giovedì, Maggio 23, 2024

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“Lasciami” dei Modà è un abbraccio che non invecchierà mai – RECENSIONE

Recensione del brano che i Modà hanno presentato nell’ultima edizione del Festival di Sanremo

Non potevano scegliere canzone più sincera per il loro ritorno su un palco che, in passato, ha impattato molto sul loro successo. I Modà sono tornati, a dieci anni dall’ultima volta, a Sanremo e l’hanno fatto con “Lasciami“, un brano in cui il frontman Francesco ‘Kekko’ Silvestre (qui la nostra intervista realizzata alla vigilia del Festival) racconta la sua lotta con la depressione.

Testo che si presta a diverse chiavi di lettura |

A colpire immediatamente è il testo perchè, solitamente, le canzoni che trattano temi così personali e autobiografici sono anche particolarmente autoreferenziali. Qui, invece, l’obiettivo dell’autore è, da subito, quello di lasciare spazio a diverse chiavi di lettura e la dimostrazione è nelle tre parole-chiave del brano.

La prima è il “lasciami” del titolo, ripetuto più volte come una richiesta di tregua, come un grido di disperazione. Kekko lo rivolge alla sua depressione, per cui è tuttora in cura, ma qualsiasi altro malato può rivolgerlo anche alla sua malattia. E, non per forza, al centro deve esserci una situazione così drammatica: “lasciami” può essere cantato anche pensando a un periodo buio, a qualcosa che ti ha fatto male, addirittura ai ricordi che tornano continuamente a bussare alla fine di una storia d’amore.

Perché l’originalità dei versi sta proprio qui: il rapporto con la depressione viene raccontato come se fosse una relazione tossica. C’è sicuramente una parte negativa ma, come per tutte le storie d’amore tormentate, c’è anche il positivo che lascia quando viene interrotta. L’autore sceglie altre due parole-chiave per trasmettere questa sua sensazione: “veleno” e “bacio“.

Veleno” e “bacio” parole-chiave del brano |

Entrano entrambe in gioco nelle strofe: “Lasciami solo un po’ di profumo e un bicchiere con dentro un ricordo, mettici un bacio e veleno con ghiaccio“. È un modo che Kekko trova per dire alla sua depressione di andarsene lasciandogli però sempre i sentori del suo ricordo, perché l’ha aiutato a riguardare la vita da punti di vista diversi, a rimettersi in gioco, quasi a rinascere.

L’emblema di questo rapporto che alterna odio e amore è in un ritornello in cui si canta prima “ho bevuto il veleno e ho capito la parte peggiore di me” e poi “ho bevuto il tuo bacio e ho sentito la parte migliore di te“. Sono i sinonimi utilizzati per descrivere lo psicofarmaco che l’autore è costretto a prendere: prima lo vedeva come un “veleno” perché non riusciva ad accettare di doverci convivere; poi, quando ha iniziato a stare meglio, quello che all’apparenza era un nemico si è trasformato di colpo in una figura positiva in grado di compiere un gesto semplice ma, allo stesso tempo, tenero: un “bacio“. È una sensazione in cui si troverà sicuramente chi è costretto a combattere non per forza contro la depressione, ma contro qualsiasi altra malattia. A conferma dell’universalità del brano.

Brano che non sentirà mai i segni del tempo |

Lasciami” è una canzone che non sentirà mai i segni del tempo perché mostra i Modà esattamente come li abbiamo conosciuti, con il loro pop-rock diretto, immediato, autentico. Un genere che oggi non vediamo nelle classifiche ma che avrà sempre i suoi ascoltatori e non andrà mai incontro a una sua totale sparizione come accade, invece, alle mode del momento che, per definizione, hanno una data di scadenza già prestabilita.

L’abbiamo visto nella serata delle cover della recentissima edizione del Festival di Sanremo, in cui i Modà hanno proposto un classico de Le Vibrazioni – “Vieni da me” – proprio in duetto con la band capitanata da Francesco Sàrcina. Un brano che, se uscisse oggi, verrebbe recensito dalla critica proprio come “Lasciami“: troppo classico, tradizionale e vecchio, perché non in linea con le tendenze attuali. Eppure è stato uno dei momenti dell’intera kermesse che ha acceso maggiormente la platea dell’Ariston, trovatasi a cantare a squarciagola tutto il secondo ritornello.

Ma non invecchierà mai soprattutto perché “Lasciami” si fa portavoce di un messaggio potente e profondo: aiuta le persone che combattono con il mostro della malattia a sentirsi meno sole, a dar loro una speranza, a spingerle verso un coraggio all’apparenza smarrito. E ci sarà sempre qualcuno che, da questo brano, potrà ricevere quindi un abbraccio, una pacca sulla spalla, un aiuto.

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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.
Nick Tara
Nick Tara
Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.