Letteratura a 45 giri - Marie aspetta Marie

Un libro, una canzone: insieme

Marie non ama niente, non aspetta niente? Marie ha il cuore gonfio di amore. E Marie aspetta Marie.

Marie è una donna e vuole vivere intensamente. Marie è una donna che odia e ama sua sorella. È anche moglie affettuosa e amante. È una donna che vive a Parigi alla fine degli anni Trenta, ed è per metà figlia del suo tempo, per metà nata nell’epoca sbagliata. Marie è a volte insopportabile.

Marie aspetta Marie è un romanzo scritto da Madeleine Bourdouxhe e pubblicato nel 1943. La lettura di quest’opera comporta un tuffo nella profonda intimità di una donna, nei suoi desideri più nascosti e nelle sue paure più inconfessabili. Marie è un’eterna insoddisfatta, alla ricerca della felicità e oppressa da un contesto che non accetta. Ma è anche un’ottimista, un’innamorata, una donna che agisce per ottenere ciò che vuole.

Il romanzo scava profondamente e con maestria nella personalità della protagonista, al punto da renderla a volte fastidiosa. Il suo continuo rimuginare sull’amore, sul dono della vita, sull’essere diversa da tutti gli altri, mi ha talvolta davvero innervosita (e questo è positivo, poiché tendiamo a riflettere su ciò che ci infastidisce più che su ciò che ci è affine).

Marie, ad ogni modo, è anche una grande ottimista, è una donna innamorata della vita e di coloro che le sono vicini. La cosa più bella di questo personaggio è il suo rapporto con coloro che definisce “volti del mio cuore”: il suo amorevole marito, la sua instabile sorella e il suo giovane amante, mai chiamato per nome.

Il rapporto più genuino e interessante è quello tra Marie e Jean, suo marito. L’una non basta all’altro e viceversa, cercano affetto anche altrove, fuori dalle mura domestiche e matrimoniali, ma entrambi nutrono per il rispettivo coniuge un affetto autentico e indefinibile.

Jean… […] Ho capito che non esiste nessun dio che tuteli l’amore di una moglie e di un marito… Anzi, che per indicare tale amore non è stata neppure inventata una parola… Amicizia, affetto, amore, passione, desiderio… Nessuna di queste gli si addice, servono tutte a indicare altro… Allora questo angolo del mio cuore rimarrà senza nome, e sarà semplicemente umano. […] Quante cose sono cambiate ma quante sono ancora lì, forse più vere delle altre, e più vive di quanto quelle siano mai state. So che in questo oggi ti desidero di meno. Forse è solo una tappa dell’amore che ho per te. So pure che non smetterò mai di amarti. E so inoltre che a un tuo semplice cenno ti seguirei in capo al mondo…

A questo legame indissolubile se ne affianca un altro, diverso, potente, ma mai abbastanza da soverchiare il primo. È l’amore tra una donna sposata di trent’anni e un giovane studente ventenne. 

E tu, altro volto, così giovane, così duro, così lontano […] Sei tu il volto dell’amore? Perché dovrei rispondere… I sentimenti si vivono, non si formulano.

Marie e questo giovane costruiscono un’affinità fatta di silenzi e camere d’hotel. Lui è l’unico in grado di donarle una fuga dal quotidiano, ed è questo ciò di cui Marie ha tanto bisogno.

Suoni ovattati, ordini dati sottovoce, parole che diventano misteri. Porte richiuse cautamente. La quiete e la sicurezza di un tempio. E tutta l’umana e solenne poesia delle camere a ore.

Ecco dunque come i due amanti della Bourdouxhe assumono gli stessi tratti di quelli di Parigi, di Paolo Conte, che fa incontrare due anime innamorate in una Parigi piovosa e malinconica.

Chissà cosa possiamo dirci in fondo a questa luce?
quali parole, luce di pioggia e luce di conquista?
lasciamo fare a questo albergo ormai così vicino,
così accogliente, dove va a morir d’amore la gente?
Io e te, chissà qualcuno ci avrà pure presentato?
e abbiamo usato un taxi più un telefono più una piazza?
Io e te, scaraventati dall’amore in una stanza,
mentre tutto intorno è pioggia, pioggia, pioggia e Francia?

E infine arriva la grande rivelazione, quella verità che è sempre stata lì, ma che solo quando viene messa nero su bianco si nota davvero: Marie ama tutti i “volti del suo cuore”, ma ancora di più ama la vita stessa. Marie vuole vivere pienamente e strenuamente. E ce lo dice bene lei stessa, alla fine, quando confessa il vero motivo di tutte le sue azioni:

Tutto qui? Non c’è altro? Un grande volto anonimo e vivo che gli altri miei amori, persino il più ardente, non mi sottraggono più… Fatto di una miriade di esseri, di cose, di gesti, di paesaggi. Il grande volto del mondo, segnato da gioie e sofferenze, da ricchezze e miserie. E mi raccomando, che nulla cambi su questa faccia molto amata: è tutto talmente bello così…

Ed è con queste parole, semplici e profonde, che il lettore capisce che, sì, Marie è donna, moglie, amante, a volte frivola e remissiva, a volte testarda e intraprendente, ma è anche altro: Marie è saggia ed ha trovato il suo personale modo di vivere.

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Elisa Cabiale

Fin da piccola mi interesso a qualsiasi cosa possa raccontarmi una storia, che sia un libro, un film o una canzone. Mi destreggio tra tanti interessi diversi, dal musical amatoriale (sono quella sullo sfondo) alle gite per musei. Dal 2019 sono dottoressa in Scienze dei beni culturali e attualmente frequento il corso di laurea magistrale in lettere moderne. Nel 2015 comincio a scrivere per la Junk Food Films, mentre dal 2018 collaboro con la NAC - Nuova Accademia di Cinema. Vado matta per il cantautorato anni '60-'70, le canzoni dei musical, le opere di klimt, il caffè e la carbonara.

By Elisa Cabiale

Fin da piccola mi interesso a qualsiasi cosa possa raccontarmi una storia, che sia un libro, un film o una canzone. Mi destreggio tra tanti interessi diversi, dal musical amatoriale (sono quella sullo sfondo) alle gite per musei. Dal 2019 sono dottoressa in Scienze dei beni culturali e attualmente frequento il corso di laurea magistrale in lettere moderne. Nel 2015 comincio a scrivere per la Junk Food Films, mentre dal 2018 collaboro con la NAC - Nuova Accademia di Cinema. Vado matta per il cantautorato anni '60-'70, le canzoni dei musical, le opere di klimt, il caffè e la carbonara.

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