Matilde: “Se ami davvero rispetti i tempi” – INTERVISTA

Matilde

A tu per tu con Matilde in occasione dell’uscita dell’Ep “Rehab”, pubblicato da Columbia Records / Sony Music Italy lo scorso 19 dicembre. La nostra intervista alla cantautrice ticinese

Si intitola “Rehab” il nuovo Ep di Matilde Casalini, in arte semplicemente Matilde, composto da sei brani e nato come un percorso di reset, un ritorno alle origini, un invito ad alleggerirsi e a recuperare una connessione più autentica con sé stessi e con la natura, liberandosi dal superfluo.

Il titolo richiama l’idea di recovery, un recupero simbolico dalla dimensione materiale per ritornare a quella essenziale. Nei brani compaiono scenari legati alla Pachamama, alla madre terra, e a una vita più semplice, in cui si vive giorno per giorno concentrandosi solo su ciò che conta davvero. Un invito a seguire l’istinto, riconnettersi alle proprie origini e cercare leggerezza, sia nel sound che nel modo di stare al mondo.

Il progetto amplia e approfondisce il legame tra la musica di Matilde e la dimensione naturale, già centrale nella sua scrittura, trasformando la parola “Rehab” in una metafora emotiva di respiro, recupero e rifondazione personale. Ecco cosa ci ha raccontato la giovane cantautrice ticinese.

“Rehab” è un titolo forte, quando e come hai capito che sarebbe stato il nome giusto per l’Ep?

«La prima traccia dell’EP, nella primissima frase dice proprio “vengo da un Rehab”. Il significato in italiano é “ricovero”, io lo intendo come metafora: prendersi del tempo per se stessi e capire cosa davvero ci può aiutare a stare bene e cosa no».

La Pachamama, la madre terra, torna spesso nell’immaginario di questo lavoro. Quanto è importante per te il legame con la natura, anche nella vita di tutti i giorni, oltre che nella scrittura?

«Io sono affascinata dalla natura, ci circonda, si adatta, trova il modo di sopravvivere oppure si riforma in altro modo, in modo nuovo, credo che dovremmo imparare da lei. Quando cerco il mio equilibrio interiore e respiro tutto ciò che immagino è naturale, perché è ciò che mi da pace. Per questo per me è importante».

“Unica” è focus track di questo progetto, com’è nata la canzone e l’idea di tornare a collaborare con Germo67?

«Il brano è nato un giorno in studio, iniziato e finito, infatti le rec sono le stesse del brano che trovate sulle piattaforme. Germo è da sempre stato molto importante per me a livello musicale, sono cresciuta con lui e mi piace poterlo integrare in ogni mio nuovo progetto».

A proposito del tuo avvicinamento alla musica: c’è stato un episodio particolare, una qualche epifania, che ti ha fatto capire che questa era la tua strada oppure si è trattato di un processo di consapevolezza più graduale?

«Ho sempre amato cantare, ancora oggi quando chiedono alla mia famiglia o ai miei parenti rispondono che i viaggi in auto con me da piccola sono stati sofferti perché volevo sempre cantare (ovviamente le canzoni dello zecchino d’oro). Se dovessi pensare ad un momento preciso direi verso la fine delle scuole medie quando l’orientatore scolastico è venuto a parlare ad ognuno di noi per aiutarci a capire che lavoro volessimo fare nella vita e quindi che scuola superiore volessimo fare. Non c’era nulla che riguardava la musica all’inizio, se non lavorare in un negozio di vendita di CD e altro. È stato difficile ma sono felice di aver sempre seguito la mia strada».

Quali ascolti hanno segnato e influenzato la tua crescita artistica?

«Non so se la mia musica è influenzata da qualcuno di preciso, ma direi i miei artisti preferiti o i più ascoltati durante la crescita, tipo: Lucio Battisti, Zucchero, Venditti, Madame, Justin Bieber e Nayt».

Quanto conta la dimensione live e quanto influenza in termini di suono i tuoi progetti in studio?

«La dimensione live per me è la più importante, è la musica vera, è emozione e vicinanza con chi ti viene ad ascoltare. Mi piace sempre portare i miei brani anche in versione acustica per dare una visione ancora più amplificata di ciò che sono e sento».

Per concludere, qual è la lezione più grande che senti di aver acquisito dalla musica fino ad oggi?

«Sicuramente che bisogna avere pazienza, perseveranza, passione e a volte anche un po’ di fortuna. Non ci sono tempi né sicurezze, lo può fare solo chi prova davvero amore per la musica. E se ami davvero rispetti i tempi».

Scritto da Nico Donvito
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