Ligabue

Recensione del nuovo capitolo discografico di Ligabue che tira un bilancio

Dopo 30 anni carriera e 60 candeline da spegnere sulla torta per Ligabue è arrivato il momento di tirare delle somme che, seppur parziali, raccontano anche di una sorta di giro di boa da campiere guardando ancora, almeno per un altro momento, al proprio passato prima di virare verso nuove destinazioni. In questo senso è stato concepito ed è nato 77+7, un ambizioso progetto discografico che riunisce insieme i ben 77 singoli radiofonici ufficiali della carriera del rocker di Corregio ma vi aggiunge anche 7 nuovi brani inediti che arrivano direttamente dagli archivi della voce di ‘Buon compleanno Elvis’.

Sette inediti che, dunque, si fanno carico del Ligabue di un tempo seppur siano, poi, stati in parte riscritti, risuonati e riammodernati per suonare attuali e convincenti anche nella dimensione musicale ed artistica dell’oggi di Luciano. Per fare questo è stato chiamato in causa anche Fabrizio Barbacci che di Ligabue fu il produttore tra gli anni ’90 ed il 2005 e che, dunque, meglio di chiunque altro poteva interpretare e rendere dei brani scritti per la maggior parte proprio in quel lasso di tempo. Lo testimonia, d’altronde, anche l’apertura che offre La ragazza dei tuoi sogni che del Liga di qualche anno fa odora in tutte le sue declinazioni a partire dall’abituale figura femminile di riferimento fino ad un’impronta sonora e armonica che guarda al Luciano dei grandi classici capaci di imporsi da sempre anche grazie ad un ritornello performante ed incisivo. Performante ed incisivo come quello che a tutto fiato si lascia cantare per giocare con le parole e avvantaggiarsi del proprio suono: “sa chi sei, sa chi non sarai, non si aspetta un altro, non aspetta altro, sa chi sei, sa che cosa vuoi, sa che cosa hai dentro, sa quand’è il momento, sa ballare lento, sa restarti dentro”.

Suonano decise e confermative anche la “chitarrosa” Mi ci pulisco il cuore, capace di riprendere una dialettica particolarmente affina all’ideale autoriale di Ligabue suggerendo che “finché tiene il cuore ci vediamo in giro”, e la più rock del lotto Essere umani, che spinge sulla ritmica per sostenere anche una vocalità sempre particolarmente chiusa e riconoscibile.

Ligabue

Guardano al passato anche Si dice che, tutta incentrata sulla registrazione del basso di Luciano Ghezzi, scomparso lo scorso ottobre, rendendolo centrale insieme ad una voce in primo piano per un pezzo trascinante ed equilibrato, e Un minuto fa, che arriva direttamente dal periodo di lavorazione di ‘Buon compleanno Elvis’ portandone con sé il marchio di fabbrica per quell’incedere della scrittura melodica particolarmente riconducibile a quel periodo artistico di Ligabue.

Un capitolo a parte viene, invece, scritto da Oggi ho perso le chiavi di casa, in cui è la chitarra acustica a dominare le scene per preparare l’ascoltatore alla successiva Volente o nolente che riporta Ligabue a collaborare con la voce di Elisa. Se per entrambe le tracce è una scrittura più distesa ed un cantato meno irruento ad uscire allo scoperto è soprattutto nell’ultima collaborazione con la cantautrice friulana a trovare spazio quel lato più “pop” del Ligabue che riesce a riscoprirsi anche delicato seppur nella propria tradizionale timbrica nera, graffiata e graffiante. Scritta insieme alla già edita ‘Gli ostacoli del cuore’ nel lontano 2006 anche questa nuova chicca riesce a rivelarsi convincente grazie all’alchimia che esiste tra le due timbriche e le due sensibilità che, ancora una volta, riescono ad equilibrarsi e a completarsi vicendevolmente seppur godendo di un brano più narrativo, ruvido e terreno rispetto alla più eterea prima proposta congiunta che i due regalarono al pubblico preferendola proprio a questo secondo episodio rimasto nel cassetto finora.

Ligabue - 7

Se con questo 7 il cantautore emiliano voleva realizzare un manifesto del percorso fin qui compiuto e determinarne una sorta di sunto la missione risulta senz’altro compiuta e riuscita. Ligabue è riuscito a confezionare un mini-disco che lo racconta, che racconta il suo suono, che racconta la sua poetica o almeno quella parte della sua arte che finora ha maggiormente mostrato a chi da 30 anni lo segue e lo apprezza musicalmente. Niente di nuovo, quindi, ma non era questa la volontà del progetto e in questo senso l’adozione di ricette sicure e tradizionali che odorano di storia, di sicurezza, di riconoscibilità, sia nel senso buono e che meno buono dell’idea, risulta riuscita e vincente riuscendo a restituire all’ascoltatore, in poco spazio, il Ligabue di sempre. Forse non il migliore ma perlomeno quello più fedele a sé stesso, alla propria arte, al proprio vissuto. E suonare autentici oggi è difficile tanto quanto suonare “conservativi” e, per una volta, proiettati al passato piuttosto che a quel futuro che un mondo consumista ed impaziente sempre più reclama come obbligo morale.

Migliori tracce | La ragazza dei tuoi sogni – Volente o nolente

Voto complessivo | 7.5/10

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7 | Tracklist e stelline

  1. La ragazza dei tuoi sogni ★★★★★★★☆☆
    [Ligabue]
  2. Mi ci pulisco il cuore ★★★★★★☆☆☆
    [Ligabue]
  3. Si dice che ★★★★★★★½☆☆
    [Ligabue]
  4. Un minuto fa ★★★★★★☆☆
    [Ligabue]
  5. Essere umano ★★★★★★★½☆☆
    [Ligabue]
  6. Oggi ho perso le chiavi di casa ★★★★★★½☆☆
    [Ligabue]
  7. Volente o nolente feat. Elisa ★★★★★★★☆☆
    [Ligabue]
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

Di Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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