Cinque membri della nostra redazione hanno scelto le loro canzoni preferite del 2022: ora tocca a voi votarle

Il periodo tra la fine del vecchio anno e l’inizio di quello nuovo è sempre un periodo fatto di bilanci. Si tirano le somme sui mesi passati, sugli obiettivi raggiunti e su quelli mancati, su ciò che ci ha soddisfatti e su ciò che, invece, ha rappresentato un lato negativo. Ed è inevitabile farlo anche nella musica.

Cinque membri della nostra redazione sono stati chiamati a stilare ognuno una lista delle loro dieci canzoni preferite dell’anno, in ordine alfabetico e una per artista. A seguire trovate le varie playlist con i relativi commenti e potrete votare la vostra preferita tra tutte le canzoni scelte. Il sondaggio rimarrà aperto sette giorni e, al termine, verrà stilata una classifica secondo i nostri lettori.

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La playlist di Ilario Luisetto |

Bentornato – Paolo Vallesi
Dopo anni di poca incisività Paolo Vallesi è tornato a proporsi con un inedito davvero capace di lasciare traccia di sé. Gran parte del merito va riconosciuto alla scrittura condivisa con due grandissimi dell’autorato pop più profondo degli ultimi tempi nostrani: Simone Cristicchi ed Amara. Proprio di quest’ultima risulta ben visibile il marchio tematico di devozione al racconto della vita, della sua bellezza e dei doveri morali che essa prevede. La voce graffiata di Vallesi è quella ideale per accompagnare lo snocciolarsi di una ballata intensa e struggente da ascoltare nei momenti in cui la vita ci sembra crollarci sotto i piedi.

Briciole – Ginevra
Una delle scoperte più interessanti di questo 2022 che non ha ancora ricevuto la giusta attenzione ma che, con le giuste possibilità, saprà ritagliarsi lo spazio che merita rappresentando un’autentica novità della proposta musicale femminile italiana. Ginevra dalla sua ha una bellissima timbrica ed una capacità autorale che non è di second’ordine a nessuno. La capacità di mettere insieme l’indagine del sé più intimo ed interiore tipica della tradizione ed un linguaggio fresco e contemporaneo è la ricetta giusta da seguire.

Caro amore lontanissimo – Marco Mengoni
Tra le cose migliori ascoltate in questo 2022 e nell’intera carriera interpretativa di questa voce sublime che non sempre è riuscita a trovare i giusti spazi per esaltarsi. La musica di Endrigo concede l’ariosità di cui oggi le canzoni non si dotano più lasciando alle sfumature timbriche e ad un’orchestrazione colossale i giusti respiri. Mengoni non deve che eseguire fidandosi di una composizione d’altri tempi che dimostra tutta la sua grandiosità.

Federico Fellini – Giusy Ferreri
Recuperata la propria chiave interpretativa più pop lontana dai tormentoni estivi spesso scontati nella costruzione e nell’interpretazione, Giusy Ferreri trova in questo pezzo il crescendo perfetto per esprimere tutte le potenzialità della propria vocalità alle prese con un pezzo che ne richiede la versione migliore. Adottando una ricetta autorale, sonora ed interpretativa probabilmente retrò in gran parte dei propri passaggi, la Ferreri risulta comunque ampiamente credibile riuscendo a ritrovare una centralità credibile del proprio sentire artistico.

Lettera di là dal mare – Massimo Ranieri
L’apparizione sanremese di un grande della musica e dell’arte nostrana come Massimo Ranieri è avvenuta sulle note di una canzone perfetta per rendere onore ad una capacità interpretativa migliorata nel corso del tempo. La penna di Fabio Ilacqua è quella di uno dei più grandi poeti e narratori in musica dei nostri giorni e la produzione classica di Mauro Pagani garantisce a tutto il dono dell’essere fuori dal tempo. E se una canzone sa risultare estranea al tempo al giorno d’oggi significa che è una grande canzone.

