Laura Bono, dopo “Luna Park” arriva il nuovo singolo “Peccato”
Tempo di nuova musica per Laura Bono che, a partire dallo scorso venerdì 16 ottobre 2026, ha reso disponibile per Orangle Records il singolo “Peccato”
Alcune storie d’amore finiscono per un tradimento, altre per abitudine, altre ancora si consumano lentamente, trascinandosi fino a quando diventa quasi impossibile capire dove sia cominciato l’epilogo o stabilire chi abbia sbagliato per primo. Una fine senza un vero colpevole, a cui Laura Bono ha scelto di dedicare il suo nuovo singolo, “Peccato” (Orangle Records), che arriva a poco più di un mese dal comeback solista con “Luna Park”. Se allora il rock accompagnava una coppia ancora ferma davanti alla possibilità di concedersi un altro giro, questa volta quella possibilità sembra essere alle spalle. L’amore c’è stato, forse non è nemmeno scomparso del tutto, ma non è bastato a tenere insieme due persone: «Se a noi fosse bastato l’amore».
“Peccato” è una parola curiosa, perché nel tempo ha finito per allontanarsi parecchio dal suo significato originario. Derivante dal latino peccatum e legata al campo della colpa, dell’errore, di qualcosa di cui rispondere, è entrata nel linguaggio comune diventando anche il commento che accompagna un’occasione persa, una possibilità sfumata, qualcosa che avremmo voluto andasse diversamente. Nel brano di Laura Bono questa seconda accezione prende quasi completamente il sopravvento. La relazione è finita, ma non c’è un colpevole da individuare e nemmeno un singolo episodio a cui attribuire tutto. Piuttosto, rimane il dispiacere per una storia che avrebbe potuto avere un altro destino e che invece si è fermata lì.
Dopo il giro di giostra rock di “Luna Park”, la Bono rallenta e cambia completamente registro: “Peccato” è una ballad che conserva intatta l’identità della cantautrice lombarda, ma porta in primo piano un’altra parte della sua vocalità: non soltanto la potenza che l’ha resa celebre fin dagli esordi, ma il controllo, la misura, la capacità di passare dalla spinta alla delicatezza senza perdere intensità. Due singoli molto diversi a distanza di poche settimane, che mostrano bene lo spessore e l’ampiezza di registro di un’artista che, dopo oltre vent’anni di carriera, continua a muoversi tra linguaggi differenti mantenendo saldo il filo con la propria storia artistica; quella matrice ruvida, diretta e controcorrente che la accompagna ancora oggi.
Perché una voce potente non si misura soltanto da quanto riesce a salire, ma anche da quanto sa fermarsi, dosarsi, lasciare qualcosa in sospeso senza per questo perdere emozionalità. Ed è proprio su questo equilibrio che si snoda “Peccato”, alternando aperture più intense a passaggi nei quali Laura Bono sceglie di trattenere, affidando alle parole e all’interpretazione un valore che non ha bisogno di essere continuamente sottolineato. Lo stesso avviene nel testo, dove il titolo smette progressivamente di indicare una colpa e diventa quasi la sintesi di ciò che resta. Il peccato, qui, non è tanto quello che qualcuno ha fatto, quanto ciò che due persone, nonostante tutto, non sono riuscite a essere insieme. Ed è lei stessa a dirlo nei versi: «È il riassunto di noi, di una storia d’amore, io non trovo parola migliore che peccato».
Un riassunto, appunto. Non una sentenza e nemmeno un’accusa, ma una parola capace di racchiudere una storia intera quando ormai stabilire chi abbia avuto ragione o chi abbia sbagliato di più conta meno del fatto che quella storia sia finita. “Peccato” mostra un’altra faccia del ritorno solista di Laura. Due brani molto diversi per andamento e atmosfera, ma legati dallo stesso racconto sentimentale osservato in due momenti differenti: nel primo c’era ancora la possibilità di concedersi un altro giro; nel secondo quel giro sembra ormai concluso e resta soltanto ciò che la storia ha lasciato dietro di sé.
Dopo oltre vent’anni di carriera, Laura Bono continua così a raccontare l’amore senza cercare assoluzioni, colpevoli o finali esemplari. In “Peccato” resta una storia che ha fatto male, ma che non per questo viene cancellata; una persona che, nonostante tutto, verrebbe scelta ancora; e una parola che riesce a fondere il rimpianto, l’affetto e tutto ciò che non ha trovato un finale diverso.