A tu per tu con i due rapper, in uscita dal 3 luglio con il loro primo album insieme intitolato “Caldo

Si intitola “Caldo” il disco che vede collaborare in prima linea due dei massimi esponenti della nuova scena trap italiana, William Miller III Hickman e Federico Orecchia, meglio conosciuti rispettivamente come Mambolosco e Boro Boro. L’album, disponibile negli store digitali e tradizionali da venerdì 3 luglio, contiene undici tracce che mettono in risalto il potenziale dei due artisti, il tutto impreziosito dalla presenza di alcuni feat. d’eccezione con Geolier, ANNA, Lola Indigo, Beba, Rosa Chemical, Samurai Jay e la Dark Polo Gang, oltre ai vari producer che hanno rifinito i pezzi in scaletta, tra cui troviamo Andry The Hitmaker, Don Joe, Francesco Katoo Catitti, JVLI, Nardi e Sick Luke.

Ciao ragazzi, benvenuti. “Caldo” è il titolo del vostro primo disco insieme, un attestato di reciproca stima, una bella prova di amicizia. Com’è nata l’idea di realizzare questo disco?

Mambolosco: «Dopo “Lento” e dopo “Twerk” abbiamo avvertite il desiderio di lavorare ancora insieme, di fare proprio un album. Siamo andati a Barcellona per buttare giù lo scheletro del disco e durante la quarantena lo abbiamo rifinito».

Boro Boro: «Lavorare a distanza ci è venuto facile perché le idee di base le avevamo già tirate fuori, l’idea e il mood di ciascuna canzone c’erano, in quarantena ci siamo concentrati più che altro sulle produzioni e sulle collaborazioni».

Sia per via del titolo ma anche per il sound che caratterizza un po’ tutte le undici tracce, è un disco che non poteva uscire in un altro periodo dell’anno se non in estate. Quanto vi siete divertiti a sperimentare e giocare con altri generi?

Mambolosco: «Tanto, perché comunque non è una cosa che ti aspetti da me, soprattutto rispetto al mio primo disco “Arte”. La cosa che mi piace di questo lavoro è riuscire a trovare riascoltandolo entrambi i nostri mondi, sia quello di Boro Boro che quello di Mambolosco. Lo definirei un album di musica trap estiva».

Boro Boro: «Anche a me piace tanto la fusione dei nostri due stili, che hanno dato vita ad un sound molto latino, nonostante i pezzi siano e rimangano trap. In genere non amo essere etichettato, entrambi mettiamo in musica ciò che ci piace, con questo lavoro ci siamo trovati a metà strada».

Un disco dal retrogusto estivo, che esce in estate che sarà diversa dalle altre. Stiamo lentamente riassaporando un po’ di normalità, cosa vi è più mancato della vita normale nei mesi di lockdown?

Mambolosco: «Innanzitutto i live, per me il contatto con i fan è fondamentale. Ogni volta che facevo un concerto in camerino incontravo un sacco di persone, facevo entrare tutti fino a che non finivo di fare tutte le foto. Ecco, mi è mancato incontrare il mio pubblico di persona».

Boro Boro: «Anche per me, uguale e identico. Alla fine facciamo musica per questo, perché è bello che le persone ti diano un ritorno, comprendere anche perché la gente si sia affezionata a te, sapere dalla loro voce cos’hai di speciale, cosa completamente diversa da quello che può essere il contatto tramite i social».

Quali sono i punti di contatto che vi spingono a creare con così tanta naturalezza musica insieme? 

Mambolosco: «Penso che dipenda proprio dalla facilità con cui vengono fuori le canzoni. Boro Boro è un ritornello vivente, quello che creiamo insieme va oltre il semplice concetto di hit estiva, una canzone come “Lento” possiamo considerarla anche una hit invernale, autunnale e primaverile perché comunque è rimasta».

Boro Boro: «Penso che il nostro punto di incontro sia la mentalità, al giorno d’oggi si vedono tanti artisti in giro che si sentono in competizione l’uno con l’altro, a noi piacere fare musica insieme, non c’è mai stata rivalità, non me ne frega arrivare primo o secondo, quando realizzo qualcosa che mi piace sono la persona più felice di questo mondo».

Diversi i featuring presenti in scaletta, tra cui spiccano i nomi di ANNA, della Dark Polo Gang, di Beba, di Lola Indigo, di Rosa Chemical, di Samurai Jay e di Geolier. Come sono nati questi incontri e con quale criterio avete selezionato queste collaborazioni?

Mambolosco: «Come ti dicevo all’inizio, noi abbiamo buttato già tutta l’idea del disco a Barcellona, abbiamo fatto una sorta di scheletro del progetto, nella fase successiva abbiamo ultimato le tracce e cominciato a pensare ai feat., escludendo i pezzi che stavano già in piedi da soli».

Boro Boro: «Abbiamo cominciato a pensare a chi ci stava bene per quel determinato pezzo, sempre all’interno del mondo che ci piace e che conosciamo. Sono state scelte legate esclusivamente al sound».

Per concludere, cosa dobbiamo aspettarci in futuro dai vostri rispettivi prossimi progetti musicali?

Mambolosco: «Non escludiamo in futuro di poter realizzare qualcosa ancora insieme, la musica nasce così, in maniera spontanea e istintiva».

Boro Boro: «Non saprei dirti, sono molto concentrato sul presente, non vedo l’ora che esca “Caldo”, poi mi farò una vacanza e inizierò a pensarci. Devo vivere per poterti rispondere, per il momento tutto quello che avevo da dire l’ho incluso in questo progetto».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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