NICOL-Ritornerai

A tu per tu con la cantante vicentina, in uscita con il suo singolo d’esordio intitolato “Ritornerai

Debutto discografico per Nicol Castagna, semplicemente conosciuta come NICOL, artista classe ’99 della scuderia Hokuto Empire, in uscita con il suo primo singolo ufficiale Ritornerai. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao NICOL, benvenuta. Partiamo dal tuo singolo d’esordio “Ritornerai”, cosa rappresenta per te questo biglietto da visita musicale?

«”Ritornerai” parla di ciò che, prima o poi, proviamo tutti: l’abbandono. Come primo biglietto da visita ho trattato un tema che potesse arrivare a tutti indistintamente, facendolo allo stesso tempo mio, rendendolo personale. ‘Ritornerai’ nel cantautorato italiano vuole rappresentare appieno il mio stile: fresco, nuovo e vero». 

Quali sensazioni e quali stati d’animo ti hanno accompagnata durante la fase di composizione del brano?

«Prima di scrivere questo brano ero in ansia. Ho composto il testo nella mente, senza neppure trascriverlo, e quando l’ho cantato ho cominciato a provare una sensazione di libertà. Ho svuotato un sentimento vomitandolo. Una volta che ho ascoltato la versione “concreta” di “Ritornerai”, con tutte le sue parole e le sue virgole ho provato soddisfazione per essermi saputa ascoltare e spiegare appieno. Dentro ‘Ritornerai’ c’è ogni dettaglio di come io mi sia sentita dentro quella storia. C’è paura, c’è amore, c’è felicità, c’è malinconia, c’è coraggio».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza l’intero significato della canzone?

«“Ma tu non sei un treno, non hai coincidenze e io le ho già perse tutte in partenza”. In questa frase si percepisce la piena consapevolezza di stare urlando ad una persona di tornare, nonostante si sappia che ormai è impossibile».

Dal punto di vista musicale, come ti sei trovata a lavorare con i producer sedd e Bias? Che tipo di sonorità avete voluto abbracciare?

«Essendo un brano nato sulle sonorità di un unico strumento, il piano, abbiamo voluto creare qualcosa di semplice ed essenziale che sapesse accompagnare l’emozione e non coprirla. Il risultato ottenuto dimostra quanto io mi trovi bene a lavorare con i miei due producer. L’armonia che si è creata tra voce e suoni deriva dalla sintonia che esiste tra me, Bias e sedd».

NICOL-Ritornerai

Facciamo un breve salto indietro nel tempo, come e quando hai scoperto la tua passione per la musica?

«Ho scoperto la passione per la musica da piccola, grazie al brano “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd. A cinque anni ho preso lezioni di chitarra, ma l’insegnamento all’epoca mi stava stretto. A 16 anni ho ripreso in mano lo strumento da sola e ho cominciato a comporre musica nella mia stanza. Nel 2019 ho pubblicato un EP in inglese intitolato “S” e dopo un periodo davvero buio ho deciso di iniziare a scrivere in italiano. Nel frattempo ho incontrato Bias ad un concerto di Myss Keta e da lì è partito ciò che sta accadendo oggi». 

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato il tuo percorso?

«Ho sempre ascoltato di tutto. Da piccola ho iniziato ad appassionarmi agli U2, amati da mia madre. Poi ho avuto la fase Justin Bieber, di cui vado fiera. Infine ho scoperto la mia attuale band preferita, The Neighbourhood. Ad ogni modo è davvero difficile citare i nomi di tutti gli artisti che ascolto: da Kanye West a Jorja Smith, da Tyler the Creator, Brockhampton a Lucio Dalla, The Blaze, Mount Kimbie, Jamie XX e potrei andare avanti all’infinito».

Al netto dell’attuale incertezza discografica dovuta al momento, cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti in cantiere?

«Il potere della musica è anche quello di portarci lontano quando ci troviamo in situazioni difficili. Io voglio continuare a pubblicare le mie canzoni per permettere alle persone di distrarsi, di credere di più in loro stesse, di valorizzare i propri successi e anche gli aspetti più piccoli della vita quotidiana, in un momento difficile come questo. Quindi aspettatevi delle nuove uscite a breve». 

Per concludere, a chi si rivolge la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«La mia musica è per chi si sente toccato da una mia canzone. Parlo da un corpo di una ventenne, ma posso arrivare anche a quello di una madre o di un padre, perché anche loro hanno avuto la mia età. Essenzialmente mi piacerebbe parlare a tutte quelle persone che potrebbero aver bisogno della mia musica per capire, attraverso la mia storia, che nulla è impossibile».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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