Le Deva BRILLARE DA SOLA

A tu per tu con le quattro talentuose artiste, per parlare del nuovo singolo intitolato “Brillare da sola

Tempo di nuova musica per Laura Bono, Greta Manuzi, Roberta Pompa e Verdiana Zingaro, alias Le Deva. A circa un anno di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, le ritroviamo al gran completo per parlare di “Brillare da sola”, ultimo singolo scritto da Tony Maiello con la collaborazione di Marco Rettani, disponibile sulle piattaforme streaming e nei digital store a partire dallo scorso 23 ottobre.

Ciao ragazze, bentrovate! Partiamo da “Brillare da sola“, cosa rappresenta per ciascuna di voi?

Laura: «Il momento in cui capisci che brilli di una luce vera, tua personale, non per un riflettore puntato da altri. La luce con cui nasciamo e di cui dovremmo vivere, brillare».

Greta: «Ognuna di noi ha la sua luce interiore, ma non tutti lo sanno. Ci vuole un grandissimo lavoro su se stessi, riscoprirsi e avere il coraggio di tirare fuori la propria luce per brillare».

Roberta: «E’ molto importante rendersi conto che dentro di noi c’è una forza e che va tirata fuori per superare gli ostacoli. Spesso si cerca un aiuto esterno, in realtà il segreto è scavare al proprio interno».

Verdiana: «Per quanto mi riguarda ci vedo anche un discorso personale legato alla musica, perchè noi artisti siamo sempre alla ricerca dei riflettori. Per tanti anni ho vissuto tutto questo con un po’ di ansia, crescendo ho imparato a star bene anche senza quel tipo di luce, perchè sono più consapevole della forza che c’è dentro di me, del dono che ho avuto. Di conseguenza devo averne cura sempre, a prescindere dall’occhio di bue che mi illumina. “Brillare da sola” per me è anche questo».

Le Deva BRILLARE DA SOLA

In un momento storico come questo, in cosa riconoscete la luce? C’è qualcosa che vi aiuta a mantenere intatta la vostra innata positività?

Roberta: «Per quanto mi riguarda sicuramente l’amore che mi circonda, la mia famiglia, la mia casa, i miei animali. Sono loro che mi danno la forza più bella e più pura».

Laura: «Le persone che ci fanno star bene sono un po’ il motore di tutto, però la cosa più importante che ho scoperto in questo ultimo periodo è che la forza più grande me la sto dando io. Ho fatto pace con determinate cose, ho un po’ spolverato gli armadi, buttando fuori qualche scheletro di troppo. Nel momento in cui abbracci te stessa, scopri che il vero motore è il tuo, che se non ami te stessa il supporto degli altri può esserti d’aiuto in una percentuale minima».

Greta: «Sì, un grandissimo equilibrio che riesci ad ottenere anche con la consapevolezza. Quando inizi a stare veramente bene con te stessa, sotto tanti punti di vista, anche tutto il resto si nutre di questo».

Venendo all’attualità, qual è il vostro pensiero sull’attuale stato di salute della musica. Secondo voi si è fatto abbastanza? Cosa si potrebbe fare?

Verdiana: «E’ un momento difficilissimo per la musica, perchè è stata presa e chiusa per davvero in un baule. Penso sia un problema culturale del nostro Paese, da sempre l’Italia non tutela i lavoratori dello spettacolo, cosa che non avviene in altri posti. Se il lavoro del musicista, del macchinista, del fonico o del tecnico luci, venisse preso realmente in considerazione oggi non ci troveremmo in questa condizione, perchè tutti percepirebbero la cassa integrazione, proprio come accade per altre mansioni. Il problema è sicuramente culturale, purtroppo è una visione malsana del nostro mestiere, che ha radici così profonde che difficilmente possono essere estirpate. Auspico un maggiore risveglio di coscienze».

Greta: «Non si è fatto abbastanza. Gli stessi protocolli di sicurezza attuati per altre situazioni, si potevano tranquillamente utilizzare anche per la musica live, in pieno rispetto delle normative vigenti. Invece è un campo lasciato lì a morire inutilmente».

Roberta: «Penso che purtroppo, a volte, il mondo dello spettacolo venga messo in secondo piano, perchè si può facilmente pensare che la gente possa fare a meno di andare ad un concerto. In realtà non considerano che si tratta di un lavoro come tutti gli altri e che le persone hanno bisogno della musica, perchè fa stare bene».

Per concludere, considerando le numerose richieste dei vostri fan, vi chiedo di darci qualche anticipazione, cosa dobbiamo aspettarci in futuro dalla nuova musica de Le Deva?

Laura: «Dovete aspettarvi tanta musica nostra. Abbiamo diversi pezzi scritti da diversi autori, che ormai ci conoscono talmente bene che sembra che le canzoni ce le scriviamo noi, ma nel prossimo album ci saranno più tracce composte da noi, anche in quattro, anche a distanza».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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