Malika Ayane torna a Sanremo con “Animali notturni”: il coraggio di essere nuova – RECENSIONE
A cinque anni dall’ultima volta, Malika Ayane torna in gara al Festival di Sanremo con un brano ipnotico e fuori dagli schemi che inaugura una nuova fase artistica con Carosello Records
Torna a Sanremo Malika Ayane e lo fa con un pezzo dal titolo “Animali notturni”, scritto dalla stessa artista insieme ad Edwyn Roberts e Stefano Marletta, che hanno anche composto il brano insieme a Giordano Cremona, Federico Mercuri e Luca Faraone. La produzione invece è firmata da Itaca e Faraone. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.
Malika Ayane, la recensione di “Animali notturni”
Ci sono ritorni che sanno di abitudine, e poi ci sono ritorni che sanno di scelta. Quello di Malika Ayane a Sanremo 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A cinque anni dalla sua ultima partecipazione, la cantante milanese riappare in gara con “Animali notturni”, un brano che non fa nulla per compiacere, nulla per semplificare, nulla per stare “comodo”. E proprio per questo colpisce.
Perché da un’artista che ha già attraversato il Festival più volte, e con risultati importanti, ci si aspetterebbe magari la strada più prevedibile, magari una ballad elegante, un vestito già indossato in passato. Invece no. Malika osa. Si mette in discussione con la naturalezza di chi, tecnicamente, non ha più nulla da dimostrare. Proprio per questo può permettersi il lusso più raro: mostrarci un lato inedito di sé.
“Animali notturni” è un pezzo che sembra arrivare da un’altra geografia musicale: pesca a piene mani dagli anni ’70, ma ci innesta sopra un’eleganza quasi french touch anni ’90, costruendo un universo sonoro ipnotico, notturno, raffinato. Il brano si apre addirittura con un ululato, che ritorna anche a metà canzone. Il ritmo c’è, ma in salsa slow, quasi ipnotico, perché no, non esiste solo la cassa dritta. In Italia spesso sembra l’unica soluzione possibile, ma questo pezzo dimostra che c’è molto altro.
Forse anche perché Malika da tempo vive a Berlino, e si sente: la sua musica non è mai stata anglo-americana nel senso classico. È sempre stata più continentale, più europea, più attenta alle sfumature che ai colpi di scena. E questo è il punto: “Animali notturni” non urla per farsi notare. Non è solo una canzone da Festival, ma l’inaugurazione di un nuovo capitolo, anche discografico, con l’ingresso nell’universo di Carosello Records.
Nel corso della sua carriera, Malika ha partecipato cinque volte a Sanremo: la prima volta nel 2009 nella categoria Nuove proposte con il brano “Come foglie“, poi nel 2010 tra i big con “Ricomincio da qui” che ha ricevuto il Premio della Critica e il premio della Sala stampa radio e tv, nel 2013 con “E se poi“, nel 2015 con “Adesso e qui (nostalgico presente)”, che si è classificato terzo e ha vinto il Premio della Critica, e l’ultima volta nel 2021 con il brano “Ti piaci così“.
L’evoluzione di Malika Ayane resta coerente, un passo avanti naturale. E in un contesto dove spesso si gioca sul sicuro, il coraggio va riconosciuto. Ecco a voi una nuova Malika. Una Malika più libera e decisamente più cool.