“L’ultima poesia” di Marcella e Gianni Bella: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “L’ultima poesia” di Marcella e Gianni Bella
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1985 con “L’ultima poesia” di Marcella e Gianni Bella.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “L’ultima poesia” di Marcella e Gianni Bella
Marcella e Gianni Bella raccontano la fatica di ricominciare quando le delusioni hanno tolto persino la voglia di reagire. Il protagonista si presenta all’inizio come qualcuno che ha ormai “le ruote a terra”, senza più energie per combattere o persino per difendersi dall’ostilità degli altri. È un’immagine di stanchezza emotiva che, però, non viene lasciata senza risposta: accanto a lui restano una persona amata e alcuni amici, presenze capaci di ricordargli che la vita non si è ancora chiusa.
Il vero punto di svolta arriva attraverso un dialogo quasi teatrale. Al pessimismo del protagonista si contrappone un “No, non condivido”, che diventa una sorta di scossa: la vita viene paragonata a una “bella donna” che si concede soltanto a chi sa trattarla con ottimismo. Non si tratta di negare le difficoltà, ma di cambiare lo sguardo con cui affrontarle. Anche l’affetto degli altri acquista così un valore concreto: la solitudine e la chiusura rischiano di far scappare persino “l’ultima poesia”, cioè quell’ultima scintilla di bellezza, entusiasmo e possibilità che ancora rimane.
Ed è proprio la poesia a diventare la metafora più suggestiva del brano. Nella seconda parte non è più qualcosa da inseguire, ma una sensazione da respirare “come fosse aria”. L’ottimismo si traduce allora in una nuova libertà interiore, rappresentata dall’immagine dell’anima che torna a essere “un puledro”: vitale, irrequieta, impossibile da domare o da rinchiudere. Dopo essersi sentita bloccata, l’esistenza ricomincia a muoversi.
Pubblicata nel 1985 e portata anche sul palco del Festivalbar, la canzone trova nella vocalità dei due fratelli Bella un equilibrio tra malinconia e slancio, senza trasformare la rinascita in una facile soluzione. Il futuro resta infatti incerto, “Bene o no / E chi lo sa”, ma non fa più paura come prima. Perché quando tornano l’amore, l’amicizia e la voglia di respirare, quella che sembrava davvero essere “l’ultima poesia” può diventare, semplicemente, l’inizio di un nuovo capitolo.
Il testo di “L’ultima poesia” di Marcella e Gianni Bella
Sono troppo deluso per aver la forza di ricominciare ormai
Ho le ruote a terra
Non ho più reazioni anche se qualcuno mi odiasse non farei
Più nessuna guerra
Per fortuna ho ancora te
Qualche amico caro che
Amico resterà
La vita è tutta qua
E no
Mi dispiace
No, non condivido
Non è così che ti vorrei
Senza più entusiasmo
La vita è una bella donna che si dà
Soltanto a chi la tratterà
Con più ottimismo
Son felice insieme a te
E gli amici li amo anch’io
Ma se ti chiudi fugge via
Anche l’ultima poesia
E chissà cosa accadrà
Bene o no
E chi lo sa
Certo che riguardo noi
Comunque andrà con gioia si vivrà
Poesia leggera questa sera
La respiro insieme a te
Come fosse aria
E l’anima torna ad essere un puledro
Non si può domare più
Non si recinge l’aria
Son felice insieme a te
E gli amici li amo anch’io
Ma se ti chiudi fugge via
Anche l’ultima poesia
Poesia leggera questa sera
La respiro insieme a te
Come fosse aria
E l’anima torna ad essere un puledro
Non si può domare più
Non si recinge l’aria
Son felice insieme a te
E gli amici li amo anch’io
Ma se ti chiudi fugge via
Anche l’ultima poesia
Poesia leggera questa sera
La respiro insieme a te
Come fosse aria
E l’anima torna ad essere un puledro
Non si può domare più
Non si recinge l’aria
Non si recinge l’aria