Miguel Wave: “Nella musica porto le mie origini latine e la mia storia” – INTERVISTA

A tu per tu con l’artista colombiano, fuori con il singolo “Il resto non esiste più (Yeah Yeah Yeah)”

Ballerino e cantante o cantante e ballerino poco importa, al di là dell’ordine in cui possiamo scriverlo, Miguel Chavez è senz’altro un performer a 360°, lo abbiamo conosciuto come danzatore nel corso della prima fase dell’ultima edizione di “Amici” e lo ritroviamo oggi in airplay radiofonico con lo pseudonimo di Miguel Wave e il singolo “Il resto non esiste più (Yeah Yeah Yeah)”, disponibile dallo scorso 21 giugno. Il brano, prodotto da Don JoeJoe Vain, pubblicato da Artist First, rappresenta il suo personale esordio discografico.

Ciao Miguel, partiamo da “Il resto non esiste più (Yeah Yeah Yeah)”, che sapore ha per te questo singolo d’esordio?

«Mi sembra ricco di sapori freschi e dolci: è un singolo perfetto per l’estate, ma non solo e mi auguro che possa andare oltre. Che racconti qualcosa in più di me alle persone che mi seguono e mi sostengono con grande affetto».

Un brano prodotto da Don Joe e Joe Vain, com’è stato lavorare con loro?

«Credo di essere stato fortunato a poter lavorare con Don Joe e Joe Vain perché sono stati molto attenti alle mie richieste. Non era facile per loro: sono abituati a lavorare su bit trap, io avevo in mente altre sonorità e loro le hanno trovate. Fin dal primo ascolto la base musicale mi si è incollata addosso come una seconda pelle».

A livello musicale, ti sei trovato a tuo agio in questo tipo di sonorità?

«Assolutamente sì, questo genere di suoni e di melodie si adatta molto bene al mio timbro di voce. Dentro ci sono le mie origini latine, la mia storia».

Un brano che coniuga sia la tua passione per la danza che quella per la musica?

«Sì. Questo brano è stato pensato per essere ballabile. In più volevo che il concetto del ballo fosse presente nel testo proprio per far capire che la danza per me è molto importante, anzi fondamentale. Attraverso la danza ho iniziato un percorso di crescita personale e artistica. Questa canzone è incentrata sul senso del ballo. Ho voluto che fosse una “sorpresa”, una maniera per far capire alla gente che di passioni se ne possono avere tante e non ci si deve  limitare solamente ad averne una. Che adoro ballare e cantare».

Quali caratteristiche accomunano queste due forme d’arte?

«Ho sempre amato ballare e cantare. Per quanto mi riguarda si tratta di due passioni forti, fanno parte di me, del mio modo di essere. Tutte e due richiedono molto impegno e serietà. Io ce la metto tutta per imparare e per crescere sempre in entrambe».

Quali sono i tuoi modelli artistici di riferimento?

«Non riesco ad avere un modello o un mito, ho diversi punti di riferimento che cambiano di volta in volta».

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di “Amici”?

«“Amici” è stato l’inizio di qualcosa di grande, perché mi ha aiutato molto a lavorare su me stesso, sia a livello personale che artistico. Ho avuto modo di studiare e di confrontarmi con altri compagni di viaggio ogni giorno. La scuola di “Amici” è una palestra che ti prepara al mondo vero e reale. Ad “Amici” ho imparato che se si lavora con determinazione, impegno e sopratutto con il cuore si possono realizzare i propri sogni e questo, per me, è stata la chiave per aprire porte che si affacciano su mondi sconosciuti. Inoltre tengo molto a dire che bisogna sempre di avere tanta pazienza perché tante volte sbagliamo nel volere tutto subito».

Che effetto ti ha fatto ricevere la prestigiosa borsa di studio, fortemente voluta da Timor Steffens?

«Per me è stata una benedizione. La dimostrazione che l’impegno che uno mette nelle cose viene sempre ripagato in positivo. Ricevere questa borsa di studio da parte di un maestro prestigioso come Timor Steffens  è stato un regalo enorme. Lui è stato un grande punto di riferimento per me ad “Amici”. Mi  ha sempre aiutato in tutti i modi. La sua stima nei miei confronti mi ha motivato  tantissimo e mi ha spinto oltre i miei limiti per dare il 110% delle mie possibilità.. Ed è un onore essere stato chiamato da lui a far parte del corpo di ballo di “Dance Dance Dance” ad Amsterdam. È un’altra sfida, un altro “regalo” di Timor, per me lui è un vero Maestro».

Per concludere, cosa desideri fare “da grande”, ti piacerebbe continuare ad alternare sia il canto che la danza?

«Ad “Amici” i ragazzi sono divisi in due categorie ed è  giusto così. Io sono entrato come ballerino e ho avuto la possibilità di imparare tanto, però preferisco evitare le divisioni nette. Io posso assicurarti che le mie passioni rimaranno queste e che voglio praticarle entrambe. Voglio diventare un performer che intreccia danza e canto».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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