Massimo di Cataldo

Recensione del nuovo singolo del cantautore che riflette sul presente

Viviamo giorni difficili da troppo tempo. Viviamo in un modo che difficilmente ci sembra rispondere per davvero all’idea di vita per così come la conoscevamo. Viviamo momenti in cui appare sempre più facile lasciarsi andare allo scoraggiamento. Abbiamo tutti un po’ bisogno di tornare a guardare al domani con fiducia, di trovare un appiglio a cui aggrapparsi e di trovare un punto di svolta che ci riporti a sognare. Massimo di Cataldo ha deciso di raccontare tutto questo nel suo nuovo singolo C’è bisogno di credere.

“Certe volte mi domando se qualcuno non si senta come me”. Parte da qui, dal guardarsi dentro per poi guardarsi intorno, la narrazione di un brano fortemente proiettato al racconto dell’esatto presente pur senza scadere in una retorica spicciola e a volte polverosa. Il punto di partenza è proprio quello smarrimento che ognuno di noi, in quest’ultimo anno, ha provato di fronte ad una vita-non-vita: “Sono stanco ormai di non capire e non so neanche più come reagire”. Massimo di Cataldo ci mette tutto se stesso, tutta la sua abilità di incastrare le parole nella melodia usando quella sincerità interiore che non ha paura di mostrarsi insieme alle proprie insicurezze e fragilità.

‘C’è bisogno di credere’, però, non è un manifesto di disperazione, solitudine e smarrimento come potrebbe apparire fermandosi al punto di partenza di questa narrazione. In realtà, la canzone risulta un grido di fiducia convinto e positivo“Ho bisogno di credere che sia ancora possibile abbracciarsi per strada in un giorno qualunque e non restare divisi a un metro distante” racconta con la sua abituale profondità timbrica Massimo di Cataldo prima di intrecciare la narrazione con un’immagine più amorosa, emozionale e sentimentale che rende il brano ancor più condivisibile ed interpretabile dall’ascoltatore.

Tra i versi si cela, però, un salto narrativo non indifferente. Dall’io del primo inciso si passa al noi della seconda parte del brano che invoca per tutti il fatto che “c’è bisogno di credere che sia ancora possibile sentir gridare la vita accendendo la radio per ritrovarci a cantare in un coro da stadio”. Ed è qui che la canzone diventa universale rendendosi parte di un tutto, un io che si consola capendo di essere parte di un noi più grande con cui è possibile lottare, condividere e sperare di tornare a vivere.

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C’è bisogno di credere | Testo

Certe volte mi domando che ci faccio in questo mondo così solo
Certe volte poi riprendo il volo senza guardare giù
Ma se non vedo più il sorriso della gente che mi passa proprio accanto
Come faccio a non sentirmi spento, a non chiedermi se io soltanto

Ho bisogno di credere che sia ancora possibile
Abbracciarsi per strada in giorno qualunque
E non restare divisi a un metro distante
Perché ho bisogno per vivere di vederti sorridere
Non soltanto in un sogno sentirti vicino
Finché si possa tornare a tenerci per mano
Ho bisogno di te, di te, di te
Ho bisogno di te, di te, di te

Perché credo davvero che un’anima non puoi toccarla ma c’è
Certe volte mi domando se qualcuno non si senta come me
Che sono stanco ormai di non capire e non so neanche più come reagire
Eppure adesso ho l’impressione che qualcosa stia cambiando dentro noi
Che vorremmo ritrovare un senso per uscire da questo momento

C’è bisogno di credere che sia ancora possibile
Sentir gridare la vita accendendo la radio
E ritrovarci a cantare in un coro da stadio
Perché ho bisogno per vivere di poterti sorridere
Non soltanto in un sogno sentirti vicino
Ma baciarti di nuovo quando ci incontreremo
Ho bisogno di te, di te, di te
Ho bisogno di te, di te, di te
Ho bisogno di dare e ricevere tutto l’amore che c’è

Se vuoi tu chiamala speranza
Ma non basta la pazienza per tornare insieme a vivere

C’è bisogno di credere
In un giorno di sole che ci rassereni
Per tornare a giocare come da bambini
Perché ho bisogno per vivere di vederti sorridere
Non soltanto in un sogno sentirti vicino
E baciarti ogni volta che c’incontreremo
Ho bisogno di te, di te, di te
Ho bisogno di te, di te, di te
Ho bisogno di credere che la fine non è

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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