Maria Antonietta e Colombre a Sanremo con “La felicità e basta”, un manifesto gentile e potente – RECENSIONE

Maria Antonietta e Colombre

Un brano fresco che parla di libertà, resistenza quotidiana e felicità come diritto, non come premio. Maria Antonietta e Colombre approdano a Sanremo con “La felicità e basta”

Debutto a Sanremo per Maria Antonietta e Colombre, per la prima volta in gara al Festival con “La felicità e basta”, brano scritto da loro e musicato con Francesco Catitti, aka Katoo, che ne ha curato anche la produzione. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.

Maria Antonietta e Colombre, la recensione di “La felicità e basta”

Bel debutto sanremese per Maria Antonietta e Colombre, che arrivano al Festival con un brano capace di distinguersi subito per scrittura, intenzione e produzione. “La felicità e basta” si presenta come una piccola anomalia luminosa dentro i binari più prevedibili dell’Ariston, grazie anche al lavoro di Katoo, che firma una produzione davvero interessante: curata, delicata, ma allo stesso tempo incisiva.

Non è il classico pezzo d’amore, almeno non nel senso tradizionale del termine. O meglio: lo è, ma in una direzione diversa. Qui l’amore non è soltanto quello romantico, ma è un amore rivolto a se stessi, alla propria libertà, alla possibilità concreta di essere felici senza doverlo meritare o giustificare.

Ed è proprio questo il cuore del brano: la felicità non come premio preconfezionato, non come conquista da esibire, ma come spazio naturale da riprendersi. In un mondo che continua a venderci falsi miti, come l’idea che il benessere personale coincida automaticamente con quello economico, la risposta del duo arriva con un ritornello spiazzante e geniale: “Baby, facciamo insieme una rapina”.

Una provocazione tenera e ironica, un modo per dire: non aspettiamo che la felicità ci cada addosso dal cielo, prendiamocela noi. È un gesto semplice e radicale insieme, un invito a smettere di sentirsi in colpa per il desiderio di stare bene. Il brano riesce a unire intimità e apertura popolare, mantenendo viva la loro radice cantautoriale e trasformandola in un linguaggio contemporaneo, diretto, universale.

Dopo anni di percorsi paralleli, dischi, tour, ricerca e coerenza, Sanremo rappresenta per Maria Antonietta e Colombre non un punto di arrivo, ma una nuova tappa condivisa: due identità forti che scelgono di raccontarsi con una sola voce, portando sul palco una canzone che parla di vita reale, fragilità comuni e felicità possibile.

“La felicità e basta”  è una dichiarazione poetica e civile nel senso più umano del termine. Un invito a stare in piedi insieme. E, semplicemente, a essere felici. Perché non serve poi tanto altro.

Scritto da Nico Donvito
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