O forse sei tu – Elisa
Quando Elisa abbraccia la melodia italiana più classica appoggiandoci sopra le sfumature più eteree della sua voce raramente la magia non si avvera. Per la sua ri-discesa in Riviera a 21 anni da “Luce“, la friulana ha scelto una ballata intensa e perfetta per testimoniarne lo status di grande artista qual è senza dimenticare, tuttavia, l’esigenza di un racconto capace di suonare anche contemporaneo ed accessibile nell’oggi. Lei ha davvero una marcia in più se dopo 25 anni risulta ad essere ancora credibile nell’attualità rendendo ciò che canta quasi dei semplici pretesti per dimostrarlo di volta in volta.

Ovunque sarai – Irama
Alla sua quarta avventura sanremese Irama torna alla radice della sua musica guardando alla propria intimità per raccontare il tema dell’abbandono e del dolore che ne deriva. Malgrado la separazione fisica, il ricordo di una persona scomparsa rimane vivido nella mente di chi l’ha amata e conosciuta permettendo alla vita di continuare lungo i propri binari senza, tuttavia, cancellarne le tracce lasciate.

Un autunno fa – Giordana Angi
La più bella ballata pop uscita dalla penna di Giordana Angi negli ultimi tempi è anche quella che ha aperto le porte alla pubblicazione del suo ultimo album d’inediti che al proprio interno non ha poi ripetuto questo stesso schema compositivo per non depotenziarne la bellezza. Tra il buio di una Milano deserta si fa strada l’immagine di chi vive un amore che evolve ma che rimane al centro di quei pensieri e ricordi che non si riescono a superare.

Verosimile – Arisa
A fare la differenza, come spesso accade, è la vocalità eterea di Arisa che si dota di una forza tutta propria per rendere al meglio in questa nuova colonna sonora che la pone nuovamente alle prese con il mondo dello schermo. Contemporanea nei suoni, potente nell’estensione che richiede, romantica e passionale nel racconto testuale. Il tutto si adatta perfettamente all’immagine che Arisa sta restituendo di sé da sempre e, ancor di più, nel recente passato.

Volevamo solo essere felici – Francesco Gabbani
Il tema della felicità viene affrontato dalla scrittura e dalla voce del cantautore toscano con la giusta serietà riuscendo a sfondare il muro della sfida di non risultare scontato o prevedibile. Malgrado le difficoltà di ogni giorno Gabbani suggerisce la semplicità dell’essere felici come il migliore antidoto alla sfida dell’esistere. Lo fa con la semplicità di chi crede nella vita ed è desideroso di scoprirne le destinazioni. Un’ulteriore prova che conferma come la penna di Gabbani (qui coadiuvato ancora da Fabio Ilacqua) sia perfetta per lo scrivere con un linguaggio pop riflessioni profonde.

La playlist di Nick Tara |

Al posto mio – Marco Guazzone
Orchestrazione notevole e un testo di grande immediatezza sulle sensazioni lasciate dalla fine di una storia d’amore importante e dall’accorgersi di essere stati sostituiti da un’altra persona.

In tutto l’universo – Modà
Kekko Silvestre scrive per la moglie Laura la dedica d’amore più bella degli ultimi anni. Tutta poesia, autenticità e metafore che raccontano un rapporto capace di elevare l’ascoltatore al sogno.

La mia voce – Fabrizio Moro
Il Moro più rabbioso sfodera la canzone più sfrontata della sua carriera. Sound rock e spinto per un invito a combattere contro il sistema di omologazione e ad essere quello che siamo e non quello che vogliono farci essere.

La prima festa del papà – Tiziano Ferro
Il sogno della genitorialità, vissuto prima con la paura di non poterlo mai realizzare e poi con la gioia di due bimbi entrati nella vita di Ferro come un miracolo. Interpretazione e parole tra le più commoventi degli ultimi anni.

Le stelle – Bianca Atzei, Arisa
Un connubio magico e sorprendente trovato tra la voce graffiante di Bianca e quella angelica di Arisa, per l’eleganza di un brano d’altri tempi, che sa parlare con delicatezza di addii e lontananze.

