LDA e Aka 7even: “A Sanremo senza aspettative, ma con tanta voglia di fare” – INTERVISTA
A tu per tu con LDA e Aka 7even per parlare di “Poesie clandestine”, brano che presenteranno in gara a Sanremo 2026. La nostra intervista ai due giovani artisti
In vista della loro partecipazione al Festival di Sanremo 2026, abbiamo incontrato LDA e Aka 7even per parlare di “Poesie clandestine” (qui la nostra recensione), del joint album in uscita il 6 marzo e di un sodalizio nato quasi per gioco e diventato in poche settimane un progetto concreto. Ecco cosa ci hanno raccontato.
Sanremo 2026, LDA e Aka 7even presentano “Poesie clandestine”, l’intervista
Come ve la immaginate e come ve la augurate questo ritorno a Sanremo?
Aka 7even: «Ce la auguriamo il più puro possibile, senza aspettative. Due fratelli che salgono su quel palco per divertirsi, per un riscatto personale ma soprattutto per essere felici. Felici emotivamente, di aver dato tutto e di averlo fatto anche l’uno per l’altro».
LDA: «Andiamo lì con la voglia di spaccare, di divertirci. Senza aspettative, ma con tanta voglia di fare».
Il brano vi unisce come duo ma valorizza anche le vostre identità. Com’è nato il processo creativo?
LDA: «È stato tutto naturale. Ci siamo ritrovati dopo i nostri rispettivi tour estivi, siamo andati in studio quasi per gioco. In quattro, cinque ore avevamo già la demo finita. Ognuno ha scritto la propria strofa, poi ce le siamo aggiustate a vicenda. Nessuno ha sovrastato l’altro, è stato un aiuto reciproco».
Aka 7even: «Da lì ci siamo detti: Ma perché non proviamo a mandarla a Sanremo?».
Avete già provato con l’orchestra: come suona dal vivo “Poesie clandestine”?
LDA: «Ci dirige il maestro Francesco D’Alessio e l’orchestra suona da Dio»
Aka 7even: «Sentirla orchestrata è un pugno dritto allo stomaco. La versione studio spinge, ma con l’orchestra percepisci la mano dei professionisti. È un onore enorme».
Per la serata cover avete scelto “Andamento lento” del maestro Tullio De Piscopo. Come nasce questa scelta?
Aka 7even: «È una forma di rispetto per le nostre radici. Io ho studiato batteria da piccolo, è stato il mio primo strumento. Conoscere il suo spessore tecnico rende tutto ancora più speciale».
LDA: «E poi parliamo di una leggenda che ha portato Napoli e l’Italia nel mondo. Con noi porteremo una leggenda vivente su quel palco».
Il disco, in uscita il prossimo 6 marzo, come si inserisce nei vostri percorsi? Quanto c’era già e quanto è nato per l’occasione?
LDA: «Avevamo solo un pezzo già pronto, “Stupide parole”. Per il resto è nato tutto da zero in tredici giorni. È stato un flusso creativo continuo».
Aka 7even: «Ci siamo incastrati perfettamente, rispettando i nostri mondi, ma creando qualcosa di unico».
State vivendo questa esperienza diversamente rispetto ai vostri Sanremo da solisti?
LDA: «Sì, perché dividi l’ansia. Le cose negative si dimezzano, quelle positive raddoppiano. Se uno è agitato, l’altro lo calma. È bello condividere tutto. Ce la stiamo godendo davvero».
Ma tra di voi c’è un terzo in comodo: Stefano Scala, scambiato dal Tg1 per Aka 7even? Che ruolo ha in questa coppia? E, soprattutto, avere capito cos’era successo?
Aka 7even: «Crediamo sia stato un errore di cartella fotografica! Ma ci siamo fatti una risata. Le cose brutte sono altre. Ringraziamo Dio di essere a Sanremo: possono mettere la foto di chi vogliono, basta salire su quel palco! Stefano a Sanremo? Potrebbe essere una bella sorpresa».
Per concludere, quale sarebbe per voi la vera vittoria di questo Sanremo?
LDA: «Sold out dappertutto!».
Aka 7even: «Non avere rimorsi. Sapere di aver dato tutto. Se scendiamo da quel palco senza rimpianti, per noi è già una vittoria».