Legno Un altro album

A tu per tu con il misterioso duo indie, in uscita con il nuovo disco intitolato “Un altro album

Un disco pieno di vita e di sfumature per i Legno, al secolo Legno Felice e Legno Triste, interessante realtà della nuova scena indie che, già da qualche tempo, impazza tra le playlist facendo incetta di stream. “Un altro album” è il loro secondo progetto discografico, pubblicato da  Matilde Dischi / Artist First lo scorso 27 novembre. Approfondiamo la loro conoscenza.

Ciao ragazzi, bentrovati. Partiamo da “Un altro album”, a cosa si deve la scelta di questo curioso titolo?

«Il nostro disco d’esordio si chiamava “Titolo album”, abbiamo scelto di proseguire su quella scia, proprio non andare a identificare un intero progetto utilizzando il nome di un singolo brano. Con questa scelta diamo importanza a tutte le canzoni presenti in questo lavoro, nessuna esclusa, allo stesso identico modo. “Un altro album” non è altro che una continuazione, in mondo in cui i dischi hanno titoloni con frase ad effetto, noi abbiamo optato per la semplicità».

Filo conduttore delle tredici tracce è l’amore in tutte le sue forme, quali sono gli spunti e le riflessioni che hanno accompagnato la fase di composizione?

«Tendenzialmente abbiamo voluto dare un’altra lettura rispetto al precedente album, rappresentando l’amore in maniera ancora più forte, come ad esempio accade con “In (gin) di vita” o l’ultimo singolo “Delia”, dove ci si rende conto che perdere qualcosa di importante è come rinunciare ad un pezzo di vita. Volevamo approfondire attraverso le nostre piccole esperienze di vita quotidiana, ma anche con quelle che ci vengono raccontate da amici, conoscenti o dalle persone che ci scrivono attraverso i social».

Legno Felice e Legno Triste, voi rappresentate in qualche modo due stati d’animo predominanti della condizione umana che , in questo particolare momento storico, sono ancora di più evidenti. Ma, secondo voi, la stiamo imparando qualcosa da tutta questa situazione o no?

«L’essere umano è cocciuto, è duro, è una vera testa di legno, non come noi! Alcuni qualcosa la impareranno pure, ma ci sarà sempre questa divisione tra chi crede di avere la ragione in tasta e chi, magari, si adegua di più a quello che gli viene detto, il resto è storia. Si diceva “ne usciremo migliori”, ad oggi non vediamo grandi miglioramenti, effettivamente la seconda ondata ha fatto vedere la nostra parte peggiore, soprattutto a chi cavalca costantemente l’onda dell’odio. Basta aprire i social per leggerne troppe, ti viene voglia di dire davvero “basta”».

Per concludere, quale messaggio vi piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolterà “Un altro album“?

«Questo è un disco molto semplice, vero e diretto, speriamo che possa in qualche modo alleggerire l’animo di chi ha trascorso una giornata no, oppure far riflettere chi ha dei dubbi a livello di sentimenti e, perchè no, far cantare chi ha voglia di farlo. A livello generale vorremmo trasmettere un po’ leggerezza, un po’ di serenità, un po’ di speranza, ma anche un po’ di sano divertimento in un momento in cui ce n’è davvero bisogno».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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