Mare malinconia – Franco126, Loredana Bertè
Sì, si possono fare anche canzoni estive che dicono qualcosa. Le atmosfere reggae e fresche di questo brano nascondono in realtà la storia straziante del suicidio di una donna.

O forse sei tu – Elisa
Il brano che avrebbe dovuto vincere l’ultimo Festival di Sanremo. Un’Interpretazione che sa alternare potenza e dolcezza, per un crescendo etereo e avvolgente.

Petali – Simona Molinari
Un brano che funge da carezza esattamente come la voce di Simona, nel raccontarci che fragilità e precarietà sono nel nostro destino. Di raro pathos il crescendo finale.

Stand up comedy – Cesare Cremonini
Il brano più complesso, e per questo anche intrigante, dell’ultimo anno. Un inizio piano e voce con un lento inserirsi di archi e ritmica, per poi evolversi tra chitarroni, batterie e distorsioni che ricordano il rock indipendente degli anni ’90.

Volevamo solo essere felici – Francesco Gabbani
Un brano corale, perfetto per la platea di un concerto, dove il tema centrale è la ricerca della felicità. La conferma di Gabbani nel saper essere, allo stesso tempo, originale e immediato.

La playlist di Manuel Bacca |

Apri tutte le porte – Gianni Morandi
Il manifesto artistico e biografico dell’eterno ragazzo di Monghidoro è questo compendio di massime all’insegna della positività. Jovanotti, Riccardo Onori e Mousse T. confezionano un motivetto esuberante che cattura sin dalle prime battute, vestito di citazioni al decennio d’oro della musica leggera italiana ma, grazie ad aperture melodiche e a interessanti variazioni di arrangiamento, senza mai risultare un gioco di nostalgia fine a sé stesso.

Caro amore lontanissimo – Marco Mengoni
Un brano senza tempo scritto da Sergio Endrigo che sarebbe stato perfetto per il Festival di Sanremo e che invece, probabilmente, sarà in lizza per vincere il David di Donatello per la migliore canzone originale. Questa dolcissima canzone d’amore, una delle più belle degli ultimi anni, è stata relegata al ruolo di ghost-track della versione fisica dell’album “Materia (pelle)” e ai titoli di coda de “Il colibrì” di Francesca Archibugi. L’uscita natalizia riuscirà a darne meritata luce?

Che sarà – Achille Lauro
Un brano nato da uno spunto semplice diventa la “solita” ballata malinconica e suburbana del nuovo Lauro. Questa volta però, pur appoggiandosi a uno schema già noto e comunque proficuo, l’eccentrico performer e i suoi autori lavorano in sottrazione, e nell’assenza di effetti vocali e omaggi musicali espliciti a un immaginario esterno alla poetica interpretata, Achille Lauro forse completa definitivamente il suo processo di transizione da trapper a cantautore.

Ciao – Francesco Bianconi, Clio
La voce maschile dei Baustelle e la cantautrice francese Clio propongono un delizioso ritratto urbano di sentimenti, angosce e aspirazioni quotidiane di un tempo assieme calmo e schizofrenico, dove perfino l’apocalisse potrebbe agire indisturbata sul fondo di una metropoli persa nei turbamenti delle singole individualità. Cantano come due novelli Serge Gainsbourg e Jane Birkin riportando una bella dose di francofonia nel panorama italiano.

Dentista Croazia – Pinguini Tattici Nucleari
Un brano atipico rispetto alle ultime produzioni dei Pinguini, che rinunciano all’ormai usurata confezione filo-adolescenziale per tuffarsi in un bel ritratto autobiografico perfetto per la conclusione dei loro concerti. Rievocando un po’ le atmosfere dei Nomadi, Zanotti canta (e fa cantare) uno dei ritornelli più forti e genuini dell’anno.

