Recensione dell’ultimo lavoro del rapper lombardo

Nell’ultimo periodo c’è stata tanta confusione tra mixtape ed album, specialmente nel mondo rap, con una linea di distinzione sempre più sottile, con progetti secondari sempre meno distanti dagli album veri e propri. L’abbiamo visto nell’ultimo periodo, quelli che negli anni precedenti erano semplicemente puri esercizi di stile, in cui gli artisti si muovevano liberamente su beat editi, rilasciando poi il tutto in freedownload, oggi si sono trasformati in progetti ufficiali mascherati da mixtape.
Lazza è giovane ma già esperto, con una conoscenza avanzata sia del mercato musicale che del mondo hip hop, e sa che il pubblico oggi è assetato di hype, di progetti nuovi e musica fresca, lo stesso pubblico che non ti perdona se sbagli e spesso non ti lascia nemmeno la possibilità di rischiare, concedendo per altro ad un progetto sempre meno tempo per “farsi colpire”. Questo ha portato alla pubblicazione di progetti sempre più corti, sia nel singolo brano che nella sua interezza, con strofe sempre più brevi e ritornelli allungati all’infinito.
In questo senso J, ultima fatica discografica del rapper milanese, è probabilmente l’esempio perfetto di mixtape 2.0. L’artista milanese infatti produce un lavoro corto, meno impegnato e fresco dal punto di vista sonoro, in cui più che cercare di colpire il pubblico pare chiara la volontà di divertirsi cavalcando un tappeto sonoro che, al contrario di Re Mida (ultimo progetto ufficiale del rapper), pare più “ballabile” e in linea con la stagione estiva, pur senza abbandonarsi a facili ed inutili scorciatoie pop e simil-reggaeton.
J è un progetto solido e ben prodotto che, se evitato l’errore di paragonarlo ad un progetto ufficiale quale ad esempio il già citato Re Mida, riesce nel suo intento, ovvero quello di risultare moderno senza stancare, anche grazie ad una durata non eccessiva. Lazza mischia stili differenti rimanendo comunque ancorato alle solite tematiche senza spostarsi troppo dalla sua cosiddetta comfortzone. Quest’ultimo punto è probabilmente il più grosso difetto dell’intero progetto, chi conosce Lazza infatti, rischia di non trovare nulla di veramente innovativo da tutti i punti di vista.
Certamente questo progetto non va pensato come un lavoro nato e voluto per restare nel tempo o per diventare un grande classico, ma al contrario come un mixtape pubblicato dimostrare all’Italia (e non solo…) che Lazza non ha intenzione di fermarsi un attimo. Al suo interno (tra le tante) qualche collaborazione pare non riuscita al 100% o almeno non amalgamata con il mood del lavoro, mentre i punti più alti sono raggiunti dal brano Moncler insieme a Guè e Pyrex e Limbo con Gemitaiz, pezzi in cui lo stesso Lazza riesce a mischiare la sua attitudine autocelebrativa con una musicalità interessante.

Migliori tracce: Moncler, Limbo

Voto complessivo: 6.3/10

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Di Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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