Marco Carta ed i suoi “Bagagli leggeri” per una nuova ripartenza – RECENSIONE

Recensione del nuovo album d’inediti

Una carriera di un’artista spesso è fatta di momenti up intervallati da momenti down, di successi e mezzi flop, di gloria e di ombre, di partenze e brusche frenate. La bravura dell’artista sta, in genere, nel sapersi capire e nel riuscire, poi, a riproporsi al pubblico come nuovo, come più fedele a sè stesso e al proprio sentire. Per Marco Carta questo Bagagli leggeri, settimo album in studio del cantante sardo, è esattamente una nuova partenza, l’inizio di un percorso inedito tutto da ricostruire. Lo è per il cambio radicale della sua situazione discografica (il passaggio da una major ad un’etichetta indipendente ha i suoi pro ed i suoi contro) e perchè a più di dieci anni dall’esordio stellare la spinta data dalle vittorie di Amici e del Festival di Sanremo alla sua carriera possono considerarsi definitivamente esaurite o, per meglio dire, bisognose di essere nuovamente alimentate.

E’ per questo che Bagagli leggeri, uscito lo scorso 21 giugno, rappresenta un’impresa difficile contro cui la voce de ‘La forza mia’ si trova a viaggiare con poche certezze. Con certezze da ricostruire da capo, o quasi. Con bagagli leggeri, appunto.

Ed ecco che, allora, il discorso non poteva che ripartire da dove era stato interrotto: dai suoni elettronici ed up-tempo già sperimentati nell’ultimo progetto (di cui qui la nostra recensione) e dai temi da sempre cari al repertorio di Marco. Arrivano, in questo senso, I giorni migliori, singolo estivo tutto basato sulle doppie voci e su di un arrangiamento condito da tastiere e synth, e Lontano dal sole, estremo assoluto nel senso della ricerca di una contemporaneità nel sound e nella produzione.

La cosa migliore del disco arriva, però, da una verità difficilmente comparabile e talmente intima da rivelarsi toccante all’ascolto. Il tutto si racchiude, ovviamente, nel lead single del progetto, Una foto di me e di te, che già da qualche stagione stava nel cassetto del giovane Marco che qui si trova a fare i conti, in musica, con la figura del proprio padre e con il tema dell’omosessualità. “Non è vero che sono sbagliato se quella volta ho scelto di amare, ho chiuso gli occhi e dopo l’ho baciato, trattengo il fiato per non respirare: io non lo so se tu lo puoi accettare” dice Marco prima di lasciarsi al ricordo di quando “ti aspetto ancora fermo sulle scale con in tasca una foto di te e me, domenica”. Emozionante in quanto vero. Estremamente vero.

Il resto dell’album procede fedele nella direzione del pop-rock all’italiana con una guida ben salda di un team autorale in gran parte inedito per quel che riguarda il repertorio del cantante sardo. Gianluca Florulli, Giovanni Pastorino e Stefano Paviani, su cui ruota gran parte dell’intero progetto, firmano insieme il singolo Io ti riconosco che con un lungo crescendo torna a dedicarsi al tema di un amore che si allontana pur senza spegnersi e, anzi, conserva il desiderio di riaccendersi e riviversi. Su questa scia si collocano, poi, anche le varie La prima cosa da fare, che continua a giocare sul classico schema del crescendo pop fino all’inciso che indaga l’essenza dell’io, Il meglio di noi, che quasi ne risulta la fotocopia a colori partendo più movimentata e ritmica, e la conclusiva Levami il trucco, che avrebbe, forse, meritato una soluzione più acustica invece che il mood dance che si ritrova a fronteggiare.

La vera novità sta, però, nel trovare Marco Carta impegnato per la prima volta, dopo oltre 10 anni di attività, nell’attività autorale. Dalla penna del cantautore sardo escono, con la collaborazione di diversi altri colleghi tre brani che, in modo coerente, si affiancano alla proposta di questo album. Un cuore basterà si propone di realizzare l’ennesimo bel crescendo pop che esplode in un ritornello energico in cui la ritmica e le chitarre si fanno sentire nella contrapposizione con la voce. Me l’hai detto tu, invece, gioca con le tinte estive ed una produzione che fa tanto reggaeton “alla Baby K” ma che, probabilmente, non valorizza appieno l’essenza musicale di Carta che qui fatica anche nella costruzione testuale. L’inizio e la fine esplora, in conclusione, le atmosfere più delicate che vengono, però, annacquate da un arrangiamento non esattamente azzeccato al mood del brano che ne viene penalizzato.

Nel complesso questo nuovo disco di Marco Carta risulta un punto di ripartenza che, però, da troppe poche risposte ai tanti interrogativi a cui, invece, aveva l’obbligo di dare delle risposte. Malgrado la strada dell’up-tempo sia piuttosto recente nel percorso artistico del cantante sardo già sembra essere esauriente e fin troppo povera in quanto a proposte offerte. Il pop-rock più classico, che qui è sufficientemente marginalizzato, subisce la mancanza di brani davvero degni di essere ricordati oltre che una produzione spesso approssimativa, disinteressata e davvero poco ispirata. Mancano prima di tutto le canzoni, quelle canzoni capaci di raccontare davvero un qualcosa e non di assomigliarsi le une alle altre senza restituire all’ascoltatore quella dignità che dovrebbero meritare. Marco ci prova: ci prova con la voce, con lo sforzo di mettersi a scrivere (anche se ancora il risultato risuona acerbo) e con il desiderio chiaro e palese di mettersi a nudo di fronte a chi, dopo tanti anni, ancora lo segue e lo ama per il ragazzo che è. E’ un nudo che, però, trova compimento forse solo in un episodio e che, per il resto del tempo, si concentra a non mostrarsi troppo, a preservare quell’intimità che, invece, bisognerebbe, una volta per tutte, dimenticare (musicalmente parlando, è chiaro). Un disco onesto ma, forse, non così centrato e rivoluzionario per aprire davvero una nuova pagina, per dare inizio a una nuova partenza. I bagagli, stavolta, risultano davvero leggeri, troppo.

Migliori tracce | Una foto di me e di te

Voto complessivo | 6.2/10

Tracklist |

  1. Una foto di me e di te  
    [Raige, Davide Simonetta]
  2. Io ti riconosco
    [Gianluca Florulli, Giovanni Pastorino, Stefano Paviani]
  3. La prima cosa da fare
    [Gianluca Florulli, Giovanni Pastorino, Stefano Paviani]
  4. Lontani dal sole
    [Marco Rettani, Giovanni Pastorino, Stefano Paviani – Giovanni Pastorino, Stefano Paviani]
  5. I giorni migliori
    [Marco Rettani, Gabriele Oggiano, Giovanni Pastorino]
  6. Un cuore basterà
    [Marco Carta, Alessandro Ciffo – Andrea Amati, Alessandro Ciffo, Giovanni Pastorino]
  7. Il meglio di noi
  8. Me l’hai detto tu
    [Marco Carta, Elisa Erriu – Giovanni Pastorino, Elisa Erriu]
  9. L’inizio e la fine
    [Marco Carta, Stefano Paviani – Stefano Paviani, Giovanni Pastorino]
  10. Levami il trucco
    [Michele Zocca, Alessandro Ciffo, Giovanni Pastorino, Stefano Paviani]

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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