I nostri giorni – Andrea Laszlo De Simone
Come ogni canzone di De Simone, anche il suo ultimo brano, rilasciato a sorpresa dopo l’annuncio di una pausa per dedicarsi alla famiglia, è una capsula del tempo. Scritta, composta, arrangiata e prodotta dallo stesso interprete, “I nostri giorni” sembra un 45 giri che comprime, nelle sue scanalature, l’intera storia sociale e musicale dell’Italia del post “Volare“, al ritmo di una processione andalusa sospesa tra i cori di un’umanità variegata.

Mezzanotte meno un quarto – Artù
Una canzone che più immediata non si può. Il ritratto di una coppia visto da un’angolazione generazionale, reso senza troppi giri di parole e valorizzato da un arrangiamento che dona ritmo e leggerezza. Artù, che aveva già cantato un inedito di Rino Gaetano, rievoca l’indimenticabile artista nel timbro vocale e nello stile.

Miele – Giusy Ferreri
Una canzone leggera e non scontata. La voce di Giusy trasporta l’ascoltatore all’interno di un quadro evocativo ben definito, un “cortometraggio” dalle atmosfere retrò, ma grazie soprattutto ad un fortunato motivetto di archi punta a catturare anche l’attenzione dagli ascoltatori più distratti.

Se mi vuoi – Diodato
Anche Diodato prova la carta del David, che ha già vinto con “Che vita meravigliosa“, incidendo la sigla di apertura di “Diabolik 2“. “Se mi vuoi” è un brano avvolgente e pienamente immerso nell’atmosfera degli anni ’60, dal testo lineare e pieno di significato alle orchestrazioni trionfanti ed evocative da Bond theme. La sua voce vola senza fatica tra le eleganti strofe e gli acuti più impervi dando, ancora una volta, prova di un talento che meriterebbe ancora più visibilità.

Tuo padre, mia madre, Lucia – Giovanni Truppi
Una storia raccontata come dev’essere raccontata una storia in musica, con un arrangiamento raffinato, parole esatte, momenti di sospensione e coinvolgimento emotivo. Una rara canzone d’autore che difficilmente può lasciare indifferenti.

La playlist di Francesco Cianciola |

Brividi – Mahmood, Blanco
La coppia d’oro della musica pop italiana vince il festival con un brano sintetico e che arriva dritto al punto e con un’esibizione e una presenza scenica sul palco che strizza l’occhio al mondo LGBTQ+.

Bagno a mezzanotte – Elodie
Elodie si prende la scena con questo brano mischiando una nuova identità pop ad una sensualità, diciamocelo, unica nel panorama femminile canoro italiano.

Ciao ciao – La Rappresentante di Lista
Brano forte, potente, scritto bene e, soprattutto, prodotto e mixato alla grande. Una scarica di adrenalina per questo 2022 appena passato.

!ly – thasup, Coez
Nel 2022, è tornato anche thasup col suo nuovo album cercando di confermare il successo ottenuto con “23 6451”. Con Coez, l’accoppiata è vincente; l’album, forse, un po’ meno.

Non cambierei questa vita con nessun’altra – Ligabue
Canzone che accompagna Ligabue a Campovolo 3.0. Un brano che parla di vita e di rivincita dopo la pandemia di Covid-19 che dobbiamo ancora riuscire a metterci alle spalle.

O forse sei tu – Elisa
Elisa torna all’Ariston mostrando esperienza, poesia ed eleganza. Tutto ciò non basta però per battere la mossa perfetta di mercato Mahmood-Blanco.

Ovunque sarai – Irama
Brano potente a livello emotivo con una performance vocale altrettanto emozionante. Solo lui, con la sua vocalità, poteva cantare un brano con quel graffio lì.

Propaganda – Fabri Fibra, Colapesce Dimartino
Canzone che vuole essere un manifesto del momento sociale e politico dello stato italiano. In questo 2022, Fibra è tornato col suo nuovo album “Caos” e l’accoppiata con Colapesce e Dimartino è centratissima.

Sesso occasionale – Tananai
Brano che ha portato alla ribalta Tananai che è riuscito a prendersi i social media con dei brani semplici e ben posizionati nel mercato. Aspettiamo di vederlo al prossimo Festival.

