“Necessità lunatica” di Marco Carta: te la ricordi questa?

Necessità lunatica Marco Carta

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Necessità lunatica” di Marco Carta

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2012 con “Necessità lunatica” di Marco Carta.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Necessità lunatica” di Marco Carta

Pubblicata nel 2012 come secondo singolo dell’omonimo album, “Necessità lunatica” rappresenta uno dei momenti più maturi e tormentati del percorso artistico di Marco Carta. Scritta e prodotta da Daniele Coro e Federica Camba, la canzone segna un passaggio importante nella sua discografia: meno immediatezza pop, più attenzione alla complessità emotiva e alla contraddizione sentimentale.

Il brano racconta una relazione sbilanciata, fatta di illusioni, attrazione improvvisa e dolore trattenuto. L’incontro casuale diventa subito simbolico: un guasto, una richiesta di aiuto, un bacio dato “come se non fosse niente”. In poche immagini, il testo costruisce una dinamica chiara e spietata, in cui una parte vive tutto come leggerezza e l’altra come esperienza totalizzante. Il verso “come prendere un caffè mentre io muoio” sintetizza con efficacia questa asimmetria emotiva.

Il cuore della canzone sta nella definizione dell’altro come necessità lunatica. Un ossimoro potente, che racchiude il senso di un legame irrazionale, instabile, eppure imprescindibile. L’amata viene descritta attraverso una serie di metafore contrastanti: è desiderio e frustrazione, piacere e limite, abitudine rifiutata ma inevitabile. La canzone che non si sa cantare, la ferita che non si sa guarire, l’uva irraggiungibile: ogni immagine racconta un amore incompiuto, sempre sul punto di essere afferrato e sempre destinato a sfuggire.

Nel complesso, “Necessità lunatica” è una canzone sull’amore che fa male proprio perché necessario. Un brano che racconta con lucidità il paradosso di certi legami: quelli che si riconoscono come distruttivi, ma dai quali non si riesce… e forse non si vuole… davvero fuggire.

Il testo di “Necessità lunatica” di Marco Carta

Non eri tu che promettevi istanti da copione
qualcosa di diverso dalla noia,
non eri tu che m’illudevi coi tuoi modi appariscenti,
ballando tacchi a spillo tra la pioggia
e ti ho incontrata all’improvviso,
la tua macchina non parte
“mi scusi può venire ad aiutarmi”
tu mi hai baciato dopo un’attimo, come se non fosse niente
come prendere un caffè mentre io muoio
ma mi fingo indifferente

Sei la canzone che non so cantare,
quella ferita che non so guarire,
la cioccolata che mi fa godere
o forse l’uva a cui non so arrivare

Sei l’abitudine che non voglio avere
visto il dolore che mi fai provare
delle mie vite tu la peggiore
proprio per questo sei fondamentale
necessità lunatica

Non ero io che interrompevo il senso delle cose
la prepotenza perde di coerenza,
non ero io che cancellavo una vita scritta a mano,
giocando tra due gocce di profumo
e mi hai incontrato all’improvviso
come ne hai incontrati tanti
attori non protagonisti dei tuoi film
ma mi hai baciato dopo un’attimo
come se non fosse niente,
come prendere un caffè mentre io muoio
ma mi fingo indifferente

Sei la canzone che non so cantare
quella ferita che non so guarire
la cioccolata che mi fa godere
o forse l’uva a cui non so arrivare

Sei l’abitudine che non voglio avere
visto il dolore che mi fai provare
delle mie vite tu la peggiore
proprio per questo sei fondamentale
necessità lunatica
necessità, necessità

Sei la canzone che non so cantare
quella ferita che non so guarire
la cioccolata che mi fa godere
o forse l’uva a cui non so arrivare
sei l’abitudine che non voglio avere
visto il dolore che mi fai provare
delle mie vite tu la peggiore
proprio per questo sei fondamentale

Scritto da Nico Donvito
Parliamo di: ,