Matteo Alieno, tutto quello che c’è da sapere sul nuovo album “Stare al mondo”
È disponibile dallo scorso 27 marzo 2026 il nuovo album di Matteo Alieno, intitolato “Stare al mondo”, disponibile per Honiro / Island Records (Universal Music Italia
Un disco per i disorientati, gli smarriti, gli sperduti, i ritardatari, gli insoddisfatti, sempre a metà strada tra cadere rovinosamente e spiccare il volo. “Stare al mondo” è il nuovo album di Matteo Alieno, pubblicato lo scorso venerdì 27 marzo per Honiro / Island Records (Universal Music Italia).
Quali sono le istruzioni giuste per vivere? Cosa vuol dire e come si fa a diventare grandi? Come si sopravvive in un mondo di squali, come si fa ad aggiustare il tiro per tirarsi su? Perché a volte ci sentiamo come il marziano di Ennio Flaiano nel suo racconto “Un marziano a Roma”, trascinati in quella traumatica e assurda parabola che ci rimbalza tra l’attirare attenzione in modo spasmodico e quasi morboso e l’essere ignorati e sprofondare nell’invisibilità?
Matteo Alieno non lo sa, ma per provare a scoprirlo ha scritto un album che è dedicato a tutte le persone come lui: spaesate nel caos della vita, ma che non smettono mai di cercare il loro posto nel mondo, scontrandosi con una realtà che li ostacola, li fa sentire diversi e in colpa per esserlo. Un diario che, pagina dopo pagina, racconta e affronta con coraggio e a cuore aperto il viaggio più complesso e faticoso di tutti, quello della vita.
“Si chiama ‘Stare al mondo’ ma parla di uno che non ci sa stare, che sarei io – racconta l’artista – è il disco che da bambino avrei tanto voluto ascoltare, credo che mi avrebbe aiutato. Ricordo che a 5 anni già pensavo che un giorno sarei morto, e che avevo solamente una vita, ma come si fa a capire come vivere se si vive una volta sola? Probabilmente alla fine, se ci fosse un Dio, chiederei un’altra vita, ma magari non sarei preparato neanche allora”.
Quello del cantautore, autore e polistrumentista romano è un pop d’autore che affonda la sue radici nell’immaginario italiano e internazionale degli anni ’70 per poi avvicinarsi al mondo indie rock britannico, dando vita a canzoni esistenzialiste, dove una scrittura per immagini va a scandagliare anche gli angoli più segreti delle sue emozioni, quelli più difficili da affrontare e confessare.
“Stare al mondo” è un disco genuino nelle parole così come nella musica: tutto è completamente suonato, umano, analogico. Un album nato dalla passione e da un’urgenza, mai da un’interesse: non dal desiderio di fare qualcosa che funziona, ma solo dalla voglia di sperimentare.
Si respira l’amore per la musica e il divertirsi nel farla, e nel farla insieme. Fondamentale infatti è la presenza di Luca Caruso, con cui Matteo ha lavorato a Londra, dove stare al mondo è nato e cresciuto, e che ha prodotto, in gran parte suonato e co-scritto tre tracce del disco (l’unica altra firma ospite nei testi è quella di Fulminacci in nessuno sa stare al mondo), contribuendo in modo determinante a costruire un sound vario e ricco ma coeso e sempre coerente con se stesso, che si fa a seconda delle circostanze introspettivo o giocoso, energico o orchestrale.
Un disco capace di coniugare le lezioni del grande cantautorato italiano, in primis Lucio Dalla ma anche Gino Paoli, Rino Gaetano, Piero Ciampi arrivando fino a Giovanni Truppi, e un sound molteplice in cui risuona la sua anima di ascoltatore onnivoro, cresciuto dai Beatles e dai Beach Boys, da sperimentatori come David Bowie e Radiohead arrivando a band come Verve e Oasis e nomi più contemporanei come Geese e Cameron Winter.
A fare da collante, in questo ampio e raffinato panorama sonoro, è la penna inconfondibile di Matteo Alieno. Testi immediati ma cesellati, capaci di essere ironici e malinconici, a tratti strazianti nella loro sincerità assoluta, intimi e universali, profondi e lievi, che si fanno domande senza pretendere di arrivare a risposte definitive o universali. Ma farsele, quelle domande, è la cosa più importante e più complicata che possa esserci. È l’unico sistema per arrivare ad accettare il mondo che ci circonda e se stessi: smettere di inseguire un obiettivo, di rincorrere un sogno o un senso inculcato da altri. Trovare il proprio modo di crescere, amare, soffrire, anche di non fare nulla: di stare al mondo, abitare il proprio tempo, esistere nel proprio personalissimo modo.
La famiglia, gli amici, le relazioni, i contrasti interiori, le difficoltà di essere o sentirsi un outsider, di diventare grandi, di fare musica in un mondo sempre più mangiato dal business, il voler sopravvivere anche quando ci sembra di andare sempre contromano, di non essere mai abbastanza o mai giusti, mai in tempo, mai sul pezzo, sempre fuori posto: Matteo mette tutto sul piatto, mostrandosi nudo e inerme di fronte al suo pubblico.
“È difficile trovare il proprio posto nel mondo quando ci si sente esclusi, ma è lì che devi trovare la tua strada, quella fuori pista, quella che non è stata già battuta – conclude Matteo – è faticoso ma è il percorso giusto, che ti porta ad avere la vista più bella”.
Matteo Alieno prende per mano chi lo ascolta e gli apre le porte del suo mondo. Esorcizza i suoi timori, i dubbi, i dolori e le fragilità nella condivisione, squarciando quel muro di silenzio e paura del giudizio altrui dietro cui la realtà ci porta a barricarci. Ci invita con l’esempio a lasciarci accogliere e abbracciare tutta la nostra essenza, come dovremmo abbracciare anche noi stessi un po’ più spesso.
L’album sarà presentato live in due date speciali: mercoledì 29 aprile al Monk a Roma e giovedì 7 Maggio all’Arci Bellezza a Milano. Prevendite: https://www.locusta.net/matteo-alieno-concerti-nei-club
Matteo Alieno, la tracklist di “Stare al mondo”
- Il protagonista
- Nessuno sa stare al mondo
- Chi vince, che vince?
- Tonno
- Fossi più leggera
- Piselli
- Spalle
- Ansia
- Persone
- Si può fare