A tu per tu con il cantautore romano, in uscita con il singolo “Milka & Sashimi” disponibile dal 14 giugno

Cioccolato e pesce crudo, a volte ci si può legare pur sapendo di essere completamente diversi. Con questa metafora Luca Bonasera si riaffaccia sul mercato musicale con singolo Milka & Sashimi, interessante sia dal punto di vista sonoro che a livello testuale. Cantautorato e contemporaneità trovano forma e il giusto compromesso grazie alla produzione affidata a Giuliano Boursier, come sempre abile nel trovare nuove soluzioni senza snaturare l’identità dell’artista. In attesa della pubblicazione del suo prossimo album, la cui uscita è prevista in autunno, abbiamo incontrato il cantautore romano per approfondire la sua conoscenza e scoprire la sua personale visione della musica.

Ciao Luca, “Milka & Sashimi” è il titolo del tuo nuovo singolo, cosa racconta?

«Milka&Sashimi è una storia contemporanea, metropolitana, veloce, dove due persone si perdono e si trovano, nonostante non siano fatte per stare insieme, proprio come il Milka e il Sashimi».

Una tematica senza tempo, ma credi che in questo preciso momento storico, più social che sociale, assuma un significato simbolico ancora più importante?

«Il tema dell’amore, con tutte le sue sfaccettature, sia positive che negative, oltre ad essere sempre attuale, è fondamentalmente il motore di tutto. E poco importa se siamo sempre più social, l’amore arriva sempre».

A livello musicale, invece, quali sonorità hai voluto abbracciare?

«Abbiamo fatto una scelta precisa in fase di preproduzione, abbinando alle mie caratteristiche cantautorali degli arrangiamenti totalmente elettronici e molto spinti, connubio che, a giudicare dalle sonorità del singolo, risulta attuale e interessante proprio per la contrapposizione dei generi».

Sulla tua buona ossatura melodica, il producer Giuliano Boursier ha cucito su misura un abito contemporaneo. Come è stato collaborare con lui e come siete arrivati a questo interessante compromesso?

«Ormai siamo diventati quasi “parenti” vedo più lui che la mia famiglia. E come in ogni rapporto importante ci sono momenti up e momenti down, soprattutto con due caratteri come i nostri, ma l’importante è avere fiducia e mettere le proprie conoscenze a servizio del progetto. E io sarò sempre grato a Giuliano per averlo sposato in pieno».

Qual è l’aspetto che più ti affascina nella fase di composizione di una canzone?

«Una canzone è un po’ come fare un figlio. C’è il momento della creazione, l’orgasmo musicale, poi mesi e mesi di crescita, di cambiamenti, spesso di ripensamenti, poi arriva il giorno che entri in studio, ti siedi ed è nata. Mi affascina il creare un pensiero, una strofa, anche solo un motivo musicale. Sapere che qualcosa prima non esisteva ed è nato da me: questo mi affascina». 

Che ruolo ha la musica nella tua vita?

«Non ti risponderò “tutto” perché così non è, posso dirti che ne è parte integrante, in un continuo rapporto di amore/odio, amo tanto la musica, farla ed ascoltarla, quanto il silenzio, assoluto, totale. Che rapporto ho con la musica? È la mia amante».

Quali sono i tuoi modelli artistici di riferimento?

«Rimarrai stupito nel sapere che son cresciuto con la musica di Luigi Tenco, di Claudio Baglioni e di Lucio Dalla. Mi affascina il cantautorato al servizio del pop, della musica “leggera”, non amo i cantautori troppo impegnati, la musica deve essere diretta, semplice e schietta. Tutte le nuove generazioni musicali mi affascinano perché sanno sfruttare il cambiamento della fruizione della musica e questo è sinonimo di resilienza».

Con quale spirito ti affacci al mercato e come valuti l’attuale scenario discografico italiano?

«Dire che non mi aspetto nulla sarebbe una grandissima bugia, faccio questo mestiere perché voglio trasmettere, voglio arrivare, quindi prendo questo come un punto di partenza ma con tutta la presunzione di partire in pole position. La musica italiana? Tanto fermento, tanti ragazzi geniali e con idee interessanti. Servirebbero più persone che credano e investano sulle loro idee».

“Milka & Sashimi” anticipa l’uscita del tuo nuovo album, cosa dobbiamo aspettarci a riguardo?

«L’album parla di me, io credo che non si possa arrivare alle persone se non essendo estremamente sinceri e trasparenti, quindi ci sono tutte le mie paure, le insicurezze, i miei amori più grandi e le mie delusioni. C’è il mio mondo fatto di chiaroscuri».

Per concludere, dove desideri arrivare con la tua musica?

«Alle persone, a più persone possibili».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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2 pensiero su “Luca Bonasera: “Poco importa se siamo social, l’amore arriva sempre” – INTERVISTA”

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