coro bambini

Mr.Rain e Dente: spezzoni di un’unica canzone?

Quando il rap si fa pop e strizza l’occhio all’indie

Cos’hanno in comune un rapper come Mr. Rain e un cantante indie come Dente? Una canzone d’amore e un coro di bambini a rinforzare e sublimare il messaggio contenuto nel testo. L’amore a due e la sua prospettiva nel futuro di una coppia sono i temi centrali della canzone sanremese “Supereroi” e di “Vieni a vivere”.

Da un punto di vista semantico, i due testi sono così vicini da poterli considerare un’unica canzone e cogliere il senso dell’amore fra le persone. Il sentimento puro e, per certi versi, idealizzante di Mr.Rain, “si nasce soli e si muore nel cuore di qualcun altro Siamo angeli con un’ala soltanto e riusciremo a volare Solo restando l’uno accanto all’altro”, in Dente, si trasforma nell’amore che si fa progetto e nella voglia di fare casa insieme, “a nido d’ape o a lisca di pesce Facciamo una casetta tutta come ci va. Mettiamo un letto sul pavimento Che al mal di schiena ci pensiamo nell’aldilà. Prendiamo tutti gli accorgimenti, La testa a nord, le gambe 10 gradi a sud-est”.

Se Mr.Rain canta l’unione di due ali che soltanto insieme prendono il volo, così che “camminerò A un passo da te E fermeremo il vento come dentro agli uragani”, Dente aspira alla routine dei piccoli gesti quotidiani, “poi fumiamo le sigarette Che a casa nostra non ci vengono mamma e papà. Mangiamo tutte le scatolette, Beviamo birra, andiamo a fare la spesa al discount (…) Mettiamo un disco sul giradisco, Baci in cucina, Baci in sala, Baci in garage”.

Se per Mr.Rain, basta trovarsi, riconoscersi e mettersi insieme per diventare “supereroi Come io e te”, secondo Dente è la famiglia con i figli a vincere sul futuro incerto; perciò “facciamo 120 bambini Tutti con dei nomi molto particolari, Così gli canto una canzone, Di quelle belle che li fanno addormentare”.

Resta la paura, come aspetto emotivo comune alle due canzoni, risolta in modo differente dal punto di vista testuale: per Dente, la paura genera il dubbio e si traduce nell’interrogativa “com’è che non ti muovi? Com’è possibile?”, a chiusura del ritornello “vieni a vivere come me”; mentre Mr.Rain rimane sulla prospettiva romantica, “se avrai paura allora stringimi le mani Perché siamo invincibili, vicini E ovunque andrò sarai con me Supereroi Solo io e te Due gocce di pioggia Che salvano il mondo Mi basta un attimo e capisco che ogni cicatrice tua è anche mia Mi basta un attimo per dirti che con te ogni posto è casa mia”.

Due canzoni dense di sentimento e ottime intenzioni, che acquistano ancora più intensità grazie al pianoforte e al coro delle voci bianche; un invito a prendere contatto con la dimensione bambina, la parte più intima e profonda, che spesso scordiamo di avere o trascuriamo per il complicato mondo degli adulti. Forse, il senso unico di questi due pezzi è tutto qui e lo potremmo sintetizzare con le parole del romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, “Il Piccolo Principe”: “ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. “E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

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Francesco Penta

Appassionato della parola in tutte le sue forme; prediligo, in particolar modo, la poesia a schema metrico libero. Strizzo l'occhio all'ironico, all'onirico e al bizzarro. Insieme alla musica sia la parola. Dopo la musica si ascolti il silenzio; da questo "vuoto sonoro" nasca un nuovo concerto.
Appassionato della parola in tutte le sue forme; prediligo, in particolar modo, la poesia a schema metrico libero. Strizzo l'occhio all'ironico, all'onirico e al bizzarro. Insieme alla musica sia la parola. Dopo la musica si ascolti il silenzio; da questo "vuoto sonoro" nasca un nuovo concerto.