Loredana Errore - Torniamo a casa

Recensione del nuovo singolo della cantante che riscopre il valore della quotidianità domestica

La casa è il nostro luogo del cuore. Il posto in cui ci sentiamo protetti, tutelati, soli con noi stessi o con quelle persone con cui condividiamo ogni singola parte del nostro esistere senza segreti, paure o remore. La casa non è solo quella formata da quattro pareti ma spesso assume forme e significati diversi per ciascuno: una stanza, un luogo, una città o anche, più semplicemente, una persona che ci fa sentire nella nostra dimensione in qualunque parte del mondo finiamo per trovarci.

Alla casa e a questo senso di gradevole protezione si è ispirata Loredana Errore per costruire, insieme alle note e alle parole di Stefano Paviani e Riccardo Quagliato, il suo ultimo estratto radiofonico intitolato Torniamo a casa. Il brano, terzo apripista del progetto ‘C’è vita’ (di cui qui la nostra recensione), si trova, dunque, proprio incaricato di tessere le fila di un racconto che sa di sicurezza, familiarità e protezione ma anche di riparo dalle sfide del mondo, di esaltazione del sentimento autentico dell’amore e di ricerca di quella quotidianità capace di vincere il rischio della monotonia grazie alla grandezza delle piccole cose.

E quella casa assume i tratti del luogo in cui “abbiamo tutto: paradiso e inferno” dimostrando che nella vita di tutti esiste il lato buono e cattivo delle cose, la luce e l’ombra, il bianco ed il nero ma che occorre scendere a patti con questa realtà accettandone in contorni e viverne la consapevolezza con sempre rinvigorito realismo. La vita è bella sempre, anche quando ci impone delle sfide, delle insidie o delle pagine buie da scrivere. E quindi anche se ci si trova ad avere tutto è sempre bene ricordare che “stiamo meglio in due, che siamo meglio in due, che si ama meglio in due” riportandoci alla certezza che casa non è soltanto un posto ma è spesso anche una persona, un affetto, un sentimento.

Da questa coscienza nasce la consapevolezza ultima e profonda che si può essere disposti a rinunciare ad ogni cosa di fronte alla serenità della casa, a quella sensazione di protezione e di completezza che ci sa donare quella situazione in cui non esiste solitudine, apparenza o odio che tengano.

Loredana tutto questo lo canta esprimendolo al massimo e dandogli corpo per mezzo di un’interpretazione che si rivela, non solo all’altezza del suo talento cristallino ed immutato, ma anche perfettamente aderente ed esaltante di un brano che si poggia su continui rovesciamenti di visuali e di musicalità. Ne esce una prova interpretativa matura, estrosa ed istrionica in cui la vocalità viene sì esaltata ma anche messa al servizio di un racconto che ha bisogno di essere supportato da un trasporto unico e da un’attitudine tale da saper essere riconoscibile e focale nella costruzione stessa della canzone. In questo senso, e non solo, le qualità di Loredana Errore appaiono ineguagliabili oltre che estremamente funzionali a trasmettere quell’idea di confortevole sicurezza per chi negli anni ha imparato ad amare quest’interprete per così com’è.

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Torniamo a casa | Testo

Allora è vero che non siamo morti
E c’è qualcuno che ci crede ancora
Allora è vero che non siamo pochi
E c’è qualcuno che non ha paura
La vita non è proprio un parco giochi
Ma c’è chi corre pure con la pioggia
L’amore vero c’è per tutti quanti
Basta non smettere di averne voglia
Qualcuno m’ha detto che niente è per sempre
Ma io non ci credo, non ci credo
Qualcuno dovrebbe imparare a stare da solo
A stare più zitto e odiare di meno
Scappiamo dalle feste per tornare a casa
E compriamo le coperte per domenica
Con te questo divano è come un’altalena
Che dondola sui cieli di tutte le città
Per poi tornare a casa, eh
E poi torniamo a casa
Che si sta meglio in due
Allora è vero che non siamo soli
E c’è qualcuno fuori dalla porta
Allora è vero che non siamo veri
Perché un silenzio è come fare finta
Qualcuno m’ha detto che dura per sempre
A volte ci spero, a volte ci credo
Qualcuno dovrebbe soltanto partire da zero
Per amare di nuovo e odiare di meno
Scappiamo dalle feste per tornare a casa
E compriamo le coperte per domenica
Con te questo divano è come un’altalena
Che dondola sui cieli della mia città
Scappiamo da ogni mondo e da ogni vita aliena
Vestiamoci come una prima al cinema
Per poi restare a casa
E poi restiamo a casa
Dove abbiamo tutto, paradiso e inferno
Tutto ma in due stiamo meglio in due
Che siamo meglio in due
Che si ama meglio in due, ah
Ta, na, na, na, na, na, na, na
Yeah, na, na, na, na, yeah
Scappiamo dalle feste per fare la spesa
E compriamoci con poco la felicità
Scappiamo da ogni mondo, da ogni vita aliena
Vestiamoci come una prima al cinema
Per poi restare a casa, eh
E poi restiamo a casa
Con te questo divano è come un’altalena
Che dondola sui cieli di tutte le città
Per poi tornare a casa
E poi torniamo a casa
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

Di Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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