“Le mie poesie per te” degli Stadio: te la ricordi questa?

Le mie poesie per te Stadio

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Le mie poesie per te” degli Stadio

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2005 con “Le mie poesie per te” degli Stadio.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Le mie poesie per te” degli Stadio

Pubblicata nel 2006 come estratto dall’album “L’amore volubile”, “Le mie poesie per te” è una ballata degli Stadio che mette in musica il vuoto lasciato da un amore finito, raccontandolo non attraverso la rabbia, ma attraverso la lenta e dolorosa incapacità di ricominciare.

Il testo costruisce il dolore attraverso la ripetizione di «mille»: mille notti, mille giorni, mille storie non vissute, mille volti dentro cui cercare ancora quella persona. È una scelta semplice ma efficace, perché trasforma il tempo e i ricordi in una quantità quasi impossibile da misurare. Al centro rimane però l’immagine delle «mille poesie», simbolo di tutto ciò che il protagonista ha provato a dire e che ormai non riesce più a salvare.

Il passaggio più intenso è probabilmente «non è più amore qui senza di te / ora ha un altro nome: sopravvivere». La fine della relazione non coincide con una liberazione: significa piuttosto imparare a esistere in una quotidianità privata della persona che la rendeva significativa. Il verbo «sopravvivere» restituisce una condizione quasi fisica, fatta di giorni da attraversare più che da vivere.

Anche la scrittura, che dovrebbe essere uno strumento di consolazione, si rivela impotente. I fogli diventano «bianchi», poi «stanchi», mentre le poesie non riescono più a colmare l’assenza. La parola non ricostruisce ciò che il sentimento ha distrutto: può soltanto conservare le tracce di ciò che è stato.

“Le mie poesie per te” è così una ballata malinconica e molto umana, nella quale gli Stadio raccontano il momento più difficile dopo un addio: quando non si deve soltanto smettere di amare qualcuno, ma imparare a riconoscere se stessi senza quella persona accanto.

Il testo di “Le mie poesie per te” degli Stadio

Mille notti senza te solo, solo un sogno e niente più
Mille giorni inutili come il vuoto dentro me
Più di mille poesie che ho scritto già per te
Svaniranno con me
Mille storie che non ho avuto perché tu
Sei un’ombra accanto a me e da qui non te ne vai
Sono mille ferite quei ricordi dentro me
Fanno male, lo sai?
E non è più amore qui senza di te
Ora ha un altro nome: sopravvivere
E tirare avanti detestandosi
E scontare i giorni senza un alibi per noi
Mille volti intorno a me dentro cui cercare te
Mille volte come se ti vedessi ridere
Più di mille poesie che ho scritto già per te
Non le guardo perché
Sai non c’è più amore qui senza di te
Ora ha un altro nome: sopravvivere
E tirare avanti detestandomi
E scontare i giorni senza un alibi
Senza quell’amore qui vicino a me
Senza più il tuo nome da chiamare
Io non vado avanti consumandomi
Sui mie fogli bianchi vuoti di poesie per te
E non è più amore qui senza di te
Ora ha un altro nome: sopravvivere
E tirare avanti detestandomi
E scontare i giorni senza un alibi
Senza quell’ amore qui vicino a me
Senza più il tuo nome da chiamare
Io non vado avanti consumandomi
Sui mie fogli stanchi pieni di poesie
Per te

Scritto da Nico Donvito
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