Recensione del nuovo album d’inediti

E’ bello che i sacrifici ed i tentativi vengano ripagati. Lo è ancor di più se quello per cui si lotta e si suda lo si merita davvero. A volte può volerci del tempo, altre accade alla prima occasione ma ciò che è importante è che avvenga. Ed è importante non solo per se stessi ma anche per il mondo in cui si aspira ad entrare per raccontarsi e portare il proprio contributo. Gaia, che salvo sorprese dovrebbe vincere a giorni la nuova edizione di ‘Amici di Maria de Filippi’, ha provato a farlo (e forse ci è in gran parte riuscita) pubblicando Genesi, il suo EP di debutto che, in realtà, arriva dopo anni di tentativi e sacrifici.

Sette tracce inedite che raccontano la Gaia di oggi ma, in parte, anche quella di domani perchè i richiami al futuro, oltre a quelli dell’attualità personale e musicale, sono tanti e numerosi. La caratteristica fondante di questo lavoro, non a caso, sta proprio nel suono che più di qualsiasi altro elemento può dimostrare questa volontà artistica in un progetto. Ed ecco che allora si trovano brani che come la già celebre Chega rischiano di riuscire davvero a condizionare l’attualità segnando anche un punto fondamentale. Il testo invita a ricercare la felicità con tutte le forze riflettendo sull’inutilità di soldi, trucchetti o falsità quando, poi, ci si ritrova a fare i conti con una vita vuota. E’, però, il suono a conquistare l’attenzione, a trascinare l’ascoltatore sulle proprie frequenze pur avendo la deterrenza di un testo scritto interamente in portoghese che, ovviamente, obbliga a concentrarsi unicamente sulla resa sonora del pezzo e su di una comunicazione non letterale.

Su questa stessa scia si colloca gran parte del progetto a partire dall’italiana Coco Chanel che, invece, adotta un testo in italiano per raccontare di due persone che si perdono, si ritrovano e si allontanano inevitabilmente lasciandosi andare su di un ritmo latino con un arrangiamento particolarmente intriso di suoni urban che ben si sposano con una vocalità delicata e sottile. L’altra possibile hit è Fucsia che adotta ancora l’italiano pur mantenendo tutto il colore internazionale nella resa e confezione del brano che, poi, gode di un inciso solo strumentale con un beat trascinante.

L’italiano viene adottato anche per Densa, sempre particolarmente addentro alle sonorità sudamericane che fanno trasparire tutta la materialità del suono ritmico, Mi ricordo un po’ di me, che gioca su di un mood più chitarroso (almeno in partenza) che si accompagna anche con qualche controcanto che irrobustisce la resa vocale, e Stanza 309, che, invece, ha una partenza più melodica e italo-centrica con un semplice pianoforte che accompagna la crescita strumentale che evolve verso una dimensione più contemporanea, sintetica ed elettronica. Chiude il cerchio What I say, che torna all’internazionalità linguistica adottando nuovamente il portoghese in un mix con l’inglese, utilizzato per l’inciso che gioca con la deformazione vocale in senso elettronico.

Questa Genesi di Gaia è un progetto che risponde all’essenza della sua interprete ed autrice. Un progetto che deriva da questi ultimi anni di ricerca di un’identità definita e di un suono sempre riconoscibile nelle produzioni e proposte musicali di cui si fa veicolo. Ne escono brani che la raccontano più da un punto di vista sonoro che testuale ma questo si spiega sia con la tipologia di canzoni adottate sia con la giovane età della ragazza che di esperienze ne deve ancora collezionare parecchie. La sfida vera e propria ora sarà pensare all’atto due e via di questo passo perchè se è vero che è sempre difficile partire lo è ancor di più continuare il percorso. Gaia, dalla sua, dovrà porre attenzione al rischio di risultare sempre troppo uguale non avendo dalla sua una vocalità così duttile. La risposta, però, sarà ancora una volta nel suono e nella ricerca che su di esso si vorrà fare per continuare ad andare a braccetto con l’attualità internazionale di cui sicuramente può essere un’esponente di primo piano in Italia.

Migliori tracce | Chega / Coco Chanel / Fucsia

Voto complessivo | 7.5/10

Tracklist |

  1. Chega ★★★★★★★★☆☆
    [Gaia, Simone Privitera]
  2. Densa ★★★★★★★☆☆
    [Gaia, Simone Privitera, Jacopo Ettore]
  3. What I say ★★★★★★★½☆☆
    [Gaia, Simone Privitera]
  4. Mi ricordo un po’ di me ★★★★★★★☆☆
    [Gaia, Simone Privitera, Giorgio Spedicato, Davide Napoleone, Simone Sproccati, Martina Beltrami]
  5. Coco Chanel ★★★★★★★½☆☆
    [Gaia, Simone Privitera, Gerardo Pulli, Piero Romitelli]
  6. Fucsia ★★★★★★★½☆☆
    [Gaia, Andrea Bonomo, Gianluigi Fazi, Niccolò Bolchi]
  7. Mi ricordo un po’ di me ★★★★★★★☆☆
    [Gaia, Gianmarco Manilardi, Antonio Dimartino, Valerio Smordoni]

Acquista qui l’album |

The following two tabs change content below.

Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.