“Mi piaci ma non troppo” di Pierdavide Carone: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Mi piaci ma non troppo” di Pierdavide Carone
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2010 con “Mi piaci ma non troppo” di Pierdavide Carone.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Mi piaci ma non troppo” di Pierdavide Carone
“Mi piaci ma non troppo” di Pierdavide Carone è uno dei brani più rappresentativi della sua prima fase artistica, pubblicato nel 2010 dopo la sua esperienza ad Amici di Maria De Filippi. Estratto dall’album d’esordio “Una canzone pop“, il pezzo si distingue per la sua scrittura ironica, diretta e volutamente contraddittoria, capace di raccontare le dinamiche reali e imperfette di una relazione sentimentale.
Il testo costruisce un ritratto del partner attraverso una serie di accuse leggere, quasi giocose: “perché giochi a far l’intelligente”, “perché troppe volte fai l’amore”, “perché c’hai ragione quando hai torto”. È una descrizione volutamente esagerata, che trasforma i difetti in motivi di insofferenza, ma allo stesso tempo li rende parte del fascino complessivo della relazione.
Il ritornello “gira la ruota dell’amore e non la puoi fermare” introduce una metafora centrale: l’amore come movimento incontrollabile, ciclico, che trascina i protagonisti senza possibilità di uscita. Anche quando il narratore tenta la fuga (“vorrei correre lontano (magari Milano)”), viene inevitabilmente riportato al punto di partenza. È una rappresentazione ironica ma efficace della dipendenza emotiva.
“Mi piaci ma non troppo” è una canzone che fotografa con ironia le contraddizioni dell’amore giovane: un sentimento instabile, rumoroso, spesso incoerente, ma proprio per questo autentico. Non cerca di risolvere il conflitto tra attrazione e insofferenza, ma lo accetta come parte naturale del gioco emotivo.
Il testo di “Mi piaci ma non troppo” di Pierdavide Carone
Mi piaci, ma non troppo
Perché sei simpatica e invadente
Mi piaci, ma non troppo
Perché giochi a far l’intelligente
Mi piaci, ma non troppo
Perché troppe volte fai l’amore
Ma mi piaci, ma non troppo
Ma mi piaci
Mi piaci, ma non troppo
Perché c’hai ragione quando hai torto
Mi piaci, ma non troppo
Prima t’amo e poi non ti sopporto
Mi piaci perché sei orgogliosa
Ma non troppo e sei gelosa
Ma mi piaci, ma non troppo
Ma mi piaci
Gira la ruota dell’amore
E non la puoi fermare
Ma gira pure la mia testa
Starti dietro fa male
E vorrei correre lontano (magari Milano)
Ma poi ti trovo sempre qui
Vaff-, va bene così
Mi piaci, ma non troppo
Perché credi di essere speciale
Mi piaci e pure troppo
Ma la smetti di essere animale
Mi piaci come Jekyll
Ma non troppo se diventi Hyde
Ma mi piaci (ma mi piaci)
Ma non troppo (ma non troppo)
Ma mi piaci
Gira la ruota dell’amore
E non la puoi fermare
Ma gira pure la mia testa
Starti dietro fa male
E vorrei correre lontano (magari Milano)
Ma poi ti trovo sempre qui
Vaff-, va bene così
Gira la ruota dell’amore
E non la puoi fermare
Ma gira pure la mia testa
Starti dietro fa male
E vorrei correre lontano (magari Milano)
Ma poi ti trovo sempre qui
Vaff-, va bene così
Gira la ruota dell’amore
E non la puoi fermare
Ma gira pure la mia testa
Starti dietro fa male
E vorrei correre lontano (e basta co’ sta Milano)
Ma poi ti trovo sempre qui
Vaff-, va bene così