A tu per tu con il trio pugliese, fuori dal 7 dicembre con il loro singolo d’esordio intitolato “Carillon”

Si intitola “Carillon” il brano nato dall’intuizione di Neblo, producer e dj pugliese che si è esibito al fianco di personaggi del calibro di David Guetta. Una sera, durante una battaglia di freestyle, nota il talento di due giovanissimi rapper salentini, Worst ed Enemy, e decide di invitarli nel proprio studio di registrazione per produrre qualcosa insieme. La loro è stata un’intesa immediata, come ci raccontano nel corso di questa piacevole chiacchierata.

Ciao ragazzi, partiamo da “Carillon”, il vostro singolo d’esordio, com’è nato e cosa rappresenta per voi?

«“Carillon” nasce dalla voglia di evadere dal mondo circostante attraverso la musica, che può essere definita la sostanza stupefacente più nobile che ci sia. Per noi rappresenta un passo importantissimo. È solo l’inizio».

Quali sonorità avete voluto abbracciare e perché?

«Non abbiamo voluto abbracciare nessuna sonorità in particolare, la canzone è nata in un modo talmente spontaneo che non abbiamo avuto neanche il tempo di pensarci!».

A livello testuale, invece, cosa avete voluto raccontare?

«In “Carillon”, nella nostra “scatola musicale”, abbiamo voluto generalizzare su alcuni dei nostri problemi, provando a far capire come grazie alla musica questi magicamente spariscano».

Come descrivereste il vostro progetto discografico?

«Il nostro progetto è una bomba. C’è un filo conduttore che lega ogni traccia, ma sono tutte diverse tra di loro. Se dovessero chiederci di che genere facciamo parte, risponderemmo “noi facciamo musica”».

A parte il sangue pugliese che scorre inevitabilmente nelle vostre vene, cosa vi accomuna sia a livello personale che artistico?

«La voglia di cambiare le carte in tavola».

Quali ascolti hanno ispirato e accompagnato i vostri rispettivi percorsi?

Neblo: «Sono cresciuto con Elvis Presley, ma non è stata assente mai nessuna influenza nella mia libreria musicale».
Worst«Eminem. Marshall ha cambiato il mio modo di vedere le cose, il mio approccio alla vita quotidiana. Da lui ho capito che la musica spesso può essere vista come uno psicologo al quale parlare dei propri problemi, sfogandosi. Con la sola differenza che qui non esiste il segreto professionale».
Enemy«Intorno ai 13/14 anni ho conosciuto il mondo R&B e SOUL con artisti come T-pain, Usher e Chris Brown -esattamente in questo ordine. La loro presenza artistica e le loro performance mi appartengono profondamente. All’interesse per il mondo R&B, di cui mi piacciono il mood e il sound, ho sempre accostato quello per il rap, ascoltando artisti come 50 Cent, Kanye West, Tyga, Lil Wayne, Drake ed Eminem. Principalmente erano questi i miei ascolti, quindi sì, mi hanno cresciuto!».

Con quale spirito vi affacciate al mercato e come valutate il livello generale dell’intero settore?

«Sicuramente con uno spirito combattivo. Attualmente c’è molta competizione e il livello generale dei prodotti musicali sale giorno dopo giorno. Ovviamente si parla di una competizione sana ed è bello che la scena sia piena di “avversari” validi».

https://www.youtube.com/watch?v=V3Hg8bton9c

In un’epoca in cui va tutto veloce, a livello discografico le proposte sono tante, perché l’ascoltatore dovrebbe dedicare 2 minuti e 42 secondi all’ascolto del vostro pezzo? Cos’ha la vostra musica di innovativo rispetto a tutto ciò che c’è in giro?

«Sicuramente il nostro sound è differente e non si omologa completamente a tutto ciò che si sente in giro. Puntiamo a far entrare l’ascoltatore nel nostro mondo, rendendolo partecipe. Di certo “Carillon” non racchiude tutte le nostre visioni, ma è chiaramente un ottimo inizio».

Quali sono i vostri obiettivi futuri e/o sogni nel cassetto?

«Il nostro primo obiettivo è far capire alla gente chi sono Neblo, Enemy e Worst e farci apprezzare per quello che siamo».

Per concludere, quale messaggio vorreste trasmettere al pubblico, oggi, attraverso la vostra musica?

«Il messaggio che si trasmette con la musica arriva in modo diverso ad ogni persona, sta all’ascoltatore percepire a suo modo il nostro pensiero. La nostra musica parla e parlerà per noi».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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