A tu per tu con il giovane rapper italo-americano, in uscita con un nuovo pezzo insieme a Mambolosco

E’ disponibile dallo scorso 20 maggio “Wavy”, il nuovo singolo di Malcolm Reeves, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Malcky G, prodotto da Andry The Hitmaker ed impreziosito dal featuring con Mambolosco (qui la nostra ultima intervista). Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Malcolm, benvenuto. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Wavy”, come nascono questo pezzo e la collaborazione con Mambolosco?

«Il brano “Wavy” nasce verso gennaio-febbraio, nello studio del mio produttore Andry The Hitmaker. Quando ho sentito la base ho pensato subito di mandarla a Mambo, dato che abbiamo un grande rapporto di amicizia e già da tempo parlavamo della possibilità di realizzare un featuring. Dopo qualche settimana ci è arrivata la sua strofa, la situazione legata al Covid-19 ha un po’ rallentato i lavori, soprattutto per quanto riguarda il video, adesso ce l’abbiamo fatta e finalmente la traccia è uscita».

A livello di tematiche, cosa hai voluto raccontare e, per quanto riguarda l’aspetto musicale, quali sonorità hai voluto abbracciare?

«Per quanto riguarda le tematiche, siamo sempre rimasti in chiave molto trap, il brano l’abbiamo chiamato “Wavy” proprio per sottolineare l’onda musicale, una nuova moda, dato che ci consideriamo un bel team, la gente aspettava molto questa collaborazione. In più è una parola che usiamo molto spesso, diciamo che abbiamo pensato di parlare proprio di questo perché siamo giovani, italo-americani della scena, quindi una nuova wave, una nuova moda».

Cosa aggiungono alla narrazione le immagini del videoclip diretto da Riccardo Melon?

«Penso proprio che il mio amico Riccardo abbia fatto un ottimo video, è venuto fuori proprio come lo volevo. Sono stracontento del lavoro che ha fatto, poi abbiamo un ottimo rapporto, quindi è sempre collaborare con gli amici ».

“Wavy” arriva dopo il successo ottenuto con “Senza orari” e altri brani che hanno ottenuto sul web numeri importanti a livello di visualizzazioni. Indubbiamente intorno al tuo progetto l’hype è abbastanza alto. Quali sono le tue personali aspettative?

«Fin dall’inizio avevo una buona aspettativa per questo brano, perché comunque sapevo che era una collaborazione attesa, la gente ci vedeva già insieme su Instagram da parecchio tempo, in molti se l’aspettavano. Ha avuto dei bei risultati sin dal giorno dell’uscita e, riguardo le aspettative future, spero solo che continui a crescere e che piaccia sempre più».

In un momento storico in cui tutto va veloce e si fatica ad attirare l’attenzione dell’ascoltatore, quali devono essere secondo te le caratteristiche per fare in modo che una canzone non venga “skippata”?

«Penso che in questo periodo di quarantena molta gente stia ascoltando la musica, me compreso, e probabilmente penso che la ragione per non skippare il brano sia conoscere già l’artista. Quindi, nel nostro caso, credo che se qualcuno conosce sia me che Mambo sia abbastanza per non far saltare la traccia. Poi comunque penso che sia un bel brano, perché skipparlo dai? (sorride, ndr). Piacerà alla gente».

Essere se stessi è la chiave per non somigliare a nessun altro. In un’epoca in cui le mode non si cavalcano ma addirittura si surfano, in che modo riesci a mantenere una tua identità?

«Diciamo che l’originalità nella scena italiana non si vede spesso, non sempre da tutti gli artisti, infatti quello che cerco di fare per  differenziarmi dagli altri è mostrare la mia personalità, fare i ritornelli in inglese o la strofa in italiano, usare qualche parola in inglese all’interno della traccia. Sì, penso che questa sia una caratteristica che in Italia c’è già molto di meno».

Per concludere, dove e a chi desideri arrivare con la tua musica?

«L’obiettivo che mi sono imposto è quello di raggiungere milioni di ascolti, far sì che molte persone conoscano la mia musica e, sicuramente, arrivare a collaborare con i top artisti americani».

© foto di Andrea Bianchera

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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