Le nostre pagelle di tutti gli inediti di Amici 18

Ecco le recensioni dei nuovi brani del talent

  • INDISPENSABILE – Alberto Urso

Parte sussurrando e narrando di un “cuore in rivolta” ma poi cresce lentamente verso un ritornello che sprigiona tutto il cantato lirico di cui Alberto si vuole ergere ad interprete. La canzone, però, non lo richiede e, anzi, non lo consente. Di fatto non ci sono quegli spazi che il suo interprete vorrebbe avere per concedersi quegli sprazzi di vocalità importanti e densi. Alberto, invece, si deve accontentare di un brano molto più pop che pop-lirico il che non è nemmeno un male, anzi. Piacevole anche se nel finale tutto sconfina verso la sviolinata troppo classica. Peccato. VOTO: 7

  • NON SAREBBE PASSIONE – Alberto Urso

Ecco qui, invece, il brano che permette alla vocalità di farsi valere davvero su quel registro pop-lirico a cui Alberto palesemente aspira. Il ritornello è esattamente quello di cui l’interprete ha bisogno per mettere in scena tutta la sua dote canora che necessita di quell’ariosità e di quello spazio melodico per gorgheggiare in modo leggiadro. Per il resto la canzone è il classico brano frutto del bel canto italiano che si concentra su di un amore etereo e leggendario in cui la passione entra in gioco per testimoniare la grandezza del sentimento scolpito su di una statua greca bellissima ed irraggiungibile. Scontatissima. VOTO: 5

  • PERCHE’ NON AMICI – Alessandro Casillo

Per chi lo conosce da prima di Amici non sarà difficile rintracciare l’Alessandro di sempre anche all’interno di questa canzone che odora fin nel midollo di classicismo e tradizione. Casillo viaggia sulle ali di un pop sufficientemente prevedibile e senza troppe pretese: si parla d’amore e di una “te” ideale con cui ci si sente una cosa sola malgrado le difficoltà ed i momenti di crisi che sembrano poter chiudere la storia d’amore. Entra in gioco anche un arrangiamento che gioca su di una strumentazione tutta elettronica ma l’effetto non cambia. Piatta. VOTO: 6

  • A UN PAIO DI PASSI DAL CUORE – Alvis

E’ la canzone per la quale le radio e lo streaming stravedono. Il bravo va a Alvis che ha saputo capirlo e riproporlo con sufficiente efficacia. Il suo stile è ben identificato dentro al contenitore di quella musica che conquista già dal primo ascolto grazie ad un motivetto orecchiabile che si ripete con continuità dall’inzio alla fine della canzone senza troppe variazioni. Il cantato è di quelli sufficientemente piatti proprio perchè il focus viene messo sulla musicalità del tutto piuttosto che sulla voce o sul messaggio che la canzone porta con sè. Se vi piace davvero non vi invidio. Inutile quanto uguale a tutto il resto che sentiamo oggi in radio. VOTO: 5

  • MALA NOCHE – Alvis

La ricetta non cambia di una virgola rispetto al pezzo precedente e, anzi, in alcuni momenti ho come la sensazione di ascoltare la stessa identica canzone. Ma davvero son diversi? Cambia soltanto l’arrangiamento dell’inciso… A differenza del precedente singolo, però, qui almeno c’è un ritornello che davvero risulta irresistibile forse proprio per quel ripetere all’infinito le stesse due parole che, vuoi o non vuoi, si fanno ricordare abbastanza facilmente. Il problema è che, spero per lui, ci siano anche pezzi un po’ diversi nel suo repertorio perchè ste due si assomigliano proprio tanto. VOTO: 6+

  • DIFFICOLTA’ – Federica

La canzone non sarebbe nemmeno poi nemmeno così male se presa all’interno di quel contenitore di canzoni che riflettono sulle difficoltà interiori di una ragazza in sofferenza per i più disparati motivi. Il problema, però, sta proprio in quella “difficoltà di scegliere il vestito, quello giusto”. Qui il vestito è stato scelto ma è quello più sbagliato che ci fosse: l’arrangiamento sporcato di elettronica e le doppie voci che sorreggono in continuazione la vocalità principale (fragile e, dunque, senza caratteristiche riconoscibili per propria natura) non fanno che confondere le acque rendendo una potenziale bella ballata orchestrale un minestrone di quelli surgelati dove dentro ci trovi un po’ di tutto. Anche quello che non c’azzecca niente. Occasione sprecata. VOTO: 6.5

  • CASA – Giordana Angi

Sulla carta Giordana è la cantante più tradizionalmente “amiciana” tra quelle presenti in quest’edizione del talent: voce importante e con una buona estensione, sentimentalista, amante del cantato soul e pop, empatica ed emotiva. La canzone parte, infatti, con il pianoforte ed evolve lentamente verso un ritornello che si apre alla ritmica più acustica accompagnandosi alla crescita vocale che sottolinea l’importanza del sentimento di cui si parla. Tutto molto bene anche e perchè Amici è da sempre soprattutto questo. La canzone, poi, è ben scritta e dotata di strofe contemporanee nella propria concezione. Perfetta. VOTO: 8

  • QUANTO TEMPO AD ASPETTARTI – Giordana Angi

Si parla del difficile rapporto tra una figlia ed un padre che non c’è più da diversi anni. L’intensità è, dunque, impossibile da frenare tanto più se la melodia si rivela classicamente struggente e la vocalità è di quelle dense e colorate di spirito soul. Il graffio di Giordana esce allo scoperto nel modo più puro e vero in una canzone che ha la sua forza principale proprio nella sua intensità e verità. Poco radiofonico, certo ma assolutamente intenso. VOTO: 8.5

