“L’eccezione” di Carmen Consoli: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “L’eccezione” di Carmen Consoli
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2002 con “L’eccezione” di Carmen Consoli.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “L’eccezione” di Carmen Consoli
“L’eccezione” è uno dei brani più taglienti e concettualmente rigorosi della produzione di Carmen Consoli. Pubblicata nel 2002 come primo singolo dell’omonimo album, la canzone rappresenta un punto di equilibrio perfetto tra scrittura letteraria, tensione etica e identità artistica. Non è un brano che accarezza l’ascoltatore: lo interroga, lo mette in discussione, lo costringe a prendere posizione.
Il cuore concettuale della canzone è costruito attorno a una frase che torna ossessivamente: a ogni rinuncia dovrebbe corrispondere una contropartita. Ma l’autrice ne ribalta il senso con lucidità spietata. Se davvero ogni rinuncia viene compensata, allora la rinuncia suprema, quella all’anima, dovrebbe garantire la ricompensa più grande. L’ironia è glaciale, e proprio per questo devastante: il sistema di scambi morali viene portato all’assurdo per mostrarne l’inconsistenza.
Il pezzo non offre redenzione, né speranza esplicita. La ripetizione finale del concetto di rinuncia e ricompensa non chiude il discorso, lo amplifica. È una canzone che resta aperta, irrisolta, come la questione morale che solleva. A distanza di anni, “L’eccezione” rimane uno dei pezzi più coraggiosi di Carmen Consoli: un atto d’accusa elegante e implacabile contro l’omologazione, la convenienza e la perdita di coscienza. Un brano che non invecchia, perché continua a fare esattamente ciò che deve: disturbare.
Il testo di “L’eccezione” di Carmen Consoli
Soffro nel
vederti infrangere
i principi sui quali era
salda un’esemplare dignità.
Condizione
inammissibile,
la discutibile urgenza
per cui è indispensabile
uniformarsi alla media.
Si dice che ad ogni rinuncia
corrisponda una contropartita
considerevole, ma l’eccezione alla regola
insidia la norma.
Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita
considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe
una lauta ricompensa.
Soffro nel
vederti compiere
bizzarre movenze indotte
da un burattinaio scaltro.
Credi sia
una scelta ammirevole
fuggire lo sguardo
severo e vigiledella propria coscienza?
Si dice che ad ogni rinuncia
corrisponda una contropartita
considerevole, ma l’eccezione alla regola
insidia la norma.
Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita
considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe
una lauta ricompensa.
Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita
considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe
una lauta ricompensa