“Le cose che non sai di me”, Mara Sattei torna a Sanremo con una dedica d’amore sospesa – RECENSIONE
Intimità e romanticismo per un brano che potrebbe crescere con gli ascolti. Mara Sattei fa il suo ritorno al Festival di Sanremo con “Le cose che non sai di me”
Ritorna a Sanremo per la seconda volta Mara Sattei e lo fa con un pezzo che si intitola “Le cose che non sai di me”, scritto da lei stessa per il testo e musicato da Davide Mattei, Alessandro Donadei ed Enrico Brun. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.
Mara Sattei, la recensione di “Le cose che non sai di me”
Dopo l’esordio sanremese del 2023 con “Duemilaminuti”, Mara Sattei torna all’Ariston con “Le cose che non sai di me”, una ballad intima che punta tutto sulla naturalezza del flusso e su una scrittura personale, firmata interamente da lei per quanto riguarda l’aspetto testuale.
Il brano si presenta come una dedica d’amore raccolta, quasi sussurrata. La sua interpretazione è sospesa, dolce, coerente con quell’immaginario “zucchero filato” evocato nel testo. Non ci sono artifici, non c’è ricerca di effetti speciali: la scelta è quella dell’essenzialità, della confessione diretta. È una canzone che nasce da dentro, e questo si percepisce.
La scrittura, però, tende a indulgere in un romanticismo molto zuccheroso. L’intenzione è chiara: raccontare fragilità e trasformazione senza filtri, ma a tratti l’equilibrio si sbilancia verso una dimensione troppo morbida, che rischia di appiattire l’impatto emotivo.
Dal punto di vista musicale, “Le cose che non sai di me” guarda con affetto agli anni ’90, nella loro accezione più positiva: melodie ampie, arrangiamento pulito, un’atmosfera nostalgica che avvolge. Tuttavia, l’incontro tra questa nostalgia sonora e il testo così dichiaratamente romantico non genera quella scintilla capace di sorprendere. Il risultato è piacevole, ma non memorabile al primo ascolto.
Non si può parlare di un brano debole o fuori fuoco. È una canzone onesta, coerente con il percorso di un’artista che ha fatto della trasversalità e della freschezza narrativa i propri punti di forza. Forse, però, arriva in un’edizione del Festival in cui serve qualcosa in più per emergere davvero.
“Le cose che non sai di me” merita sicuramente una sufficienza in questo primo giro di giostra. E resta la sensazione che possa crescere ascolto dopo ascolto, trovando la sua dimensione definitiva nella prova dal vivo dell’Ariston. Perché a volte, più che esplodere subito, certe canzoni hanno bisogno solo di tempo. A volte basta una settimana, in altre occasioni no.