Mameli, Amarcord

Recensione del secondo lavoro discografico del cantautore catanese

Ad un anno e mezzo dal precedente capitolo discografico e dall’esperienza televisiva in quel di ‘Amici di Maria de Filippi’Mameli è tornato sul mercato con un nuovissimo progetto d’inediti intitolato Amarcord, uscito lo scorso 30 ottobre 2020 con il dichiarato obiettivo di raccontare, attraverso queste dieci tracce, di un amore passato ma ancora vivo nei ricordi del cuore.

Ed è proprio di quel sentimento che si è concluso che si occupa da subito con quella Sopra di me che è stata scritta con Federica Abbate di cui si può rintracciare quella malinconia testuale confusa con un suono apparentemente leggero e leggiadro. “Ti giuro la smetto” si promette a quella persona che siamo stati abituati a veder affianco a noi ma che ora, invece, non c’è più anche se si vorrebbe nuovamente stringere. Di quei momenti passati, ma anche continuamente presenti se ci si riferisce al tarlo dei ricordi indelebili che affossano la memoria, si occupa la successiva Amarcord che, oltre a dare il titolo ad un disco che coerentemente si occupa di rievocazioni, si presenta anche come uno degli episodi migliori del progetto grazie a quella capacità di risultare credibile sia all’interno di una corrente indie-pop attuale ispirata dal filone dell’ultimo Gazzelle ma anche di una tradizione melodica italiana che da sempre ama confrontarsi con il racconto dell’amore sofferto con un ritornelli strappalacrime che si aprono nelle armonie.

A spiccare, tra i titoli della tracklist, ci sono, ovviamente, anche le due collaborazioni dell’album che si rivelano capaci di collocarsi ai due antipodi del progetto. Borotalco si concede la voce e la scrittura di Lorenzo Fragola con cui esce allo scoperto anche una freschezza ed orecchiabilità ritmica che, pur discostandosi da un testo sempre particolarmente nostalgico, da al brano una veste particolarmente “disimpegnata” e di rottura all’interno del progetto. Più conservativa, invece, risuona Anche quando piove in cui Alex Britti si mette a disposizione per una strofa rap che spezza quella dimensione particolarmente pop-retrò in cui Mameli si addentra confezionando perfettamente uno di quei ritornelli da urlare di tutto fiato in macchina nelle notti di pioggia ricordando di quanto era perfetto il proprio amore e quel “noi” che, ora, invece, appare disintegrato.

Mameli 2020

Mameli si rivela abile e maturato oltre che nel cantato anche nella capacità autorale grazie al quale riesce a creare, all’interno del disco stesso, degli autonomi fili di narrazione che s’incastrano e si districano a piacere dell’interpretazione dell’ascoltatore. E così si va da quella Buoni x nulla, che s’incarica di riavvolgere il nastro e raccontare di quelle abitudinarie azioni di coppia che trovano nella vita quotidiana la propria dimensione, fino a Record, tutta accompagnata dal rumore della pioggia che scende e che accompagna quel tentativo di recuperare il tutto semplicemente staccando la spina, e a Non ci sei più, che concretizza il finale di una storia già scritta con un pianoforte su cui si rigetta la sconsolata evidenza che ‘davvero non ti manco più’.

Concludono il percorso le sempre nostalgiche Argomento triste, che si rifugia su di un accompagnamento essenziale di una sola chitarra acustica prima di aprirsi ad un arrangiamento che sfrutta abilmente sintetizzatori ed elettronica pur senza cambiare la dinamica della narrazione e del cantato, Maniglia, che per la prima volta affronta anche il tema della diversità nell’amore (“tu vai sempre a destra e io sempre a sinistra, siamo fatti delle stesse ossa ma a te non interessa”), e Futuro, che, invece, riesce a guardare a quello che verrà chiedendosi “cosa pensi di oggi e di ieri?” anche senza, per forza, rifugiarsi nell’area tematica dell’amore.

Mameli, Amarcord

Il racconto di questo Amarcord suona quanto mai coerente ed omogeneo nelle proprie radici quanto nelle definitive desinenze che offre all’ascoltatore. Mameli canta di sè, lo fa senza filtri e senza quell’eccessiva volontà di rendere le canzoni fruibili ed interpretabili ai più che oggi spesso si riscontra nello scenario musicale e discografico nostrano. Il messaggio del cantautore catanese arriva preciso ed immediato: pochi fronzoli ma un’immediatezza, a volte anche eccessivamente sintetica, di linguaggio e di racconto rendono questo disco sicuramente una buona fotografia di cosa sia oggi Mameli. ‘Amarcord’, proprio per tutto questo, è un disco figlio dell’oggi: dell’oggi del Mameli cantante, cresciuto vocalmente e autorialmente, ma anche del Mameli persona, che con queste parole ha raccontato la propria vita e la propria esistenza nel modo più immediato possibile.

Migliori tracce | Amarcord – Anche quando piove

Voto complessivo | 7.3/10

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Amarcord | Tracklist e stelline

  1. Sopra di me ★★★★★★★★½
    [Mameli, Federica Abbate]
  2. Amarcord ★★★★★★★★★
    [Mameli]
  3. Borotalco feat. Lorenzo Fragola ★★★★★★★★½
    [Mameli, Lorenzo Fragola]
  4. Buoni x nulla ★★★★★★★
    [Mameli, Francesco Siliotto]
  5. Record ★★★★★★☆
    [Mameli]
  6. Non ci sei più ★★★★★★½
    [Mameli, Giovanni Cerrati]
  7. Anche quando piove feat. Alex Britti★★★★★★☆
    [Mameli, Alex Britti]
  8. Argomento triste ★★★★★★★★☆
    [Mameli
  9. Maniglie ★★★★★★★★½
    [Mameli]
  10. Futuro ★★★★★★★★☆
    [Mameli
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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