  • BIMBO – Jefeo

Ad Amici va dato il merito di essere da sempre il talent show italiano più futurista e avanti. Il primo rapper della storia dei talent entrò e trionfò proprio ad Amici e quindi ora ci si riprova con il trapper di turno. Peccato che il rapper non funzionò poi molto visto che la credibilità di una musica di protesta e di un artista di strada non è associabile ad una scuola e ad un contesto patinato come quello televisivo. Il trap è più o meno la stessa cosa: come si farà con le tematiche? D’altronde tolti i soldi (come in questo caso) non resta più nulla visto che prostituzione, sesso, droga e mercificazione della donna non possono essere, per forza di cose, affrontate qui ed ora. VOTO: 4.5

  • SILENZIO – Jefeo

Ed ecco arrivare già un tentativo particolarmente più mediato. La trap c’è ma compare all’improvviso anche una strofa cantata come se fosse la più triste e intima canzone pop. Certo, l’autotune rimane l’unico vero strumento che si sente ma almeno c’è una soluzione diversa. Il ritornello ricorda da lontano echi di Salmo ma funziona nella sua soluzione che si fa ricordare e richiama i coretti delle ragazzine urlanti di AmiciVOTO: 5.5

  • NON SI AMA MAI ABBASTANZA – Ludovica

Ecco qui l’up-tempo della situazione. Ecco arrivare anche l’elettronica del caso che s’impossessa di una canzone pop solo perchè le radio richiedono questo elemento per funzionare oggigiorno. A soffrirne è il pezzo ma soprattutto l’interprete in primis. Ludovica non si rivela esattamente adatta a questo tipo di pezzi e la sua già fragile riconoscibilità qui va a farsi friggere risucchiando la ragazza all’interno del troppo grande contenitore dei pezzi tutti uguali a se stessi. Sciapa. VOTO: 4

  • TRA I MIEI PASSI – Ludovica

La canzone si rivela essere un bel brano tutto basato sulla delicatezza, la raffinatezza e la classe: una bella ballata pop tutta basata su di un lento pianoforte ed un’orchestrazione di sfondo che rende impalpabile l’aria. Il problema, però, è che brani di questo tipo sono talmente tanto classici che necessitano di una vocalità forte, riconoscibile e assolutamente adatta a reggere il peso di un pezzo così complicato da far arrivare. Ludovica è brava e delicata al punto giusto ma ha una voce troppo troppo comune per essere ricordata all’interno di una canzone così. Immaginatevi una Malika Ayane queste strofe ed il risultato sarebbe tutt’altro. VOTO: 6-

  • CASA DI CARTA – Mameli

La ricerca della hit è l’unico vero dogma di Mameli che sapientemente ha studiato con attenzione quello che più di ogni altro funziona oggi nelle classifiche ed ha cercato di riproporlo senza troppi rischi. Anche qui gli elementi di orecchiabilità e di suono sono assolutamente rispettati ma sono uniti ad un motivo melodico circolare che s’ispira a motivi funk (i The Kolors sicuramente apprezzeranno di essere un riferimento per questo pezzo). Funziona radiofonicamente ma è fin troppo “attuale” per essere davvero originale. VOTO: 6

  • CI VOGLIAMO BENE – Mameli

Lo sentite anche voi Calcutta dentro questa canzone? Il riferimento è quanto mai innegabile e risulta lampante fin dalla prima nota cantata. Anche la vocalità ricorda di parecchio uno degli esponenti di punta del nuovo indie-pop italiano che qui viene “imitato” senza troppi veli di mistero. Mameli, però, fa il suo lavoro con saggezza e non paga lo scotto di un riferimento così lampante e palese. La canzone funziona e gira nella sua semplicità contemporanea che punta ad entrare nella testa dell’ascoltatore grazie a semplici e quotidiane immagini comuni. Unica pecca: il parlato dello special si poteva evitare. VOTO: 6/7

  • CASINO’ – Tish

Canzone tutta particolare che basa la propria essenza sulla vocalità riconoscibile della sua brava interprete e sulla resa sonora del pezzo ben prodotto da Stash. I riferimenti d’oltremanica sono quanto mai evidenti e, va detto, ben compresi ed assimilati. Certo, l’essere in inglese non aiuta alla comprensione del pezzo che, però, non ha quello come obiettivo principale e dichiarato. Scopo di Tish e della sua canzone è impressionare per le carte forti che ha nel mazzo: un ottimo arrangiamento, un timbro tutto particolare e dotato di colori interessanti e una melodia che sa giocare con saggezza sui pezzi forti di un brano potenzialmente internazionale. VOTO: 6.5

  • YOU MAKE ME VOMIT – Tish

Il titolo non esattamente quanto di più romantico ci si potrebbe aspettare eppure la canzone stupisce proprio per questo visto il suo rivelarsi un pezzo particolarmente lento, sofisticato e delicato nella sua destinazione. La cosa migliore del pezzo, però, rimane ancora una volta la vocalità della nostra Tish che si rivela capace di passare da tinte vocali particolarmente scure a quelle più eteree ed inconsistenti. Anche qui l’arrangiamento fa la sua parte e supporta positivamente un brano difficile da afferrare altrimenti. VOTO: 6.5

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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