qualche fronzolo natalizio che ci sta tutto. Non è ipocrisia, è voglia di “lieto fine” in un Natale in cui neanche la polvere di stelle di cui tu canti, caro Valerio, potrebbe aiutarci a farci sentire meno soli.

Natale, nostalgia, stella cometa, infanzia, sogni, cuore  non sono solo banalità, e questi mesi durissimi ce lo stanno dimostrando, perchè è forse proprio dentro alle banalità che troviamo, come canta Valerio Scanu, “il senso della vita“. Attenzione, qui c’è tutt’altro che la voglia di compiacimento e benevolenza nei confronti di un artista. Sarebbe stato  forse fin troppo facile fare il critico musicale e inneggiare alla noia e al piattume, alla mancanza di originalità e al perpetuarsi di luoghi comuni.

Vero è che un autore di testi possiede mille modi per esprimere un concetto in musica,  ma vero è anche che in questo caso tutti i voli pindarici ci avrebbero riportato alle stesse parole, e allora “chissenefrega” caro Valerio, la tua canzone pop è giusta, perché tu sei un artista pop, e perché essere pop oggi nella musica è diventato ambizioso, quindi tu lo sei stato.

La riflessione più importante sul brano la faccio  in merito alla produzione, ed anche su questo voglio essere onesto: l’ indipendenza nella musica è sempre mancanza di mezzi, è solitudine, oggi quasi vergogna perché l’ antefatto della misfatta per un artista. Per Valerio si intuisce invece anche l’ altro lato della produzione indipendente: la libertà, di dire quello che gli pare quando gli pare, e farlo con cognizione di causa. “L’aria di Natale” non spicca per produzione e ricerca stilistica e devo dire che l’ ingresso del coro dei bambini mi ha fatto venire voglia di ferragosto ( ma questo non è colpa di Scanu) però in fondo l’ obiettivo è stato centrato: il lieto fine. Infine, nulla da dire se non che mi auguro che stasera possa arrivare un po’ di Valerio Scanu in ogni casa.

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L’aria del Natale | Testo

E sarà il Natale con tutti i suoi colori
A farci stare bene mentre la neve cade fuori
Tutte le città accenderanno le sue luci
Sarà solo l’inizio per sentirci meno soli
Perchè sarà il Natale a farci stare più vicini
Con la polvere di stelle torneremo un po’ bambini
Mentre il tempo vola via come fossi una cometa
Che mentre cade illumina la strada della vita
Arriverà Natale in tutto il mondo e porterà la pace all’universo
Un sogno va vissuto fino in fondo e non sarà mai un sogno perso
Il Natale arriva in un istante
La magia ti penetra nel cuore
Come il fuoco che arde in un amante
È l’aria del Natale
Perché solo il Natale illumina i sorrisi
Riaccende la speranza e gli amori condivisi
Non è una fantasia o una favola incantata
È l’attesa di chi aspetta il vero senso della vita
Arriverà Natale in tutto il mondo
E porterà la pace all’universo
Un sogno va vissuto fino in fondo e non sarà mai un sogno perso
Il Natale arriva in un istante
La magia ti penetra nel cuore
Come il fuoco che arde in un amante
È l’aria del Natale
È l’aria del Natale
Arriverà Natale in un secondo
Ci sarà la voglia di star bene
Risponderemo al cielo e alle sue stelle con milioni di candele
Il Natale vive nella gente che cerca sempre di essere migliore
È l’amore che arde per chi sente l’aria del Natale
E sarà il Natale con tutti i suoi colori
È l’aria del Natale
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Di Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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