The loneliest – Maneskin
Ballad in pieno stile anni ‘80 che ha come obiettivo quello di affermare il gruppo romano nel panorama internazionale. Vedremo se riusciranno ad espatriare definitivamente o se resteranno nella calma culla del Belpaese.

La playlist di Donato Cappiello |

Abissale – Tananai

Tananai è stato una delle rivelazioni di questo 2022. Le parole raccontano tramonti, albe e metafore di un amore che si sta lentamente concludendo, evidenziando più le differenze che le passioni comuni. Il cantautore mostra il suo lato più intima per raccontare tutta la nostalgia per la storia vissuta.

Andare oltre – Niccolò Fabi

Il brano ha segnato il ritorno discografico di Niccolò Fabi ed ha anticipato il concerto-evento all’Arena di Verona in occasione dei 25 anni di carriera dell’artista romano. La canzone racconta di quanto sia difficile, ma essenziale, ricominciare dopo una separazione.

Essere liberi – Coez

Il brano è il racconto di una libertà ritrovata, ma non cercata, che viene accompagnata da un senso di solitudine, il prezzo da pagare per poter essere liberi.

Hopper – Gio Evan

Un brano per tutte le persone che padroneggiano la propria solitudine e la mutano in opere d’arte. Persone taciturne come un dipinto, che frequentano il mare e si sfogano con il tramonto. Persone che quando ci sono non si sentono, ma quando mancano si sente.

Non lo dire a nessuno – Gazzelle

Come spiega lo stesso Gazzelle forse esiste solo una cura per tutto questo mal di testa, ed è trovare piccoli momenti di felicità qua e là, condivisi, protetti, messi al riparo dai temporali che la gente si porta dentro. Per questo e per altri mille motivi, quando sei felice davvero tienilo per te, non lo ostentare, non lo dire a nessuno.

Ossesso – Giorgio Poi

Il brano racconta di un’alchimia fisica intensa tra due persone che si conoscono da poco. Un’attrazione che, nonostante sia solo agli inizi, prende il corpo e la mente come accade agli “ossessi”.

Ricordi – Pinguini Tattici Nucleari

Il brano è una storia di speranza e sofferenza. Talvolta i ricordi sono l’unica cosa a cui ci si può aggrappare per vivere una parvenza di normalità, anche in un rapporto di coppia. Una storia d’amore è per definizione storia condivisa, storia d’insieme, e i ricordi sono i mattoni con cui questa si costruisce.

Tienaté – Nu Genea

Tienaté” è il singolo estratto dall’album “Bar Mediterraneo“. Un album nato dall’idea di uno spazio comune, dove le persone si incontrano e si fondono. Un luogo con le porte sempre aperte ai viandanti e alle loro vite, sempre esposte ai capricci della sorte.

Tuo padre, mia madre, Lucia – Giovanni Truppi

Il brano con il quale Giovanni Truppi ha debuttato a Sanremo nel 2022 è una dichiarazione d’amore d’inverno e parla di scegliersi anche nei momenti difficili della vita e delle relazioni, e approfondisce il modo di vivere un rapporto in età adulta.

Và dove ti esplode il cuore – Vasco Brondi

Il brano è una specie di viaggio che il buon Vasco Brondi intraprende nella provincia sonica ed elettrica degli anni novanta, quella in cui il cantautore è cresciuto e dove nell’aria si sentiva sempre qualche chitarra elettrica, qualche amplificatore tirato all’inverosimile che fischiava, qualcuno che gridava strane parole d’amore.

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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

By Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

9 thoughts on “Le canzoni del 2022 più amate dalla nostra redazione – Vota la tua preferita”
  1. SE MI VUOI di Diodato è un’esplosione di bellezza, irruenza, passione, magia, che, trasmessa dalla voce potente e sensuale di Antonio, mi ha letteralmente ipnotizzata e conquistata

  2. In tutto l’universo Modà
    Una dichiarazione d’amore meravigliosa..di una dolcezza unica e speciale …il vero Amore con la A maiuscola❤️

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