“Maggese” di Cesare Cremonini: te la ricordi questa?

Maggese Cesare Cremonini

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Maggese” di Cesare Cremonini

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2005 con “Maggese” di Cesare Cremonini.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Maggese” di Cesare Cremonini

Pubblicata come secondo singolo dall’album omonimo, “Maggese” è una delle canzoni più poetiche e simboliche della carriera di Cesare Cremonini. In apparenza è un brano lieve, scandito da un andamento melodico luminoso e da arrangiamenti limpidi e “analogici”, ma dietro quella semplicità si nasconde una riflessione profonda sul tempo, il cambiamento e la necessità di fermarsi per rinascere.

Il termine maggese, nella lingua agricola, indica un campo lasciato a riposo, affinché recuperi la propria fertilità dopo anni di coltivazione. Cremonini ne fa una metafora esistenziale: anche l’uomo, come la terra, ha bisogno di un tempo di pausa, di sospensione, di silenzio creativo e affettivo per ritrovare la propria linfa. Il brano è costruito come un viaggio attraverso i mesi dell’anno, da settembre a estate, in un ciclo che simboleggia la vita stessa.

Il ritornello, limpido e pieno di luce, ribalta la malinconia in speranza: “Ogni volta, ogni maggese che ritorna / a dar vita a un seme / sarà vita nuova anche per me”. È il cuore del brano: il ciclo naturale come promessa di rinascita. Dopo il gelo e la stasi, qualcosa torna a crescere. Non serve forzare il cambiamento: la vita, come la terra, sa rigenerarsi da sola se le si concede il tempo necessario.

In “Maggese”, Cremonini compie uno dei passi più significativi del suo percorso autoriale: da cantore generazionale a narratore del tempo interiore. È una canzone che non racconta solo la fine di un amore, ma la necessità di lasciar andare, di sospendere, di fare spazio alla vita che verrà. Perché, come in natura, anche nelle persone il riposo non è mai davvero un vuoto: è la condizione perché qualcosa di nuovo possa nascere.

Il testo di “Maggese” di Cesare Cremonini

Settembre, tu mi hai lasciato con un messaggio
E io non ti ho detto niente, le cose giuste
Non hanno un gran bisogno di parole
Ottobre, oggi è arrivato ottobre col suo cappotto nero
E piove sulle finestre dove milioni di persone sole
Vanno avanti e indietro, in cerca del presente
Cercando una risposta a questo cielo a specchio di novembre

Dicembre, erano mesi che non usciva il sole
È sempre così difficile, dicevi, l’amore
Cambieranno nome ma tu
Mese dopo mese di più
Sei presente

Cos’avrò se la notte mi dà nostalgia?
Se non ho fantasia
Non posso scegliere
Ogni volta ogni maggese che ritorna
A dar vita a un seme
Sarà vita nuova anche per me

Ricordi, li puoi tenere in testa
O nascondere in un portafogli
Ma c’è chi se li dimentica nei sogni
Sveglia! Gennaio arriva in fretta
La neve è quel che resta di febbraio di un’astuta ricorrenza
Un bacio è solo un bacio e marzo è una promessa
Ma per qualcuno la prima rosa di maggio è una scoperta

Estate, erano mesi che non usciva il sole
È sempre così difficile, dicevi, l’amore, ah

Cambieranno nome ma tu, mese dopo mese di più
Sei presente

Cos’avrò se la notte mi dà nostalgia?
Se non ho fantasia
Non posso scegliere
Ogni volta ogni maggese che ritorna
A dar vita a un seme
Sarà vita nuova anche per me

Sarà vita nuova anche per me
Vita nuova anche per me

Scritto da Nico Donvito
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