Abbiamo intervistato il rapper catanese che è da poco fuori con un nuovo singolo insieme a Clementino

Si intitola ‘Boogie Woogie‘ il nuovo singolo de L’Elfo in collaborazione con Clementino, uscito lo scorso 16 aprile su tutte le piattaforme digitali come terzo estratto, dopo i precedenti ‘Made in Catania’ e ‘Come Gesù‘, dal nuovo album di inediti al quale l’artista sta attualmente lavorando. Classe 1990, catanese, L’Elfo si approccia alla musica rap da giovanissimo grazie alla passione per il writing e successivamente per il freestyle. Proprio grazie alla numerose partecipazioni a gare di freestyle infatti riuscirà a farsi notare, ampliando sempre di più il proprio bacino d’utenza, fino ad arrivare nel 2019 alla firma di un contratto con Universal, dopo aver pubblicato numerosi progetti discografici da indipendente.

Ciao Luca, innanzitutto come stai e come stai passando questo particolare momento?

<<In questo momento faccio quello che posso fare stando chiuso in casa, quindi cerco di fare attività fisica per tenermi in forma e poi sono un grande appassionato di videogame, passione perfetta per questo momento. Poi per quanto riguarda la musica devo dire che questa reclusione forzata non rappresenta un limite per me, ma al contrario mi spinge a continuare con convinzione i lavori per il mio nuovo album>>.

Quindi anche sul fronte della scrittura non hai un blocco?

<<Per fortuna non ho mai avuto questo tipo di problema. Quando non scrivo è perché non ne ho voglia o non ne sento la necessità in quel determinato momento. Io sono del parere che l’ispirazione sia innata, parte la base e se mi ispira nasce un testo>>. 

A proposito di questo parliamo del nuovo singolo ‘Boogie Woogie’ che ti ha visto collaborare insieme a Clementino. Com’è nata questa unione sull’asse Catania-Napoli?

<<‘Boogie Woogie’ rappresenta il terzo estratto dal mio disco nuovo, un disco importantissimo per me perché sarà ufficialmente il primo pubblicato da una major, la Universal. La collaborazione è nata in maniera spontanea, io e Clementino ci conosciamo da tanto tempo. Per un motivo o per un altro magari non c’è stato il tempo di chiedergli una collaborazione, cosa che invece è stata possibile in questo nuovo singolo. Sono veramente molto soddisfatto perché questa è una traccia che mi piace parecchio, pur essendo inusuale come singolo sotto molto punti di vista>>.

Aver firmato con un’etichetta così importate cosa ha rappresentato per te?

<<Aver firmato con una major è una cosa inimmaginabile per me, un ragazzo che si è fatto strada solo grazie alle proprie forze, senza nessuna spinta o aiuto. Assurdo. Ancora più incredibile se penso che tutto ciò è stato fatto senza abbandonare la mia amata terra. Poi per quanto riguarda la musica penso di aver raggiunto una mia cifra stilistica, mi sento maturo e questo traguardo non cambia la mia voglia o il mio approccio verso il genere>>.

Visto che l’hai già citata spesso ti chiedo: com’è il tuo rapporto con Catania?

<<Splendido. Anche se al contrario di altre città in cui è sempre esistito un immaginario artistico importante, come ad esempio Napoli, qui il rap è stato visto per molto tempo come una novità. Quando ascoltavo rap da adolescente ero io quello strano, anche perché non c’era la vastità di artisti che c’è ora. In tutta la provincia eravamo in 10 a fare freestyle… Oggi è tutto diverso e sono contento di aver contribuito a portare questa cultura. Qui ci sono tanti artisti bravi e giovani, forse ancora acerbi ma sono fiducioso. >>

So che stai lavorando al tuo nuovo album. Come sta andando?

<<Per quanto sia banale come cosa da dire, sono veramente felice di quello che abbiamo prodotto. Custodisco i miei file gelosamente e non vedo l’ora di farlo uscire. Per me questo nuovo lavoro rappresenta l’evoluzione di ‘Gipsy Prince’, progetto che ho pubblicato nel 2018>>. 

Descrivimi la tua musica con tre parole

<<Ti direi realtà, strada e fatica. Non ho mai finto nulla, non sono un criminale ma nemmeno uno che è cresciuto in una bolla. Non mi è mai stato regalato nulla e il mio successo lo sto avendo ora che ho trent’anni>>.

Quale canzone secondo te ti rappresenta al 100%?

<<Indubbiamente la mia canzone icona è ‘Sangue catanese’. Al di là dei numeri e di tutto il resto è diventata un culto nella mia città. La canzone parla della mia vita tra le mie strade>>. 

Possiamo definirti un rapper venuto su a “pane e freestyle”, ovvero a “stampo classico”? Secondo te si è persa questa cosa in Italia oggi?

<<Esattamente, sono proprio così. Ricordo il rap prima o vedo il rap oggi, ho vissuto l’old school e nascita della trap. Da un lato sono contentissimo che il rap si sia imposto così tanto, è una cosa che ho sempre sognato, dall’altro mi dispiace quando vedo che i ragazzini oggi non lo fanno per passione ma per imitare qualcuno. Ovvio le canzoni che non fanno pensare a nulla piacciono anche a me, però io reputo la musica vera quella che ti tocca l’anima>>. 

Ecco a proposito di questo qualche giorno fa su Instagram ho visto che hai ribadito un concetto importante, ovvero che per fare rap non bisogna per forza usare un linguaggio aulico o stupire con grandi parole

<<Io mi rivolgevo appunto al pubblico a cui piacciono rime e parole: mi è dispiaciuto proprio perché è un pubblico che a me interessa. Io credo che il rap sia bello perché è vario, questa musica non viene dalla scuole e un artista può emozionarti anche senza grandi parole. Certe critiche a volte sembra che nascano dal fatto che Internet dia la possibilità a chiunque di parlare>>.

Se non avessi fatto il rapper, secondo te oggi cosa faresti?

<<Molto semplicemente tutti i lavori che ho realmente fatto prima della musica. Ho fatto il cameriere, il muratore e ho lavato i tavoli per guadagnare qualcosa. Per fortuna oggi sono un artista e questa è la cosa che più mi fa sentire felice e libero>>.

C’è qualche altro artista con cui ti piacerebbe collaborare?

<<Sinceramente già aver lavorato con le persone con le quali ho lavorato lo considero un traguardo immenso. Poi se devo fare i nomi sarebbero tutti quegli artisti che in qualche modo hanno segnato la mia vita e quindi ti direi Marra, Guè, Mistaman… insomma ce ne sarebbero tantissimi>>.

Cosa consiglieresti ad un artista giovane che cerca di emergere oggi?

<<Mai fare musica perché vedi qualcuno che la fa con successo. Se fai musica dev’essere solo perché ne senti il bisogno, un cosa personale. Se tu fai musica con l’obiettivo di fare soldi per me hai una mentalità errata, al contrario se arrivi a fare i soldi facendo la tua musica, allora sarai la persona più felice del mondo, può sembrare banale ma è così>>.

Dal futuro cosa ci dobbiamo aspettare?

<<Innanzitutto spero che tutto questo finisca il prima possibile. Tornare a suonare dal vivo e stare in mezzo alla gente per un artista sono cose fondamentali. Per quanto riguarda me spero di continuare a dire la mia. Non sarò mai influenzato dai soldi. La mia musica sarà sempre una cosa mia e spero di poterlo dimostrare di nuovo pubblicando il mio nuovo album>>. 

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Di Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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