Mara Sattei: “Il tempo va vissuto, non consumato” – INTERVISTA

Mara Sattei

A tu per tu con Mara Sattei per parlare di “Le cose che non sai di me”, brano che presenterà in gara a Sanremo 2026. La nostra intervista alla cantautrice classe 1995

Dopo l’esordio all’Ariston di tre anni fa, Mara Sattei torna al Festival di Sanremo in un momento cruciale del suo percorso artistico. A precedere questa nuova avventura c’è l’uscita di “Che me ne faccio del tempo” (Epic Records Italy/Sony Music Italy), un disco che mette al centro il tempo come spazio emotivo da abitare, non da rincorrere, e che nella versione fisica (disponibile dal 27 febbraio) includerà anche il brano sanremese “Le cose che non sai di me”.

Proprio questa canzone segna il suo ritorno in gara: una dichiarazione d’amore scritta interamente di suo pugno, dedicata al compagno e futuro marito, nata dal racconto della loro storia cominciata sul palco. Un brano personale, delicato, che trova nuova dimensione nella resa orchestrale e si inserisce perfettamente nel percorso di maturazione della cantautrice, oggi tra le voci più riconoscibili e trasversali della scena italiana.

Nel disco e sul palco non mancano gli incontri significativi: da Noemi a Thasup, fino a Mecna, che la accompagnerà anche nella serata delle cover con “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli, in un omaggio che unisce sensibilità affini. E nel formato fisico del progetto spicca anche la collaborazione con Elisa, a suggellare un momento artistico di forte definizione.

Sanremo 2026 diventa così per Mara Sattei non solo un ritorno, ma un passaggio simbolico: l’occasione per raccontare una nuova consapevolezza, fatta di presenza, scelte intime e tempo finalmente vissuto senza fretta.

Sanremo 2026, Mara Sattei presenta “Le cose che non sai di me”, l’intervista

“Le cose che non sai di me” è il titolo della canzone che ti riporta per la seconda volta. Come te lo immagini e come te lo auguri questo ritorno al Festival?

«Sai che non riesco a immaginarmelo al cento per cento? Voglio vivermelo con tranquillità, senza farmi troppe aspettative. Mi sto godendo tutti i momenti, anche quelli di preparazione. L’obiettivo è arrivare pronta, concentrata, e poi lasciare che le cose succedano. Voglio restare focalizzata e presente, senza sovraccaricare questo ritorno di pensieri inutili».

Il testo de “Le cose che non sai di me” è scritto interamente da te. Quali sensazioni e quali stati d’animo hai voluto raccontare?

«È un brano molto importante per me, perché è una dichiarazione d’amore. L’ho dedicato al mio compagno, al mio futuro marito. Racconta l’inizio della nostra relazione: noi ci siamo conosciuti sul palco, suoniamo insieme, e quando abbiamo iniziato a frequentarci c’erano tante cose che non sapevamo l’uno dell’altra. La canzone parla proprio di questo: della scoperta reciproca, di tutto quello che emerge piano piano quando scegli di condividere la vita con qualcuno».

Avendo già fatto le prove dal vivo con l’orchestra, come suona dal vivo la tua canzone?

«Benissimo! È davvero bellissima con l’orchestra, è stato un momento unico. Sentirla prendere quella dimensione lì, con tutti gli strumenti che la avvolgono, le dà ancora più intensità. Non vedo l’ora di portarla sul palco».

“Che me ne faccio del tempo” è il titolo del tuo nuovo album. In un mondo iperconnesso e veloce, che significato restituisci oggi alla parola tempo?

«Quando penso al tempo penso a quanto sia fondamentale dargli valore. Viviamo sempre di corsa, con la sensazione di essere in ritardo rispetto a qualcosa o a qualcuno. Invece credo sia importante abitarlo, come dico anche nel disco. Viverlo senza fretta, senza l’ansia di dover rincorrere per forza qualcosa. Il tempo va vissuto, non consumato».

In scaletta sono presenti i feat con Elisa, Noemi, Thasup e Mecna. C’è stato un criterio per la scelta degli ospiti da coinvolgere?

«In realtà no, non c’è stato un criterio preciso. È stata la musica a creare le connessioni. I brani sono nati in studio in modo naturale e ogni collaborazione è venuta da sé. Sono tutti artisti che stimo molto, quindi è stato un incontro spontaneo. Ogni pezzo ha trovato il suo compagno di viaggio in maniera organica».

Per concludere, sempre con Mecna, nella serata cover di Sanremo proporrete “L’ultimo bacio”. Cosa rappresenta per te questa canzone e a cosa si deve questa scelta?

«“L’ultimo bacio” di Carmen Consoli per me è uno dei capolavori della musica italiana. Carmen è una delle cantautrici più grandi che abbiamo e volevo renderle omaggio. Farlo insieme a Mecna, che stimo tantissimo e che ha una penna incredibile, è stato naturale. È una combo che mi rende davvero felice, perché unisce rispetto, affinità artistica e sensibilità».

Scritto da Nico Donvito
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