“L’astronauta” di Federico Stragà: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “L’astronauta” di Federico Stragà
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2000 con “L’astronauta” di Federico Stragà.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “L’astronauta” di Federico Stragà
“L’astronauta” è il brano che ha reso riconoscibile Federico Stragà, pubblicato nell’estate del 2000 e incluso nell’album omonimo. Una canzone che, a primo ascolto, può sembrare leggera e giocosa, ma che in realtà costruisce un immaginario originale e surreale per raccontare qualcosa di molto concreto: l’amore e le sue trasformazioni.
Il punto di forza del brano è proprio la sua metafora centrale: “L’amore è un astronauta”. Un’immagine insolita, quasi spiazzante, che diventa chiave di lettura dell’intero testo. L’amore viene descritto come qualcosa che fluttua, che sfugge alle leggi della gravità emotiva, distante ma allo stesso tempo presente, capace di portarti altrove.
Il brano gioca continuamente con immagini spiazzanti: “Mia nonna è un’astronauta”, “La vita è un’astronauta”, “La morte è un’astronauta”. Una ripetizione volutamente paradossale che amplia il significato della metafora iniziale. Non è solo l’amore a essere distante e misterioso, ma l’intera esperienza umana.
In definitiva, “L’astronauta” è una canzone che riesce a distinguersi nel panorama pop italiano grazie al suo linguaggio surreale e alla capacità di mescolare leggerezza e profondità. Federico Stragà costruisce un piccolo universo simbolico in cui amore, vita e morte diventano esperienze “spaziali”, lontane dalla realtà ma proprio per questo capaci di raccontarla in modo diverso.
Il testo di “L’astronauta” di Federico Stragà
Viaggia bene il mio cuor
Se respira il tuo amore
In mezzo a tante persone
Non sento chiusure e non
Ho più paura di uscire
Saldamente il mio cuor
Se decide d’amore
Battito regolare
Scommetto che non finirà
L’amore è un astronauta
L’amore è un astronauta
Sol levante d’amor
Oggi è un’altra giornata
Sembra di galleggiare
In fondo ad un mare
E ascolto il mio cuore che fa
Ya, ya, bu, bu, bu, bu, bu, bu
Orbito nei tuoi occhi
Dallo spazio profondo
Ricordo ma non tornerei
L’amore è un astronauta
La vita è un astronauta
Mia nonna è un’astronauta
La morte è un’astronauta
Perché morire
È restare senza fiato per poi ripartire
È un altro mondo, è un altro modo di respirare
È come un cielo ma per camminare
Come uno specchio che non ci assomiglia
È come un whisky senza una bottiglia
L’amore è un astronauta
La vita è un astronauta
Mia nonna è un’astronauta
L’amore è un astronauta
L’amore è un astronauta (sol levante d’amor)
La morte è un’astronauta (sol levante d’amor)
La vita è un astronauta (sol levante d’amor)
Mia nonna è un’astronauta (sol levante d’amor)
L’amore è un astronauta (sol levante d’amor)
L’amore è un astronauta (sol levante d’amor)
La vita è un astronauta (sol levante d’amor)
Mia nonna è un astronauta