A tu per tu con il cantautore catanese, in occasione dell’uscita del singolo “Senza di te” con i Sierra

A circa un anno di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Mario Castiglione, in arte Mameli, per parlare del suo nuovo singolo realizzato con i Sierra, terzi classificati all’ultima edizione di X Factor, intitolato “Senza di te”. Un bel brano estivo che esula dal concetto di tormentone così come lo conosciamo e che strizza l’occhio verso interessanti sonorità urban e indie-pop.

Ciao Mario, bentrovato. Partiamo da “Senza di te”, il tuo nuovo singolo fresco di uscita realizzato con i Sierra. Come sono nati questo pezzo e questo incontro? 

«Il pezzo è nato di getto, è stata una roba venuta fuori veramente a caso, nel senso che non c’era l’idea di realizzare un pezzo insieme. Loro sono venuti da me in studio a Milano lo scorso gennaio per registrare, da lì ci siamo confrontati scambiandoci pareri sulle rispettive canzoni inedite, avevo tra le mani un bit e un ritornello buttati giù il giorno prima, in circa un ora e mezza hanno aggiunto le strofe e in un pomeriggio abbiamo chiuso il pezzo. Il risultato ci soddisfa, anche perché è venuto fuori in modo del tutto sincero, ammeto che è stato davvero molto divertente».

Come siete arrivati a questo sound che unisce un po’ quelli che sono i vostri rispettivi mondi?

«Fondamentalmente proveniamo da generi musicali abbastanza diversi, partendo dal presupposto che io sono più acustico e loro un po’ più elettronici. Anche nella scrittura viaggiamo su binari abbastanza differenti, loro sono molto più urban di me, io un bel po’ più cantautorale. In realtà, anche noi ci siamo sorpresi del risultato, non era poi così scontato, proprio perché facciamo tendenzialmente cose diverse, ma che insieme stanno bene».

Un brano che esce in un’estate che non sarà di certo uguale alle altre, personalmente come te la immagini?

«Probabilmente è anche questo aspetto che dona al pezzo un’attitudine che non è quella da super tormentone, anche perché non ce l’ho proprio l’approccio a quel tipo di brani. In realtà “Senza di te” è uno degli apici della mia solarità (sorride, ndr), il titolo stesso non ti da la sensazione che sia un brano estivo. Per quanto mi riguarda, l’augurio per questa estate è quello di trovare un po’ di tranquillità, farsi un bagno, rilassarsi un po’. Naturalmente ci sarà molta meno movida, un sacco di restrizioni, il divertimento ci mancherà ma, secondo me, la cosa fondamentale è ritagliarsi un piccolo spazio per un po’ di serenità».

Al netto di tutta questa confusione dovuta al momento così particolare, come stanno procedendo i lavori per il tuo nuovo album? Cosa puoi anticiparci a riguardo?

«I lavori dell’album non hanno subito una battuta d’arresto, fortunatamente, anche perché lo produco io, quindi sono io che me la suono e me la canto (ride, ndr). Nelle ultime settimane sto riprendendo a lavorare con gli altri musicisti, per tre mesi ho fatto tutto praticamente da solo, ma sono abituato sai? Il mio primo EP “Inno” l’ho realizzato a casa, c’eravamo io, il computer, le casse e le cuffie. Per questo nuovo disco, invece, siamo riusciti a fare tutto, lo stiamo rifinendo, alcune canzoni le ho scritte con la chitarra durante il lockdown, credo che gli stati d’animo avvertiti in questo periodo si sentiranno, perché le musica riflette sempre le situazioni e le emozioni che stai vivendo».

Per concludere, che ruolo possono avere la musica e l’arte in generale in questa ripartenza?

«Aiutare le persone, anche se credo che gran parte del lavoro la musica lo abbia già fatto nel corso della vera e propria emergenza. In generale, mi auguro che l’arte e la musica, ma anche lo sport e qualsiasi altra forma di intrattenimento, riescano a dare una mano concreta per questa ripartenza. Ci sono state operazioni che hanno aiutato tramite varie situazioni per raccogliere fondi, speriamo che questa cosa continui e, soprattutto, che tutto questo finisca il prima possibile».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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