Levante torna a Sanremo con “Sei tu”: quando l’amore diventa corpo – RECENSIONE

Levante

Un brano analogico e fisico, dove lo stato d’animo si trasforma in materia e il corpo diventa linguaggio. Levante torna a Sanremo con “Sei tu”: emozioni che si sentono sulla pelle

Torna per la terza volta a Sanremo Levante, e lo fa con un pezzo molto fisico intitolato “Sei tu”, scritto e composto interamente da lei. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.

Levante, la recensione di “Sei tu”

C’è qualcosa di profondamente fisico in “Sei tu”, il brano con cui Levante torna in gara a Sanremo per la terza volta. È una canzone quasi epidermica, che trasforma lo stato d’animo in materia: l’amore che diventa corpo, il dolore che si fa pelle, la nostalgia che pesa nello stomaco.

L’arrangiamento ha un sapore analogico, caldo, organico, capace di rendere tutto più umano. Proprio come l’amore stesso, che non è mai astratto, ma concreto, presente, fisico. È un suono che non cerca l’effetto immediato, ma lavora per sottrazione, lasciando spazio alle sensazioni.

Il brano è coerente in ogni sua scelta: per come è pensato, scritto, cantato e suonato. Levante racconta il bisogno di dare un nome a ciò che si prova attraverso un elenco di percezioni corporee, come se il linguaggio del corpo fosse l’unico davvero sincero quando le parole non bastano più.

Non a caso, “Sei tu” è una canzone sull’immedesimazione: parla di una persona che, incapace di esprimere fino in fondo il proprio sentimento, finisce per osservarlo nei suoi effetti, nei segnali che lascia addosso. È un modo delicato ma potentissimo di raccontare l’amore, senza retorica. E proprio nel suo equilibrio trova la sua forza.

Scritto da Nico Donvito
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