Matteo Faustini

Intervista al cantautore bresciano per presentare il nuovo singolo

Dopo la pubblicazione di ‘1+1’ ‘Stanco di piangere’ per il giovane Matteo Faustini è arrivato Per donare‘ a segnare il percorso di avvicinamento alla pubblicazione del nuovo album d’inediti. Un lavoro che si preannuncia fedele alle tematiche d’indagine di sè più care alla penna della voce di ‘Nel bene e nel male’ ma, contemporaneamente, anche aperto alla sperimentazione di nuovi linguaggi e formule. Abbiamo parlato di questa nuova uscita e di tanti nuovi progetti direttamente con Matteo Faustini:

Ben ritrovato Matteo! L’ultima volta che ci siamo sentiti era circa un anno fa per presentare La bocca del cuore. In questo tempo sono accadute tante cose: nuovi brani, i concerti estivi, il tentativo di ritorno a Sanremo… Che anno è stato per te il 2021?

«In generale è stato un anno discutibile ma mi piace pensare soprattutto alle cose belle. Personalmente credo fortemente nella scia di un esempio e mi piace pensare di usare la mia vita per fare del bene. Dal punto di vista musicale è stato un anno molto difficile con continue false ripartenze. Ho sfruttato comunque quei momenti di chiusura per scrivere usando la musica per provare a star meglio. E’ stato un anno di tentativi, a volte riusciti a volte no, ma il segreto, dal mio punto di vista, sta sempre nel provarci».

Matteo Faustini

Da qualche giorno sei tornato in radio con il singolo inedito Per donare. Qual è l’esigenza che ha mosso la scrittura di questa canzone?

«Mi sono sempre reputato molto bravo a perdonare con il cervello. Non sono mai stato davvero bravo a perdonare con il cuore. Ho scritto questa canzone per provare a perdonare anche con quello. Credo che chi è debole dimentica, chi è forte accetta e chi ha imparato perdona. Non è facile farlo ma ho provato. Lo ho fatto con l’unico modo che conosco: scrivendo».

Non so se è capitato anche a te di riflettere attorno al concetto che spesse volte ci troviamo a dire a noi stessi di essere finalmente in grado di perdonarci, di capirci o di accettarci. La domanda è: come ci si accorge di esserci davvero riusciti? Che cosa ti da la misura di essere riuscito a risolvere quello che, fino a prima, non comprendevi di te stesso?

«Il cominciare a respirare veramente o a scoprirti più leggero. A volte ci si accorge come una situazione che ha sempre generato ansie o lesioni, ad un certo punto, non è nulla di più che indifferente. Quel distacco emotivo è il posto in cui si finisce per trovare un vecchio legame del tutto tranciato a metà. Se ogni giorno ci si continua a ripetere, anche con il cuore, di sentirsi meglio, a lungo andare qualcosa finalmente sarà pronto a cambiare».

Tra l’altro questo brano è accompagnato da un bellissimo videoclip. Com’è andata sulla neve?

«Mi ha messo a dura prova questo videoclip ma mi sono divertito tantissimo e credo che sia uscito un lavoro perfetto per dare ancora maggior forza al contenuto di questa canzone. La prossima volta proporrei il deserto!».

E’ un brano che, correggimi se sbaglio, con la produzione di Kikko Palmosi va alla ricerca anche di un suono pop meno tradizionale, più votato anche a qualche leggera sfumatura di elettronica. Perché la scelta di provare anche questa deviazione?

«Penso fondamentalmente che quello che conta maggiormente per la mia musica è il contenuto, quello che comunico con le parole. All’interno di un disco sono portato a credere sia giusto dare spazio a contenitori diversi o anche soltanto sperimentarli. Mi piace creare versatilità da questo punto di vista. Quello che mi interessa è rimanere coerente sotto il profilo del contenuto. Sto cercando di concedermi possibilità anche dove ancora non sono ancora andato anche per provare a diffondere il più possibile i miei contenuti».

Accennavi al dolore poco fa. Il dolore di quest’ultimo anno credi sia stato lo stesso di quello che in ‘Per donare’ colleghi direttamente al tuo passato?

«E’ decisamente diminuito. Spero di non arrivare mai più a provare certi dolori. Penso che potrà ricapitarmi soltanto quando dovrò affrontare la perdita di qualcuno di davvero importante e vicino a me».

Credi che sia diminuito perché la vita ti ha riservato la fortuna di viverne meno o perché tu hai, in qualche modo, imparato ad evitarlo?

«L’ho evitato perché penso di essere riuscito a modificare i contesti malati nei quali vivevo. In passato ho provato a scappare ma non ha funzionato. Credo che la cosa giusta da fare sia stata, invece, rimanere in quegli stessi contesti cambiandoli da dentro. Ho iniziato a voler bene anche a quei momenti di dolore e penso che quando si riesce a farlo, in qualche modo, li si costringe a presentarsi di meno».

Accennavi ad nuovo progetto… a che punto siamo?

«Ci siamo quasi! Da qui ad un mese dovremmo chiudere i lavori di mix e master per cui in primavera penso uscirà questo nuovo disco. Io sto già lavorando al terzo (ride)».

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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