A tu per tu con il cantautore classe ’85, fuori con il suo nuovo singolo intitolato “Non so se amarti

E’ disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali dallo scorso 1° novembre l’inedito di Maikol Arcarisi, intitolato “Non so se amarti”, che rappresenta l’inizio del suo nuovo progetto discografico. Dopo essere arrivato tra i finalisti del Premio Mia Martini 2019, per il cantautore è giunto il momento di far conoscere la sua nuova musica. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Maikol, partiamo dal tuo nuovo singolo “Non so se amarti”, che sapore ha per te questo pezzo?

«Questo singolo ha la sua importanza sia perchè è l’inizio del nuovo progetto, sia per la personale esperienza che racconto nel brano».

Un brano che affronta una tematica comune, perché racconta una situazione di coppia che nella vita può capitare a tutti. Scrivere e cantare questo brano ti ha aiutato?

«Sì tanto, infatti raccontando una situazione sentimentale personale mi ha aiutato a capire meglio me stesso».

Musicalmente parlando, quali sonorità hai voluto abbracciare?

«Ho voluto usare suoni ed effetti strumentali più elettronici ed anche più commerciali creando un pop elettronico tutto mio».

Cosa avete voluto trasmette attraverso le immagini del videoclip ufficiale?

«Ho cercato di far entrare nella parte l’ascoltatore realizzando un video che suscitasse curiosità con la storia e con immagini molto dirette in modo da coinvolgere tutti».

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come hai scoperto la tua passione per la musica?

«L’ho scoperta quando avevo circa tra gli otto e i nove anni. Sentivo un richiamo verso qualcosa, cercavo un luogo dove sentirmi al sicuro, e quel posto lo trovai nella mia stanza davanti ad uno stereo, ascoltando e cantando ogni giorno per ore ed ore. Da allora, iniziai a seguire lezioni di piano e capì che era quello il mio posto, là in mezzo la musica».

Quali ascolti hanno accompagnato e ispirato la tua crescita?

«Iniziai con l’ascolto della musica che ascoltava mia madre, Adriano Celentano ed Eros Ramazzotti, per poi andare pian piano a cercare sempre canzoni romantiche di quei tempi».

Ti senti rappresentato dall’attuale scenario discografico e da ciò che si ascolta oggi?

«Cerco di rappresentare ciò che sento e ciò che mi piace, anche se “purtroppo” si deve un pò seguire lo scenario attuale per riuscire ad arrivare ad interessare gli “addetti ai lavori”, e soprattutto interessare il pubblico di oggi che segue molto l’attuale panorama musicale».

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi, progetti e/o sogni nel cassetto?

«L’obbiettivo è riuscire a fortificare il mio progetto e renderlo interessante e soprattutto che raffiguri me al meglio. Essendo un sognatore ne avrei alcuni sulla musica. Sarebbe bello riuscire a portare la mia musica in tutta Italia e ritagliarmi una buona fetta di pubblico che la segue,oppure essere prodotto da  una Major o fare un programma musicale che mi dia modo di potermi mettere in gioco, ed infine continuare a sognare e realizzare un brano in duetto con un artista famoso, ma il top dei sogni è riuscire a fare una canzone che rimarrebbe immortale».

Per concludere, dove desideri arrivare con la tua musica?

«Vorrei arrivare in tutto il mondo! Credo che già questo avvenga grazie ad internet, perché con le piattaforme digitali e YouTube si arriva ovunque e di questo sono soddisfatto, però più che arrivare desidero riuscire a farmi conoscere dalla gente che ancora non sa chi sono».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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