“L’ultimo valzer” di Simone Cristicchi: te la ricordi questa?

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “L’ultimo valzer” di Simone Cristicchi
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2010 con “L’ultimo valzer” di Simone Cristicchi.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “L’ultimo valzer” di Simone Cristicchi
Siamo nel 2010, Simone Cristicchi torna a Sanremo tre anni dopo la vittoria con “Ti regalerò una rosa” e per l’occasione opta per un mezzo di matrice diversa, “Meno male”, puntando come sempre sul contenuto, ma con un codice questa volta ironico. Eppure inizialmente il brano designato per quel Festival sarebbe potuto essere un altro, “L’ultimo valzer”, la canzone che abbiamo scelto di approfondire oggi.
Cristicchi, con la sua penna sensibile e profonda, dipinge una storia toccante, ispirata al tema della solitudine nelle case di riposo per anziani, dove l’aria sa di disinfettante e mele cotte, e la solitudine si traveste da abitudine. Il protagonista, un uomo che pensa di essere al capolinea delle sue emozioni, si ritrova a provare qualcosa di inaspettato per un’altra ospite dell’ospizio, la signora Lucia.
C’è tutto in questi versi: il desiderio, la gentilezza, il rispetto, la fame d’amore che non ha età. Simone Cristicchi non cade mai nella retorica, la sua è una poesia cruda e sincera. Musicalmente, il brano è costruito con eleganza minimale, in punta di piedi. La melodia è dolce e malinconica, sembra ondeggiare davvero al ritmo di un valzer d’altri tempi.
E alla fine, non resta che chiudere gli occhi e immaginare quella sala silenziosa, le luci soffuse, e due corpi che ondeggiano dolcemente e che si stringono piano, dimenticandosi del mondo al di fuori. per una promessa che se ne sbatte del tempo e cerca di prendere il buono dal presente. Che è un po’ quello che dovremmo ricordarci di fare un po’ tutti.
Il testo di “L’ultimo valzer” di Simone Cristicchi
Sulla strada provinciale
superato il grande centro commerciale
poco fuori dal quartiere popolare
mi hanno parcheggiato qui.
Io se la memoria è ancora a posto
arrivai di pomeriggio il 7 agosto
non ricordo ma probabilmente era un venerdì.
Le pasticche per il cuore, per la tosse e il raffreddore,
niente dolci col diabete,
le pantofole imbottite.
Senza tante discussioni ora vivo qui
Via dai coglioni!
Dentro la mia stanza sopra il comodino
accanto al lavandino immerso in un bicchiere d’acqua
galleggia il mio sorriso.
L’aria che respiro sa di mele cotte
di disinfettante e e di scuregge abbandonate di notte dal mio vicino
e poi scala briscola e scopone, partite a bocce se c’è il sole,
se piove passi le giornate incollato alla televisione,
per fortuna una bellissima signora è proprio qui, accanto a me.
Le dispiace se solo stasera ci diamo del tu
se balliamo abbracciati fin quando non ce la fa più
su questa musica di tanto tempo fa
il cuore batte più forte nel petto saranno i bypass
ogni nota accarezza le rughe della nostra età.
È la notte di natale in questo posto non si sta poi male
dopo cena ci hanno dato pure un pezzettino di panettone
Mario ha la padella piena Ferdinando tocca il culo all’infermeria
Aldo era un vecchio partigiano se n’è andato ieri sera
e tu prendimi per scemo, ma io sono vivo e tremo
alza l’apparecchio per sentirmi sto per dirti che ti amo
a quest’ora tutti dormono solo io e lei ci siamo svegliati
le dispiace se solo stasera la chiamo Lucia
se la prendo per mano e proviamo ad andarcene via
e già m’immagino quando la sposerò,
e faremo la lista di nozze in una farmacia
mi conceda quest’ultimo valzer signora Lucia
su questa musica di troppo tempo fa
il cuore batte più forte tutt’altro che un’anomalia
ricomincia stanotte in un valzer la vita mia
Compositori: Simone Cristicchi
Testo di L’ultimo valzer © Dueffel Music Srl