Dal 26 ottobre disponibile in radio e in streaming l’illuminante brano inedito del cantautore bolognese

A sei anni e mezzo dalla sua prematura scomparsa, gli amanti della musica leggera italiana possono tornare a familiarizzare con la voce di Lucio Dalla, artista che con la sua grandezza d’animo ha nobilitato il nostro cantautorato, scrivendo alcune della pagine più belle della nostra storia recente. Si intitola “Starter” il brano che ci restituisce il genio di uno dei colossi del nostro patrimonio artistico, un pezzo rimasto chiuso nel cassetto per troppo tempo, che finalmente potrà librarsi in volo verso gli orizzonti sconfinati dei nostri ascolti. Una canzone anticonformista, che mette in risalto il carisma di Lucio e, soprattutto, tutta la sua poetica spiazzante e versatile, rievocando alcuni dei suoi più rivoluzionari classici come “Disperato erotico stomp”, “Meri Luis”“Telefonami tra vent’anni”. Un’opera che si apre con un parlato discorsivo ed ispirato (quello che oggi in molti chiamerebbero “flow”), in modo martellante ma, al tempo stesso, ipnotico.

Sonorità anni ’90 che richiamano quelle contenute all’interno dell’album cult “Canzoni” del 1996, che fanno da tappeto allo scorrere incessante di una raffica di parole, dove nulla è lasciato al caso ed ogni singolo termine risulta essere estremamente pertinente. Un testo tutto sommato un po’ naif, candido e schietto così come lo stesso Lucio, descritto da molti come un distratto osservatore della realtà ma un attento osservatore dell’animo umano. “Starter” prende in prestito il titolo dal dispositivo elettronico in grado di generare la luminosità delle lampade, per questo motivo lo considero un brano energetico e quantomai rigenerante per la musica italiana, soprattutto in questo momento di smarrimento creativo. Un pezzo genuino e anticonvenzionale, che merita di essere seriamente supportato dalle radio, dai mezzi di stampa e dai mass media in generale, perché rappresenta l’essenzialità di un artista che ha dato tanto al nostro Paese e, di conseguenza, inconsapevolmente ad ognuno di noi.

Parlare degli inediti dei cantanti che ci hanno lasciato è sempre un’incognita, perché si va a sconfinare in argomenti extra musicali, in pieno rispetto delle volontà di ogni singolo artista. Talvolta si manifesta la volontà di confezionare un prodotto commerciale senza rispettare la memoria di un determinato personaggio, in maniera indelicata e indecorosa. Non è questo il caso, perché in questo brano rivivono lo spirito, la creatività e la sua voce in grado di generare infinite emozioni. Non è per niente facile trovare nell’attuale scenario musicale artisti del calibro di Lucio Dalla, l’augurio è che brani con questo impatto emotivo possano infondere stimoli aulici e suggestivi nella nuova generazione che, come direbbe Pirandello, è ricca di personaggi in cerca d’autore.

Starter |  Video

Starter |  Testo

Mi affitterò una macchina
per andare su e giù
e una colla che non si stacca mai
così quando ti siedi non ti alzi più
poi forse per stasera un’altra giacca
coi bottoni due bianchi e quelli in mezzo blu
e cerchiamo un bel locale qui a Cattolica
che apra tardi e non chiude più

Tu metti ancora quel profumo
e poi venite giù
sai io vorrei che quest’estate non finisse mai
ho una rumena un po’ polacca, che sembra una delle Hawaii

C’è qualcuno che sa fare una puntura
non nel braccio ma nel culo della natica
la faccia bene dottore che ho paura
e ho un mal di schiena che non mi passa più
lo sai che a guardarti bene sei bella sadica
con tutte le catene sembri un cancello che non si apre mai
io l’anno scorso ero un deejay
quest’anno sono un po’ più grasso
da quando non sto più con lei

Più vai più forte su quel muro, che lo buttiamo giù
dai facciamolo di notte, che non c’è nessuno e non lo facciamo più
che cos’è che passa lì nel cielo un aereo o una meteora
c’è, c’è qualcosa che vien giù è una neve metafisica

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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